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Obsolescenza programmata: Apple dovrà pagare 113 milioni di dollari

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Apple dovrà pagare una sanzione di 113 milioni di dollari per concludere la causa – intrapresa da 34 Stati americani – che accusava la società di ridurre volontariamente le prestazioni dei vecchi iPhone.

Il caso, noto come Batterygate, ha avuto inizio nel 2017 e riguarda l’obsolescenza programmata. L’aggiornamento al nuovo sistema operativo, iOS 10.2.1, rallentava gli smartphone meno recenti. Apple ammise la pratica di impostare una minore prestazione energetica, sostenendo che fosse un modo per preservare lo stato delle batterie vecchie o usurate. Tuttavia, molti consumatori avevano ritenuto la pratica un tentativo dell’azienda di incentivare l’acquisto di nuovi iPhone ed hanno avviato una class action. La società di Cupertino ha preferito accordarsi, accettando di pagare la sanzione.

Nonostante il lockdown mai così tanta CO₂ nell’atmosfera

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Il rallentamento industriale dovuto alla pandemia Covid-19 non ha frenato i livelli record di gas serra secondo l’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO). Il blocco ha ridotto le emissioni di molti agenti inquinanti come l‘anidride carbonica (CO₂). Tuttavia, qualsiasi impatto sulle concentrazioni di CO₂ non è stato maggiore di quello causato dalle normali variabilità naturali nel ciclo del carbonio (ad esempio la vegetazione).

Come sostenuto dal professor Petteri Taalas del WMO, la soglia globale di 400 parti per milione è stata superata nel 2015 e solo 4 anni dopo anche quella dei 410 ppm. L’aumento è continuato durante il 2020. Una tale velocità nel tasso di crescita non si era mai vista nella storia dell’uomo. L’ultima volta che la Terra ha sperimentato una concentrazione di CO₂ comparabile, è stata 3-5 milioni di anni fa. La temperatura era di 2-3°C più calda e il livello del mare di 10-20 metri più alto di adesso. Va specificato però, che a quei tempi la Terra non aveva 7,7 miliardi di abitanti.

Otto agenti accusati di pestaggio a San Vittore: incastrati dalla videosorveglianza

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Otto agenti penitenziari del carcere di San Vittore sono finiti a processo per il pestaggio di un detenuto durante l’ora d’aria. Il fatto, avvenuto nel giugno del 2019, è stato reso noto solo ora, dopo che gli imputati sono chiamati a giudizio con l’accusa di lesioni personali. Secondo le dinamiche dell’accaduto, mentre tre agenti tengono fermo il detenuto, il quarto lo aggredisce ripetutamente, in particolare al volto. A questi si aggiungono altri tre vigilanti che continuano a infierire sul suo corpo. È quanto si vede nel video pubblicato in esclusiva dal Corriere della Sera, che ritrae gli agenti nell’atto del pestaggio. Secondo il Pm, Paolo Filippini, il motivo dell’aggressione sarebbe scaturito da una discussione, durante la quale però il detenuto non si sarebbe mai mostrato fisicamente aggressivo. La denuncia è partita dalla stessa direzione del carcere, che ha fornito al pubblico ministero le registrazioni delle telecamere di sicurezza.

Il processo agli 8 agenti si concluderà nella primavera del 2021, periodo a cui va aggiunta una tappa intermedia: il detenuto, infatti, non è riuscito a costituirsi parte civile perché risultato positivo al coronavirus. Secondo i dati rilasciati dall’Osapp, Organizzazione sindacale autonoma della polizia penitenziaria, risulterebbe un aumento del 600% di contagi in carcere a partire da novembre. Complici il sovraffollamento, le strutture spesso vecchie e strette e il personale carente.

La Cina sulla Luna per raccoglierne alcuni campioni, non accadeva da 40 anni

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Nella serata tra il 23 e 24 novembre, il razzo cinese Chang’e 5 ha lasciato il Wenchang Space Launch Center, nella provincia di Hainan, diretto verso il nostro satellite. La sua missione è quella di riportare sulla Terra dei campioni di rocce lunari. E’ il primo tentativo fatto al mondo, da oltre 40. Pechino sta riversando miliardi nel suo programma spaziale gestito dai militari, con lo scopo di avere una stazione spaziale con equipaggio entro il 2022 ed inviare esseri umani sulla Luna. Obiettivo del lancio di Chang’e 5 è spalare rocce e suolo lunari, per aiutare gli scienziati a conoscere origini, formazione e attività vulcanica della Luna, in superficie.

