In Sudafrica almeno 4 persone sono morte nel corso delle proteste per il costo dell’elettricità, secondo quanto riportato dai funzionari di polizia locali. Nella giornata di lunedì infatti i residenti hanno eretto barricate con pneumatici in fiamme per le strade del distretto di Thembisa, a nord-est di Johannesburg, e hanno dato fuoco a un edificio comunale. La polizia, sparando sulla folla, ha ucciso almeno due manifestanti, mentre altri potrebbero essere morti per via dell’incendio. In Sudafrica, che ha i tassi di disoccupazione e criminalità tra i più alti al mondo, le proteste per la carenza di servizi hanno luogo con cadenza regolare.
Elezioni: la raccolta delle firme è un problema, ma solo per i partiti anti-sistema
Decine di migliaia di firme da raccogliere tramite moduli cartacei, in un breve arco di tempo, ed alla presenza di un autenticatore: è questa la procedura a cui dovranno attenersi solo alcuni piccoli partiti che vorranno presentarsi al voto in vista delle imminenti elezioni del 25 settembre. La maggior parte delle forze politiche, infatti, sarà esonerata dall’attenersi a tale meccanismo e potrà quindi presentarsi alle elezioni senza raccogliere le firme. Un trattamento evidentemente differente da quello riservato ad alcuni partiti minori, che si troveranno di fronte ad una battaglia molto difficile da vincere.
Questi ultimi, infatti, dovranno precisamente raccogliere le firme in poco più di un mese, in quanto essendo le elezioni fissate per il 25 settembre tutti i documenti relativi alle candidature dovranno essere depositati tra il 21 ed il 22 agosto alla cancelleria della Corte d’appello. Lo si desume dalle disposizioni contenute nella legge che regolamenta la materia, la quale prevede tra l’altro che la dichiarazione di presentazione della lista dei candidati firmata dagli elettori deve essere appunto consegnata tra il trentacinquesimo e il trentaquattresimo giorno antecedente a quello della votazione. Venendo poi al numero di firme necessarie per presentarsi alle elezioni politiche, la legge prevede che ai partiti servano almeno 1.500 firme, e non più di 2.000, per ogni collegio plurinominale. Tuttavia, stabilisce anche che nel caso in cui le Camere vengano sciolte oltre 120 giorni prima della scadenza naturale (ed è questo il caso), i numeri appena citati debbano essere dimezzati. Dunque, ai partiti serviranno almeno 750 firme per collegio plurinominale, ed essendo dal 2020 stati ridotti a 49 i collegi della Camera ed a 26 quelli del Senato, ad essere necessarie saranno almeno 36.750 firme per la Camera e 19.500 per il Senato.
I partiti dovranno dunque raccogliere un totale di oltre 56mila firme in poche settimane: una procedura che però, come anticipato, riguarderà solo alcune forze politiche. In tal senso, il Testo unico delle leggi elettorali prevedeva già da tempo che nessuna sottoscrizione fosse richiesta per “i partiti o gruppi politici costituiti in gruppo parlamentare in entrambe le Camere all’inizio della legislatura in corso al momento della convocazione dei comizi”, favorendo così i partiti costituiti in gruppo sia alla Camera che al Senato. Recentemente, poi, nella legge di conversione del “decreto Elezioni” un emendamento ha introdotto l’articolo 6-bis, che ha allargato la platea delle forze politiche esentate dalla raccolta limitandosi però anche stavolta ai partiti che siedono già in Parlamento nella legislatura uscente. Nello specifico, l’articolo in questione prevede che “per le prime elezioni della Camera e del Senato successive alla data di entrata in vigore della legge” (5 maggio 2022), l’esenzione riguarda anche i partiti o gruppi politici “costituiti in gruppo parlamentare in almeno una delle due Camere al 31 dicembre 2021” oppure “che abbiano presentato candidature con proprio contrassegno alle ultime elezioni della Camera dei deputati o alle ultime elezioni dei membri del Parlamento europeo e abbiano ottenuto almeno un seggio assegnato in ragione proporzionale” oppure, infine, che “abbiano concorso alla determinazione della cifra elettorale nazionale di coalizione avendo conseguito, sul piano nazionale, un numero di voti validi superiore all’1 per cento del totale”.
Il risultato? Solo i piccoli partiti di opposizione, sostanzialmente, dovranno sottostare all’obbligo di raccogliere le firme. Infatti oltre che per i partiti maggiori – come Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, PD e Movimento 5 Stelle – grazie alle varie esenzioni ed ai cavilli dell’emendamento anche per tanti altri partiti più piccoli dell’area di governo come Italia Viva, +Europa e Liberi e Uguali il pericolo della raccolta firme è scampato. Nessuna firma nemmeno per la lista formata in fretta e furia da Di Maio “Impegno Civico” che non avrà bisogno di raccogliere le firme grazie a un’escamotage: il partitino dell’ex capo politico dei 5 Stelle ospiterà al suo interno il partito “Centro Democratico” ovvero la creatura di una vecchia “gloria” della prima repubblica: Bruno Tabacci. Centro Democratico è esentato dal raccogliere le firme, quindi può trainare alle urne senza l’obbligo della raccolta anche Di Maio.
