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giovedì 28 Ottobre 2021

Glifosato, la Francia guida il voltafaccia UE: non è cancerogeno e va riammesso

Le autorità di Francia, Olanda, Svezia ed Ungheria hanno preparato un rapporto sulla sicurezza dell’erbicida glifosato nell’ambito del rinnovo dell’autorizzazione Ue: esso viene definito non cancerogeno, non mutageno né tossico per la riproduzione. Nello specifico, le autorità nazionali si sono espresse all’interno dell’Assessment group of glyphosate (Agg), un comitato che si occupa della valutazione della tossicità del glifosato. Si tratta, però, di un inaspettato dietrofront soprattutto da parte della Francia, che nel 2017 aveva votato contro il rinnovo della licenza di utilizzo dell’erbicida per cinque anni: esso infatti è attualmente autorizzato in Europa fino al dicembre 2022. Nonostante ciò, dunque, la nazione ha contribuito alla preparazione di tale rapporto, nel quale si sottolinea come il glifosato abbia i requisiti per essere nuovamente autorizzato in Europa e si raccomandano ulteriori approfondimenti solo sul suo impatto nei confronti della biodiversità.

A tal proposito, le analisi e le raccomandazioni delle quattro autorità nazionali sono state presentate all’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e all’Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche), che dovranno esprimersi a riguardo. Queste ultime infatti avvieranno una consultazione online a settembre e successivamente stileranno le loro conclusioni, attese rispettivamente nel mese di maggio e di giugno del 2022. Dopodiché, sulla base delle indicazioni degli enti regolatori, la Commissione Ue dovrà preparare una proposta legislativa da presentare agli Stati membri.

Tuttavia, l’accoglimento di tale rapporto determinerebbe un definitivo voltafaccia anche da parte dell’Ue, il quale si andrebbe ad aggiungere a quello ormai già attuato dalla Francia. Infatti, la stessa Echa si era espressa molto chiaramente sul tema già nel 2017: pur sottolineando la mancanza di prove scientifiche «per classificare il glifosato come cancerogeno, mutageno o tossico per la riproduzione», aveva precisato che si trattasse di una sostanza tossica e pericolosa sia per l’uomo che per l’ambiente.

Detto ciò, riguardo la questione della sicurezza del glifosato vi sono, a quanto pare, molti dubbi anche da parte degli stessi produttori. Basterà pensare che la multinazionale tedesca Bayer nel 2018 ha acquistato l’azienda Monsanto, produttrice del diserbante al glifosato Roundup, e l’anno scorso ha raggiunto un accordo per chiudere il 75% dei contenziosi avviati negli Stati Uniti sull’erbicida, accusato di aver generato gravi danni alla salute delle persone che ne sono state lungamente a contatto. Nello specifico, si tratta del pagamento di oltre 10 miliardi di dollari con cui sono state chiuse 95mila delle 125mila denunce depositate presso vari tribunali degli Stati Uniti.

[di Raffaele De Luca]

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