Sono almeno 41 le persone che hanno perso la vita a causa delle piogge monsoniche e delle conseguenti inondazioni verificatesi in India e Bangladesh in questi giorni. Nello specifico, secondo quanto riferito da alcuni funzionari locali all’agenzia di stampa AFP, i fulmini hanno provocato la morte di 21 persone, mentre altre quattro hanno perso la vita a causa delle frane. Inoltre, almeno 16 persone sono morte nello Stato di Meghalaya, in India, per colpa delle frane e delle inondazioni.
Il villaggio globale, la grande illusione
Ma quale villaggio globale? Quella di Marshall Mc Luhan (1964, Understanding Media) è stata la grande illusione di un ottimista.
Credere che il mondo, prima meccanico poi elettrico poi informatico, avrebbe incontrato una ovvia evoluzione verso il dominio dell’istantaneo, condiviso in tutto il mondo è stata una genialata ma a scadenza. Immaginare che l’essere umano si sarebbe via via virtualizzato trasformandosi nelle sue estensioni mediatiche è stata una azzeccata profezia.
Nessun sereno villaggio globale però, nessun volo di farfalla in Cile che si riflette in India, la New Age andava bene trent’anni fa. Ora, più che sottigliezze spirituali c’è una banda di squallidi avvelenatori che ha sostituito il pensiero della interdipendenza con quello della sudditanza, che ha trasformato il contagio in un meccanismo di comunicazione, che usa la paura come una religione che chiede osservanza.
Un gruppettino di profeti dei fatti loro e dei loro oscuri interessi che vuole tenerci sotto scacco con la minaccia di pericoli creati ad arte, come padri traditori che castrano i figli. Altro che villaggio globale, altro che orizzonti della globalizzazione visionaria, altro che siamo tutti fratelli quando invece vengono imposte decisioni senza il consenso degli interessati.
Il progresso, nella sua veste liberatoria, si è bruscamente fermato, convertendosi nei dettami di una oligarchia autoreferenziale che ha vanificato l’esistenza di una qualsiasi politica.
I gentili signori del Club degli Stravaganti – leggetevi il racconto di Chesterton – non sanno nemmeno lontanamente che nel mondo antico l’armonia universale non era un principio economico finanziario, non aveva a che fare col lucroso traffico delle armi spacciato per difesa necessaria, non aveva una base ipocrita, utilitaristica ma cosmica, mitica.
Il principio della globalizzazione dipendeva allora da un principio aritmetico e musicale – da Pitagora fino a Plotino – riguardava il moto degli astri, la sinfonia e la consonanza di tutte le cose terrestri e celesti, un concerto che non andava alterato.
In ultima analisi, voi che governate, per favore, andate a scuola prima di andare in guerra
[di Gian Paolo Caprettini – semiologo, critico televisivo, accademico]
Petrolio, Eni riprende importazioni da Venezuela
650 mila barili di petrolio provenienti dal Venezuela sono in procinto di essere importati in Europa a bordo di una nave noleggiata da Eni. Si tratta della prima esportazione di greggio dal Paese in 2 anni, secondo quanto riportato da Reuters. Il Venezuela era soggetto a sanzioni statunitensi, ma a maggio il Dipartimento di Stato USA ha autorizzato Eni e Repsol a riprendere il trasporto di petrolio venezuelano, in modo che il Paese potesse saldare i miliardi di dollari di debiti e dividendi non pagati e per ridurre la dipendenza energetica europea dalla Russia.
I pro e i contro di una dieta povera di carboidrati
Secondo i suoi sostenitori, una dieta povera di carboidrati aiuta a dimagrire e a evitare gli effetti collaterali sgraditi di un’alimentazione con una quantità di carboidrati eccessiva, ovvero le fluttuazioni della glicemia e gli eccessi di insulina prodotta dal pancreas. La dieta povera di carboidrati dunque può aiutare le persone diabetiche a tenere sotto controllo la glicemia e la patologia stessa. Ma non è detto che sia raccomandabile per tutte le persone, in generale. Infatti quello che oggi si fa, erroneamente, è di contrapporre e confrontare gli effetti sulla salute di due modelli completamente opposti di alimentazione, e per questo estremizzanti: quello a basso apporto di carboidrati (dieta ipocarboidrata, appunto, o povera di carboidrati) e quello ad eccessivo apporto di carboidrati (dieta ipercarboidrata), dimenticandosi sempre che esiste nel mezzo anche un approccio alimentare più equilibrato e corretto, quello di una dieta normocarboidrata, ossia basata su un corretto utilizzo, nelle quantità, di cibi contenenti carboidrati. Dieta normocarboidrata sta a significare che la persona consuma carboidrati e zuccheri solo in quantità corrette al suo reale fabbisogno, nè in eccesso nè in difetto. Lo stesso discorso avviene per le diete ipocaloriche (usate a fini dimagranti) e quelle ipercaloriche (ingrassanti), scordandosi che esiste l’approccio normocalorico, e idem per le diete iperproteiche e quelle a basso apporto di proteine, ignorando l’approccio normoproteico che è in realtà quello più salutare e fisiologico.