Ad essere costretti a raccogliere le sottoscrizioni sotto l’ombrellone saranno praticamente tutti i partiti anti sistema. Tra questi “Italia Sovrana e Popolare”, simbolo che raggrupperà Ancora Italia, Partito Comunista, Riconquistare l’Italia, Azione Civile, Rinascita Repubblicana, Comitati No Draghi, Italia Unita, oltre che diverse personalità note della battaglia contro il green pass. Vi sarà poi “ItallExit”; il movimento di Gianluigi Paragone che ieri ha annunciato un accordo con il movimento Alternativa (nato da una scissione interna ai 5 Stelle). La lista della sinistra anti-sistema “Unione Popolare”, formata da Potere al Popolo, Rifondazione Comunista e altri gruppi della galassia della sinistra extraparlamentare che avrà come capo politico l’ex sindaco di Napoli Luigi De Magistris. E la lista “Vita” formata dal movimento 3V e dalla deputata Sara Cunial. Per loro nessuna deroga: dovranno fare i conti con una sfida letteralmente proibitiva che li obbligherà a raggiungere 56mila firme in pieno agosto, con le città deserte, ed in tempi irrisori.
L’Associazione Luca Coscioni ed il movimento di partecipazione civica paneuropeo Eumans hanno lanciato un appello al governo – già sottoscritto da oltre 2900 persone – chiedendo di introdurre subito la possibilità di ricorrere alla firma digitale. “La legge elettorale per il prossimo Parlamento prevede meccanismi fortemente discriminatori per la presentazione delle liste favorendo i partiti già presenti in Parlamento”, si legge nell’appello, con il quale si sottolinea che “occorre con urgenza porre fine a questa discriminazione” e che “nei pochi giorni a disposizione solo la firma digitale può consentire un minimo di praticabilità elettorale per chiunque voglia farlo”. Ma, almeno per questa tornata elettorale, non succederà. Dal Governo non è emersa alcuna volontà di approvare questa norma.
[di Raffaele De Luca]
Afghanistan, leader al-Quaeda ucciso da drone statunitense
Il leader di al-Quaeda Ayman al-Zawahiri è stato ucciso da un drone della CIA a Kabul, capitale dell’Afghanistan, secondo quanto dichiarato dal presidente USA Joe Biden. L’attacco, avvenuto domenica, non avrebbe causato altre vittime, pur essendosi svolto in una zona di Kabul ad alta densità residenziale. La presenza di al-Zawahiri sul territorio talebano rappresenta per il segretario di Stato Blinken una violazione dell’accordo di Doha, siglato da Washington e Talebani nel 2020, in base al quale gli USA avrebbero avviato il ritiro delle forze straniere nel Paese in cambio di una garanzia da parte dei Talebani di non permettere a gruppi come al-Quaeda e ISIL di operare in territorio afghano.
Lunedì 1 agosto
7.00 – Birmania: l’esercito al potere proroga per altri sei mesi lo stato di emergenza in vigore dal colpo di Stato del febbraio 2021.
9.00 – Ucraina: dal porto di Odessa parte una nave carica di grano, la prima dalla stipula dell’accordo tra Kiev e Mosca finalizzato a sbloccare i porti ucraini del Mar Nero.
11.00 – Eurozona: a giugno il tasso di disoccupazione si conferma al minimo storico del 6,6% già registrato a maggio, lo comunica l’Ufficio statistico dell’Unione europea (Eurostat).
11.30 – Cina, il portavoce del ministero degli Esteri Zhao Lijian avverte gli Usa: l’esercito «non starà a guardare» se la presidente della Camera Nancy Pelosi si recherà a Taiwan.
12.00 – Strada dei Parchi, il Consiglio di Stato ribalta l’ordinanza del Tar: la gestione delle autostrade A24 e A25 torna nelle mani dell’Anas.
15.30 – Ue: versati i primi 500 milioni di euro del piano di assistenza macrofinanziaria all’Ucraina da 1 miliardo di euro, la seconda tranche sarà erogata domani.
19.00 – Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, afferma: «L’umanità è solo ad un malinteso, un errore di calcolo, dall’annientamento nucleare».
Onu, Guterres: l’umanità è ad un passo dalla catastrofe nucleare
«L’umanità è solo ad un malinteso, un errore di calcolo, dall’annientamento nucleare». È ciò che ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, all’apertura della Conferenza dei paesi firmatari del Trattato di non proliferazione nucleare. Nello specifico Guterres ha citato la guerra in Ucraina e la minaccia delle armi nucleari nei conflitti in Medio Oriente e in Asia, due regioni che «stanno andando verso la catastrofe».
