martedì 17 Febbraio 2026
Home Blog Pagina 1561

La guida assistita salva la vita a un conducente, ma nasconde alcuni rischi

0

La guida assistita è indubbiamente un’evoluzione tecnologica non da poco ma, nonostante le automobili più moderne e sofisticate possano esserne dotate, ci sono degli aspetti che potrebbero rappresentare armi a doppio taglio. È fresca la notizia di un giovane conducente norvegese scampato a morte certa grazie alla guida assistita. Il ventiquattrenne ha perso conoscenza mentre era al volante della sua Tesla la quale però, per via dell’optional, non ha sbandato. Questa è rimasta nella corsia e, dopo qualche chilometro, ha rallentato per poi fermarsi con le quattro frecce in una galleria. I soccorsi sono giunti sul posto cinque minuti dopo l’arresto del veicolo. Essendo il conducente visibilmente ubriaco, è stato sottoposto al test, il quale ha confermato l’abuso di alcolici. La guida assistita ha quindi evitato una probabile disgrazia.

Certo, alcune cose sono ancora da perfezionare. L’auto si è infatti fermata nella corsia di sorpasso, rendendo il repentino intervento dei soccorritori fondamentale per evitare possibili tamponamenti. Ma c’è di più. La guida assistita, attraverso specifici sistemi detti ADAS (Advanced Driver Assistance Systems), assiste il guidatore per far sì che questo conduca l’auto in maniera responsabile, sia in città che in autostrada. In alcune circostanze è in grado di intervenire autonomamente. Il tutto viene reso possibile dall’occhio vigile di una telecamera capace di riconoscere forme e sagome come quelle di ciclisti, pedoni e altre automobili. Una tecnologia all’avanguardia ma, spesso, motivo di distrazione e di scarsa attenzione nel guidatore. Prendiamo il caso del 24enne ubriaco in Norvegia… c’è la probabilità che questo abbia pensato di potersi mettere alla guida della Tesla, malgrado la sua condizione poco lucida. O ancora, la consapevolezza di avere una vettura dotata di questo optional – mixata a una buona dose di alcol -, ha contribuito alla perdita di conoscenza del ragazzo.

Una ricerca dell’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety) ha provato che la guida assistita può essere causa di distrazione e quindi perdita di controllo del veicolo nel conducente. Gli esperti hanno coinvolto dieci volontari e, per quattro settimane, hanno fatto guidare loro una Volvo S90 con l’Adaptive Cruise Control (ACC) – dispositivo che monitora la velocità del veicolo -, e il Pilot Assist, tecnologia che fornisce assistenza nel controllo dello sterzo. Alla fine dell’esperimento è stato riscontrato che, più il tempo passava, più aumentava la probabilità che questi si distraessero e togliessero entrambe le mani dal volante anche per maneggiare il proprio telefonino, alzando vertiginosamente il rischio di avere un incidente. È molto importante ricordare che, l’assistente di guida di cui sono dotate molte automobili di ultima generazione, contribuisce a rendere la guida più sicura, ma non sostituisce al 100% l’azione del guidatore.

[di Eugenia Greco]

‘Ndrangheta, Paviglianiti: il boss arrestato in Spagna

0

Arrestato a Madrid il “boss dei boss”. Il latitante di ‘Ndrangheta Domenico Paviglianiti è stato arrestato dai carabinieri di Bologna e dalla polizia spagnola mentre si trovava nella capitale spagnola. Ora sessantenne, Paviglianiti si era “guadagnato” un soprannome negli anni ’80 e ’90: “il boss dei boss”. Il 21 gennaio la Procura di Bologna ha emesso un provvedimento di esecuzione di pene concorrenti per 11 anni, 8 mesi e 15 giorni, per i reati di associazione mafiosa, omicidio e traffico di sostanze stupefacenti.

 

Strage migranti al confine tra Stati Uniti e Messico

0

A circa 120 km dal confine tra Stati Uniti e Messico, un furgone diretto in Texas si è ribaltato. Il veicolo trasportava circa trenta migranti e l’incidente è avvenuto in curva, a causa della troppa velocità, come emerge dalle prime dichiarazioni della polizia. Per ora si stima che le vittime siano almeno dieci. A fine marzo dell’anno corrente un altro incidente, avvenuto in California, aveva causato la morte di tredici migranti.

Olanda: attacchi hacker, è allarme per sicurezza nazionale

0

Anche l’Olanda è sotto attacco da parte degli hacker: i direttori di tre importanti società di sicurezza informatica (Eye, Hunt & Hackett e Northwave), infatti, hanno parlato ai media nazionali per sollecitare il governo ad intervenire. Secondo questi ultimi, il diffondersi del ransomware (un virus che cripta i file nel sistema) sta innescando «una crisi nazionale», al punto che «la sicurezza del Paese è in pericolo». In tal senso, gli esperti sottolineano che le richieste d’aiuto sono troppe per essere gestite solo da tali società poiché gli attacchi sono in aumento.