La navicella cinese di Chang’e 5, sembra composta da quattro moduli: due resteranno in orbita, mentre altri due (un lander che raccoglierà i campioni e un modulo di ascensione per il ritorno) toccheranno la superficie. L’area scelta per l’atterraggio è l’Oceanus Procellarum, mare vulcanico già esplorato. Il rientro previsto in Cina, avverrà intorno alla metà di dicembre.

Riders, sentenza storica: fattorino ottiene il diritto ad essere assunto

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Si chiama Marco Tuttolomondo, ha 49 anni ed è il primo ciclofattorino italiano ad ottenere il diritto ad essere assunto con un contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato, pagato a stipendio orario e non più a cottimo. Ad emettere la sentenza il giudice del lavoro Paola Marino, del Tribunale di Palermo, che ha deliberato a favore del lavoratore nella causa contro Glovo, la multinazionale delle consegne a domicilio per la quale lavora. L’azienda, in seguito alla decisione, ha dovuto reintegrare il fattorino, che aveva fatto causa dopo essere stato disconnesso dalla app che smista gli ordini senza avviso.

Quella dei riders è una lotta che va avanti da tempo. L’ultima protesta risale allo scorso 3 novembre, nata in seguito all’accordo tra Assodelivery (l’associazione che raggruppa piattaforme come Glovo e Just Eat) e il sindacato Ugl, Il nuovo contratto – firmato con un sindacato senza rappresentanza e non riconosciuto da nessun’altra sigla – prevede ancora il pagamento a cottimo (a consegna), continua ad avere troppe poche tutele per i lavoratori, compreso il mancato inquadramento. Oggi, in Italia, sono più di 10.000 i ciclofattorini ancora costretti ad accettare questa forma di lavoro.

 

 

Usa: Trump autorizza la transizione (ma non riconosce la sconfitta)

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A tre settimane dalla fine delle elezioni Usa 2020, Donald Trump ha annunciato su Twitter di aver acconsentito all’avvio della transizione dei poteri a Joe Biden, neoeletto. Tuttavia, assicura che la sua battaglia legale continuerà. Poco prima, la responsabile della General Services Administration (azienda indipendente che aiuta a gestire e supportare il funzionamento di base delle agenzie federali) Emily Murphy ha riconosciuto formalmente Biden come il vincitore delle presidenziali, spianando la strada al processo di transizione dei poteri che Trump teneva bloccato con i ricorsi elettorali. È il primo riconoscimento dell’amministrazione Usa della sconfitta di Trump. Un atto necessario perché Biden cominci a organizzare il proprio ingresso alla Casa Bianca, che formalmente inizierà il 20 gennaio prossimo.

Oltre ad assicurare che continuerà la battaglia e crede di vincere, Trump ha ringraziato, sempre su Twitter, la responsabile della Gsa, denunciando il fatto che qualcuno l’abbia tormentata e minacciata. Presunte accuse, smentite dalla stessa Emily Murphy, che giustificano il ritardo della decisione, con la scelta presa al termine delle elezioni, di non voler anticipare il processo del conteggio dei voti.

La Nasa ha progettato un cimitero sulla Luna

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Nel luglio del 2021 è previsto il lancio della nuova missione firmata Nasa, la Peregrine Mission One, che porterà le ceneri di alcuni defunti direttamente sulla Luna. Al progetto prenderà parte integrante l’azienda Celestis, sul cui sito è già possibile prenotare una sepoltura spaziale per il caro defunto: una capsula commemorativa, contenente pochi grammi delle ceneri, potrà essere inviata sul nostro satellite, oppure nell’orbita terrestre o nello spazio profondo. Un’ulteriore opzione permette la semplice andata e ritorno nello spazio attraverso voli spaziali commerciali, altro servizio dell’azienda. Le capsule funerarie saranno trasportate nel Peregrine Lander, veicolo costruito dall’azienda di robotica privata Astrobotic, e verranno adagiate in una pianura basaltica della Luna, ribattezzata Lacus Mortis.

Ad oggi, l’unica salma ospitata dalla Luna appartiene al geologo statunitense Eugene Merle Shoemaker, considerato uno dei padri della planetologia e noto per la scoperta della Cometa Shoemaker-Levy 9.