Una persona è guarita misteriosamente dall’HIV, la sua storia può segnare la terapia
Un uomo di 66 anni, di origini statunitensi, è il quarto caso al mondo di “guarigione” dal virus dell’HIV dopo esserne stato infetto per più di trent’anni. Come dichiarato dal City of Hope National Medical Center di Duarte, in California – l’ospedale che ha tenuto in cura il paziente – l’uomo sarebbe attualmente in remissione – che si verifica quando la gravità dei sintomi di una determinata malattia si attenuano gradualmente – e da oltre 17 mesi ha smesso di seguire il trattamento antiretrovirale (che riduce e contiene cioè la replicazione del virus). La causa che ha permesso la guarigione è sotto indagine da parte dei medici, visto che ancora non esiste una cura conosciuta contro il virus.
Secondo i medici, l’ipotesi più probabile è quella che la remissione dell’HIV si sia causata grazie al trapianto di midollo osseo con cellule staminali – proveniente da un donatore naturalmente resistente al virus dell’HIV e in grado di tenere lontana l’infezione grazie ad una rara mutazione genetica – a cui il paziente è stato sottoposto. Dopo l’intervento, infatti, l’uomo non ha più presentato alcuna traccia del virus nel sangue. Dopo il trapianto tutti i test effettuati hanno mostrato lo stesso risultato: apparentemente il suo organismo non è più in grado di replicare l’HIV.
Tuttavia, nonostante le parole incoraggianti di Jana Dickter, medico specializzato in malattie infettive presso il City of Hope National Medical Center («Siamo stati entusiasti di fargli sapere che il suo Hiv è in remissione e che non ha più bisogno di prendere la terapia»), i trapianti di midollo osseo non sono la soluzione e non cambieranno radicalmente le cose. Di fatti si tratta di “una procedura complessa con potenziali effetti collaterali significativi. Quindi, non è davvero un’opzione adatta per la maggior parte delle persone che vivono con questa patologia”, anche se i ricercatori sono invece al lavoro per capire come (e se) poter sfruttare la caratteristica genetica del donatore di midollo del 66enne, che come abbiamo detto si è mostrato naturalmente immune al virus.
Quello che vi abbiamo raccontato non è il primo caso di guarigione da HIV. Prima del 66enne americano ci sono state altre tre persone dichiarate dai medici “guarite”. Il primo caso è quello di Timothy Ray Brown, avvenuto nel 2011 e meglio conosciuto come il paziente di Berlino.
Viene spontaneo, dopo aver letto notizie di questo tipo, chiedersi una cosa: perché ancora non esiste una cura o un vaccino contro l’HIV? Nonostante gli studi vadano avanti da anni, è difficile per la scienza contrastare un virus di questo tipo, proprio per le sue caratteristiche. Questo infatti può nascondersi nella cellula ospite a lungo, senza farsi mai “vedere”. Il fatto di non poterlo mai tenere totalmente sott’occhio significa che non basta eliminare le particelle virali tramite gli anticorpi (come agiscono i vaccini) perché l’infezione potrebbe in realtà non morire. Il virus si integra nel patrimonio genetico e muta costantemente: un vaccino valido, quindi, dovrebbe essere in grado di considerare e combattere tutte queste variabili.
Tuttavia fortunatamente negli anni le aspettative di vita – almeno in Occidente – per chi è affetto da HIV sono migliorate molto, grazie alle moderne terapie. Il paziente può di fatto condurre una vita normale, a patto che l’infezione venga “presa” in tempo e che quindi permetta alle cure di poter agire. Nei paesi più poveri è difficile che accada, e molte persone muoiono ancora di AIDS o di patologie ad essa collegate.
[di Gloria Ferrari]
Ue: versati primi 500 milioni di euro del piano di assistenza all’Ucraina
“La Commissione europea, a nome dell’Ue, ha erogato oggi la prima metà (500 milioni di euro) di una nuova operazione di assistenza macrofinanziaria da 1 miliardo di euro all’Ucraina”. È quanto comunicato dalla stessa Commissione Ue tramite una nota, nella quale si legge altresì che “la seconda tranche (altri 500 milioni di euro) sarà erogata domani, 2 agosto”. Tale somma di denaro, aggiunge inoltre la Commissione, fa parte dello “straordinario sforzo dell’Ue” che, insieme a quello della comunità internazionale, è volto ad “aiutare l’Ucraina a far fronte ai suoi bisogni finanziari” in seguito all’invasione da parte della Russia.