Tribunale di Roma: via libera a sospensione senza retribuzione per lavoratori non vaccinati

8

I dipendenti che decidono di non sottoporsi al vaccino anti Covid e che non possono essere destinati ad altre mansioni, rischiano di essere sospesi dalla propria attività lavorativa e conseguentemente dalla retribuzione. È quanto emerge dalla recente sentenza n. 18441/2021 del Tribunale di Roma, con la quale è stata giudicata legittima la decisione di un’azienda che ha congelato il rapporto di lavoro di una donna volontariamente non sottopostasi al siero.

Nello specifico la lavoratrice, a cui non era stato possibile trovare un impiego differente, era stata sospesa dal lavoro e dallo stipendio a decorrere dal primo luglio scorso fino alla cessazione delle limitazioni per la pandemia o ad un eventuale giudizio di revisione di idoneità. Infatti, in seguito alla visita medica aziendale ella era risultata «idonea con limitazioni» non solo a causa dei problemi a sollevare carichi maggiori o uguali a 7 chili ma, appunto, per il non poter stare a contatto con la clientela non essendo vaccinata. Tuttavia, la donna ha successivamente promosso il ricorso in questione sostenendo che la decisione del datore di lavoro costituisse un «provvedimento disciplinare per il rifiuto di sottoporsi alla vaccinazione». Tesi a cui, però, il Tribunale si è schierato contro stabilendo che non si tratta di una sanzione disciplinare ma, «stante la parziale inidoneità alle mansioni», di un provvedimento di sospensione doveroso.

Nella sentenza si legge che il datore di lavoro è «obbligato a sospendere in via momentanea il dipendente dalle mansioni a cui è addetto ai sensi dell’art. 2087 del Codice civile». Quest’ultimo, infatti, prevede che l’imprenditore è tenuto ad adottare le misure «necessarie a tutelare l’integrità fisica dei prestatori di lavoro». Ma questa non è l’unica motivazione alla base della sentenza, nella quale si fa riferimento anche all’articolo 20 del decreto legislativo n. 81/2008, in base al quale «ogni lavoratore deve prendersi cura della propria salute e sicurezza e di quella delle altre persone presenti sul luogo di lavoro su cui ricadono gli effetti delle sue azioni o omissioni, conformemente alla sua formazione, alle istruzioni e ai mezzi forniti dal datore di lavoro».

Infine per ciò che concerne la sospensione dello stipendio il tribunale, richiamando la giurisprudenza in merito, ricorda che se il medico competente non giudica idoneo il dipendente a svolgere le prestazioni lavorative, e vi è dunque la «conseguente legittimità del rifiuto del datore di lavoro di riceverle», allora quest’ultimo non è nemmeno «tenuto al pagamento della retribuzione».

Detto questo, non si tratta di certo della prima decisione a favore della sospensione dal servizio e dalla retribuzione dei lavoratori non vaccinati. Anche il Tribunale di Modena ha recentemente emesso una sentenza simile, anch’essa basata sulle norme sopracitate nonché sulla direttiva dell’Unione europea, che nel giugno 2020 ha incluso il SARS-CoV-2 tra gli agenti biologici contro i quali è necessario tutelare gli ambienti di lavoro. Inoltre pure i giudici del tribunale di Belluno e di Verona erano precedentemente arrivati a conclusioni del genere. Non si tratta più, quindi, di un singolo precedente giuridico: l’orientamento dei Tribunali italiani, destinato senza dubbio a far discutere, è ormai chiaro.

[di Raffaele De Luca]

Vaccini Novavax: Ue firma contratto per 200 milioni di dosi

0

La Commissione europea ha annunciato la firma di un accordo di acquisto anticipato per i vaccini anti Covid Novavax. Grazie a quest’ultimo, i Paesi dell’Unione potranno acquistare fino a 100 milioni di dosi, con un’opzione per altri 100 milioni di esse nel corso del 2021, 2022 e 2023. L’intesa, però, diventerà operativa solo quando il vaccino in questione sarà giudicato sicuro ed efficace dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali.

Nutri-Score: il semaforo sulla qualità dei cibi aiuterà a mangiare meglio?

2

L’Unione Europea già dal 2017 sta studiando e testando dei nuovi sistemi di etichettatura del cibo, con l’obiettivo di dare un giudizio sulla qualità nutrizionale degli alimenti che risulti di facile comprensione per il consumatore. Si tratta quindi di uno scopo nobile che serve per migliorare gli stili di vita e la consapevolezza delle scelte alimentari, che porterebbe alla prevenzione di molte malattie, specialmente quelle degenerative legate proprio a modelli alimentari scorretti, come diabete, obesità, patologie cardiovascolare, malattie neurodegenerative, osteoporosi e altro. Questi nuovi...

Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci 
(al costo di un caffè la settimana) e prosegui con la lettura dell'articolo.

Se sei già abbonato effettua l'accesso qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" in alto a destra.

ABBONATI / SOSTIENI

L'Indipendente non ha alcuna pubblicità né riceve alcun contributo pubblico. E nemmeno alcun contatto con partiti politici. Esiste solo grazie ai suoi abbonati. Solo così possiamo garantire ai nostri lettori un'informazione veramente libera, imparziale ma soprattutto senza padroni.
Grazie se vorrai aiutarci in questo progetto ambizioso.

Dopo le trivelle il governo della “transizione ecologica” difende anche il glifosato

0

Il comune di Nepi ha fatto passi avanti per vietare l’uso del glifosato, l’erbicida più diffuso al mondo. Nuovi divieti per l’uso indiscriminato dei fitofarmaci in agricoltura, e non solo: il sindaco Franco Viti ha anche stabilito che nei primi cento metri dai corsi d’acqua non sarà possibile coltivare, mentre nei secondi cento metri sarà consentita l’agricoltura biologica. Contro l’ordinanza del sindaco Franco Viti, si sono subito scagliati i produttori di nocciole Assofrutti, i quali sono ricorsi al Tar del Lazio, senza riuscire ad avere la meglio. Ciò che però desta preoccupazione è come l’Avvocatura dello Stato del ministero della Transizione ecologica abbia deciso di schierarsi. Famiano Crucinelli, presidente del Biodistretto della via Amerina e delle Forre, ha sottolineato come Cingolani sostenga, in un paradosso che stride con la “transizione ecologica”, la chimica di sintesi in agricoltura, «Una delle cause fondamentali della frattura degli ecosistemi» spiega Crucinelli. Quest’ultimo sottolinea che se – come presumibile – l’avvocato abbia davvero parlato per il Ministero, allora Cingolani non è altro che un «Un bradipo della Transizione ecologica». Perché difatti, «La posizione espressa al Tar è una fotocopia delle posizione dei produttori di Assofrutti». Col fine di vietare l’uso del glifosato, da tempo altri comuni seguono la linea del comune di Nepi: Gallese, Corchiano, Castello, Calcata. Il glifosato è infatti nemico della salvaguardia ambientale, tanto che si infiltra anche dove non sarebbe dovuto arrivare, e in quantità preoccupanti. Nemmeno un mese fa, il caso dei fiumi in Lombardia, in cui è stata dimostrata una presenza dell’erbicida di ben otto volte superiore al limite previsto dalla legge.

Sul glifosato si è dibattuto parecchio: dopo diversi studi, nel 2017 l’Unione Europea ha concesso l’approvazione dell’erbicida più famoso al mondo per ulteriori cinque anni, con determinate limitazioni. Il tutto, a seguito di alcune valutazioni di EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e ECHA (Agenzia europea delle sostanze chimiche) L’uso del glifosato è quindi attualmente ammesso dall’Unione Europea, fino al 15 dicembre 2022. Una data che però sembra già essere molto vacillante: basti pensare alla Francia, che avrebbe scelto di fare un passo indietro. La nazione, all’interno del comitato il cui ruolo è valutare la tossicità del glisofato (l’Assessment group of glyphosate) ha partecipato alla preparazione del rapporto in cui si parla dell’erbicida, adottando una posizione ben diversa da quella assunta precedentemente. La conclusione è che il glifosato, secondo le autorità nazionali, potrebbe senza problemi essere nuovamente autorizzato in Europa. Necessaria è la risposta dell’EFSA e dell’ECHA, prima di qualsiasi decisione ufficiale. Continua dunque un dibattito sul glifosato, già al centro di continui studi relativi all’effettiva dannosità.

Intanto in Italia delle piccole vittorie sono state ottenute dai comuni intenti a limitare l’uso dell’erbicida. Nel territorio della Tuscia, l’impatto ambientale causato dalla coltivazione malsana delle nocciole (monocoltura che coinvolge circa 25 ettari di territorio) potrebbe finalmente subire delle modifiche. Necessario è che le ordinanze possano divenire regolamenti comunali, così da vietare l’uso di pericolose sostanze nei territori interessati. Sostanze che poi, come già esplicato, non rimangono – ovviamente – solo nel luogo in cui sono state utilizzate (come fu anche dimostrato lo scorso anno). In questo un ruolo importante può avere un colosso come la Ferrero. Infatti, la coltivazione della nocciola nell’area della Tuscia è il primo polo di produzione nazionale nonché uno dei fornitori principali della Nutella Ferrero. La famosa industria dolciaria si dice infatti a favore del green, ma è necessario che essa dimostri di avere adottato tale filosofia anche nel pratico, come sottolineato da Famiano Crucinelli. Stesso concetto vale per il Ministero della Transizione ecologica, che manca ancora una volta alla vera e propria, tanto osannata, “svolta green“. Un altro passo pratico che crea grande disarmonia con le parole spese. Basti ricordare il caso delle “trivelle sostenibili” dove il ministro è parso molto più preoccupato per i colossi del petrolio quali Eni piuttosto che per il vero salto qualitativo a livello di salvaguardia territoriale. Ovviamente, trivellare per estrarre gas, “rispettando” la Terra in nome della sostenibilità, è – a qualsiasi livello – impossibile. Come impossibile risulta un uso libero e incontrollato di un pesticida quale il glifosato, senza che ci siano conseguenze negative sulla salute e sul mondo.