New York, 650 cadaveri nei camion frigo: i parenti non possono permettersi i funerali

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New York, 650 persone decedute a causa della prima ondata di coronavirus sarebbero ancora ammassate in camion-frigorifero, in attesa di una degna sepoltura. Lo ha rivelato Wall Street Journal che ha ottenuto conferme dall’ufficio di medicina legale della città. I mezzi avrebbero prelevato i cadaveri, in aprile, nella zona di Sunset Park dove continuano a stazionare. A detta delle istituzioni sanitarie newyorkesi, il fatto sarebbe dovuto a due ragioni: il mancato rintracciamento dei parenti dei deceduti e il fattore economico. Molti di quei corpi, infatti, apparterrebbero a famiglie non ancora localizzate dalle agenzie di pompe funebri o dalle autorità, mentre molte altre non sarebbero in grado di pagarne la sepoltura.

Proprio i prezzi per i servizi e le cerimonie funebri hanno ultimamente subito, a New York, un’impennata delle tariffe. L’esecutivo della città ha infatti aumentato il contributo per i funerali, portandolo da 900 dollari a 1700, con i servizi tradizionali di sepoltura che possono arrivare anche a 9.000 dollari.

Covid: anche l’Italia ferma gli allevamenti di visoni

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Segnalata anche in Italia la presenza del nuovo coronavirus in un allevamento di visoni. Con un’ordinanza, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha disposto la sospensione delle attività, in tutti gli allevamenti presenti sul territorio nazionale, fino a febbraio 2021. La misura, emanata in via preventiva, deriva però dalla scoperta di un ceppo di Sars-Cov2 mutato in un allevamento danese. Qui per la prima volta, dopo essere stato trasmesso dall’uomo ai visoni, il virus è stato veicolato nella direzione opposta, dagli animali agli allevatori. La mutazione rinvenuta preoccupa: indebolendo la capacità dell’organismo di generare anticorpi, potrebbe compromettere l’efficacia di un eventuale vaccino.

I focolai di coronavirus negli allevamenti di visoni hanno già messo a dura prova le autorità sanitarie in Danimarca dove verranno abbattuti circa 17 milioni di capi. Oltre due milioni sono invece gli animali da pelliccia abbattuti nei Paesi Bassi, a seguito della rilevazione di almeno 149 focolai. Il virus nei visoni è stato, ad oggi, registrato anche in Spagna, Grecia, Stati Uniti, Svezia e Francia mentre la Polonia, terzo produttore mondiale di pellicce, ha avviato uno screening di massa in tutti gli allevamenti del paese.

 

 

 

Presidenziali Usa, dai colossi farmaceutici una pioggia di donazioni per Biden

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Il partito democratico e il suo candidato presidente, il neoeletto Joe Biden, sono stati sostenuti da numerosi colossi farmaceutici che hanno elargito importanti somme di denaro per la sua campagna elettorale (il più finanziato con 6,324 milioni di dollari). A distanza arriva Donald Trump il quale tra i giganti del settore ha raccolto 1,590 milioni di dollari. Lo evidenzia Open Secrets, gruppo di ricerca non profit che monitora le attività di lobby sulla politica Usa.

Tra chi ha maggiormente puntato su Biden c’è l’americana Pfizer, che ha dato al partito democratico 2.226.557 dollari. Ai democratici anche i 1.232.088 dollari di Johnson & Johnson ed i 546.651 dollari di Masimo Corp. Merck & Co inoltre, che avrebbe legami con il marito di Kamala Harris (loro rappresentante legale per conto di Dla Piper), ha destinato al partito il 57,8% del milione di dollari complessivamente utilizzato per finanziare i candidati alle elezioni americane. Anche AstraZeneca PLC, Abbott, DE Shaw Research, Roche, Sanofi e GlaxoSmithKline hanno supportato Biden.

Solo tre, tra i Big Pharma, hanno indirizzato la maggior parte della somma destinata a finanziare i candidati a Donald Trump: Amgen, Eli Lilly e Boston Scientific. Dal 2000 in poi le aziende di settore sono sempre più impegnate a livello politico. È la prima volta, però, che ai democratici viene destinata una somma superiore a quella dei repubblicani (solo nel 2008 i finanziamenti destinati al partito dell’asinello superarono quelli a supporto degli elefantini).