In Europa è stato scoperto un imponente traffico di pesticidi illegali, Italia compresa
Con un’operazione denominata “Silver Axe VII”, Europol e Interpol – organizzazioni che coordinano e gestiscono indagini di polizia congiunte negli stati UE – hanno smantellato un enorme traffico di pesticidi illegali in Europa, tutti quei prodotti cioè impiegati in una certa maniera per proteggere e conservare i vegetali o agire sui loro processi vitali. Per questo motivo è necessario che tali materiali chimici siano utilizzati in un modo ben preciso e contengano, soprattutto, elementi studiati, riconosciuti e approvati. La maxi operazione, ramificata in 31 paesi (di cui 25 Ue, compresa l’Italia, e 6 extra Ue) e condotta tra gennaio e aprile, ha portato le forze di polizia ad arrestare dieci persone e a sequestrare 1150 tonnellate di fitofarmaci illegali.
Le indagini si sono concentrate soprattutto nei porti e negli aeroporti, ma in generale hanno riguardato tutti i punti e gli spazi fisici e non – come i negozi online – di cui è possibile usufruire per introdurre merci di qualsiasi tipo. In particolare le autorità si sono accorte di un aumento del traffico illegale nella zona sud dell’Europa e nell’area del Mar Nero, il cui commercio è dominato principalmente dalla Turchia. Ma, a conti fatti, quella della Cina resta un primato imbattibile: il paese rimane infatti il maggior fornitore di fitofarmaci illeciti, contenenti cioè sostanze vietate.
Ci sono diversi modi attraverso cui questi prodotti finiscono in commercio in Europa. La polizia si è accorta che la “strada” più utilizzata segue alcune tappe ben precise: lavorare il più possibile il fitofarmaco all’estero per poi farlo arrivare – quasi completato – in contenitori simili a quelli di marchi famosi. Insomma, dopo qualche accortezza e un’etichettatura nuova, il prodotto è pronto per essere immesso nel mercato nero.
Esistono tuttavia altre modalità di “trasporto”. Una fra queste prevede l’importazione delle sue componenti (o ingredienti), anziché del prodotto fatto e finito: questo riduce di molto le possibilità di rilevamento da parte delle autorità. E c’è ancora un altro metodo, che questa volta sfrutta il “commercio parallelo” dei farmaci, spiegato dall’AIFA – agenzia italiana del farmaco – così: «I medicinali di importazione parallela sono farmaci, registrati e regolarmente in commercio in uno Stato dell’Unione Europea o dello Spazio economico Europeo, per i quali l’AIFA, su richiesta dell’importatore, qualora esista un medicinale analogo sul mercato italiano, autorizza l’importazione nel nostro Paese».
In altre parole, un prodotto fitosanitario che è stato autorizzato in uno Stato membro (che è quello di origine) può, con specifiche concessioni, essere introdotto e utilizzato in un altro Stato membro. I criminali sfruttano grandemente questo tipo di commercio, introducendo in nuovi mercati (di altri paesi) prodotti fitosanitari illegalmente prodotti nel proprio stato membro (d’origine), sostenendo che questi abbiano già avuto le autorizzazioni necessarie.
Il prezzo da pagare per un mercato che negli anni sta diventando sempre più ampio (per via soprattutto del basso costo di tali prodotti) è veramente alto.
«Nonostante il loro prezzo basso, i fitofarmaci non autorizzati hanno un costo molto alto sia per l’ambiente che per la salute pubblica, ma anche per il settore agricolo. I pesticidi falsi e illegali possono danneggiare gli agricoltori e i loro mezzi di sostentamento e danneggiare il mantenimento delle colonie di api», ha detto Catherine De Bolle, direttrice esecutiva di Europol.
Inoltre la presenza di pesticidi illegali danneggia la capacità dell’Europa di raggiungere molti dei suoi obiettivi, tra cui quelli di un’agricoltura sostenibile. «Dobbiamo continuare a comunicare su questi prodotti in modo che sia gli agricoltori che le aziende legittime riconoscano e rifiutino le offerte criminali che mettono a repentaglio la produzione sostenibile di cibo», ha riferito Olivier de Matos, direttore generale di CropLife Europe. Non ci sono molte altre soluzioni.
[di Gloria Ferrari]
Strada dei Parchi, gestione A24 e A25 torna ad Anas
Il Consiglio di Stato ha siglato un decreto per rivedere l’ordinanza del Tar del Lazio che per due volte aveva accolto il ricorso della concessionaria Strada dei Parchi spa (del gruppo Toto) contro la revoca della gestione dei tratti autostradali della A24 e A25 decisa dal Consiglio del ministri per le gravi inadempienze della concessione. Lo riporta l’Ansa. Come stabilito da un decreto del Cdm dello scorso 7 luglio, quindi, il controllo torna in mano allo Stato attraverso Anas, in attesa della decisione cautelare del 25 agosto prossimo.