[di Francesca Naima]

Ucraina: un uomo ha minacciato di farsi esplodere

0

Momenti di grande paura a Kiev. Direttamente da Ukraine 24, emittente televisiva ucraina, la notizia di un uomo entrato nella sede del governo. Le forze di sicurezza – fa sapere Ukraine 24 – sono già in azione per assalire l’edificio, visto che l’uomo, riuscito a infiltrarsi all’interno dello storico Palazzo Mariinskij, minaccia di farsi saltare in aria con una granata.

La NATO incomincia a temere un Afghanistan talebano

0

Dopo quasi vent’anni di occupazione militare, Stati Uniti e NATO stanno afferrando armi e bagagli con l’intenzione di lasciare l’Afghanistan a sé stessa, abbandonandola di fatto alle mire espansionistiche degli eserciti talebani. La cosa è chiara a chiunque si ritagli il tempo di osservare quanto stia accadendo, ma a evidenziare chiaramente quanto l’allontanamento americano sia stato deleterio alla stabilità del Governo ufficiale è lo stesso Ashraf Ghani, ovvero il Presidente riconosciuto da quegli stessi poteri Occidentali che si stanno ritirando dall’area.

Ghani confida che le truppe talebane si dimostreranno incapaci di mantenere le città recentemente catturate e che nel giro di sei mesi lo status quo verrà ristabilito, eppure è innegabile che le Forze di opposizione stiano velocemente assalendo molti dei punti nevralgici della nazione, con Lashkar Gah, Kandahar e Herat che sono tra i bersagli più rilevanti delle loro mire. Gli scontri sono sanguinosi e i civili coinvolti si contano a centinaia.

Proprio l’esistenza massiccia di vittime e di profughi innocenti è divenuta la leva prediletta con cui la narrazione statunitense cerca di dimostrare che i talebani debbano essere fermati. Secondo USA e Regno Unito, i guerriglieri starebbero sistematicamente «massacrando i civili», nonché compiendo svariati crimini di guerra con il solo intento crudele di vendicarsi per le sconfitte subite in passato. Accuse che, ovviamente, i talebani negano con determinazione.

Che gli innocenti finiscano disgraziatamente a patire gli effetti degli scontri è tristemente un dato di fatto, tuttavia i comandanti degli insorti stanno compiendo sforzi immensi per sgravarsi dalla retorica che li disegna come sanguinari e assassini, crudeli aguzzini in linea con le tendenze Daesh.

Questo loro impegno lo si nota soprattutto nella progressiva istituzionalizzazione profonda della loro struttura organizzativa, un procedimento che si è tanto raffinato che il Ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha recentemente accolto una delegazione di combattenti per discutere il futuro dei rapporti diplomatici tra Cina e Afghanistan.

Russia, Cina, Pakistan e persino gli Stati Uniti stanno seriamente prendendo in considerazione la possibilità che i talebani riescano a mettere le mani su di una fetta rilevante della regione, una prospettiva che agli USA giunge estremamente sgradita.

Il Pentagono si sta dunque preparando a contrastare l’avanzata dei guerriglieri mujahidin imbastendo bombardamenti “mirati” da effettuarsi attraverso una flotta di velivoli automatizzati. Una mossa ironica, se si considera che ai talebani vengono contestati i danni causati alla popolazione locale e che i droni siano noti per avere un vertiginoso tasso di vittime collaterali.

In ogni caso gli Stati Uniti portano le mani avanti, sostenendo sin da subito che il conquistare l’Afghanistan con la forza non sia sufficiente a garantire all’esercito talebano alcun riconoscimento internazionale. Parallelamente, il Regno Unito non manca di fornire assistenza alla retorica dell’alleato d’oltreoceano e, facendo riferimento al fatto che i soldati talebani siano accusati di crimini di guerra, dichiara via social: «se ora non siete in grado di controllare i vostri combattenti, in futuro non avrete diritto a un ruolo nel Governo».

[di Walter Ferri]