Cos’è e come funziona
Per dieta povera di carboidrati si intende un modello alimentare in cui volutamente si mangiano pochi carboidrati e zuccheri. L’aggettivo “pochi” è da intendersi come “ridotti” ma non significa l’esclusione totale dei carboidrati, come spesso si vede in alcune proposte dimagranti. Lo stile alimentare italiano è solitamente basato su un consumo consistente di carboidrati e zuccheri, perchè siamo il Paese con la cultura del pane, della pasta, della pizza, della colazione dolce a base di brioche o biscotti. E non lesiniamo nemmeno sui dolci veri e propri, spesso mangiati a fine pasto come dessert (al posto della più salutare frutta) o come dopocena sottoforma di cioccolatini e altri dolciumi. La dieta povera di carboidrati mira proprio a ridurre all’osso questo consumo costante ed eccessivo di cibi tipici della cultura alimentare italiana (da non confondersi con la cultura o dieta Mediterranea, come abbiamo spiegato in un precedente articolo). Questi cibi si possono certamente mangiare, ma non sono più presenti in ogni pasto della giornata oppure ne vengono ridotte le porzioni in maniera significativa. Lipidi (grassi) e proteine costituiscono la fonte principale di calorie ed energia in questa dieta, anzichè i carboidrati. Mantenendo basse glicemia e insulina l’organismo viene indotto a bruciare le riserve di grasso. Inoltre, essendo più ricca di proteine, che danno più a lungo un senso di sazietà, la dieta consente di mangiare porzioni più piccole, ridurre gli spuntini tra un pasto e l’altro e diminuire l’apporto di cibo totale.
Che cosa mangiare?
Ridurre uno dei principali gruppi di alimenti richiede una strategia per compensarlo. I cibi ricchi di proteine e grassi naturali possono sostituire i carboidrati come fonti di energia, ma bisogna fare attenzione che la dieta non diventi iperproteica e troppo ricca di cibi grassi, dal momento che questi alimenti sono carenti di fibre, essenziali per una sana digestione e per la salute del nostro microbiota intestinale, il quale a sua volta è collegato alla funzionalità corretta del sistema immunitario. Con generose porzioni di verdure, fra cui broccoli, cavolfiore e lattuga, si può incrementare l’apporto di fibre e micronutrienti preziosi come gli antiossidanti e le vitamine, e dare più volume ai pasti di una dieta povera di carboidrati. Verdura e ortaggi dunque diventano un alimento di primaria importanza ad ogni pasto, e non un contorno striminzito. Abbinando ai cibi ricchi di proteine e grassi le verdure voluminose, diventa relativamente facile ridurre ad ogni pasto (e in alcuni pasti eliminare del tutto) gli alimenti ricchi di carboidrati come la pasta, pane, riso e cibi zuccherati.
Alimenti da limitare (ma non escludere completamente)
Alcune diete povere di carboidrati sono molto restrittive e oltre a escludere i cibi che ne sono più ricchi, quali pasta e pane, almeno all’inizio limitano anche l’apporto di molti altri, fra cui tutti i frutti e le verdure dal sapore dolce come piselli, patate e mais, zucca. Vengono eliminati anche cibi simili ai cereali, come la quinoa e i legumi. Questo approccio alimentare si chiama nello specifico dieta chetogenica ed è un modello estremo di dieta povera di carboidrati. Molti di questi alimenti che vengono eliminati sono però fonti fondamentali di fibre, vitamine e sali minerali (pensiamo all’avena, al farro in chicchi, o al riso integrale), essenziali per un’alimentazione sana.

Personalmente sono del parere che tali cibi vadano soltanto limitati e ridotti nella frequenza di consumo e nelle quantità, ma non esclusi, nemmeno per brevi periodi. Possono essere esclusi invece in singoli pasti, proprio per limitarne la quantità complessiva d’uso. No alle diete completamente prive di carboidrati per giorni o settimane quindi, si a singoli pasti senza pane e pasta all’interno di una giornata in cui questi cibi sono poi presenti negli altri pasti. Questo aiuta in ogni caso l’organismo a non essere abitudinario e a non adagiarsi sempre nei cibi più ricchi di carboidrati, spesso più golosi e ricercati perchè aumentano maggiormente la serotonina (l’ormone del benessere che dà rilassatezza e sonnolenza) rispetto a proteine e grassi.
Esempio di giornata alimentare con dieta povera di carboidrati
Quello che segue è solo uno dei tanti possibili, a titolo esemplificativo.
Colazione: omelette, spinaci o funghi o altra verdura come zucchine trifolate. L’omelette è un piatto a base di uova con elevato contenuto proteico e molto saziante.
Pranzo: insalata a base di tonno, lattughe o radicchio, peperoni, pomodorini, cetriolo, e ceci o fagioli. Per chi la gradisce è consigliata anche l’aggiunta di cipolla rossa o scalogno. L’insalata povera di calorie e carboidrati costituisce un pasto voluminoso e saziante.
Spuntino: formaggio o frutta secca. Si consumano cibi a base di grassi e proteine anzichè carboidrati come pane e crackers.
Cena: petto di pollo, broccoli o cavolfiore, due fette di pane integrale o pane di segale. In alternativa al pane si possono mangiare le patate (fino a 200 grammi senza problemi) o una piccola porzione di riso o pasta (60 grammi da crudo).
Qual è il giudizio prevalente su queste diete?
Molti medici riconoscono l’efficacia delle diete povere di carboidrati per la perdita di peso, ma quasi nessuno le raccomanda come strategia a lungo termine. Alcune categorie di individui devono evitare assolutamente la dieta povera di carboidrati, pena un abbassamento dello stato di salute e problemi anche gravi. Questo tipo di dieta non è mai raccomandabile ad esempio nelle donne in gravidanza o in allattamento, nei bambini in fase di accrescimento (a meno che non siano già obesi), negli sportivi e nelle persone che svolgono lavori fisici pesanti, negli anziani (tranne casi rari di anziani obesi e troppo dipendenti dal cibo o dai dolci, per i quali invece questo approccio alimentare può migliorare lo stato di salute) e alle persone con una malattia cronica.
[di Gianpaolo Usai]
Rigassificatore a Piombino, oggi manifestazione di protesta
Avrà luogo oggi, sabato 18 giugno, la manifestazione di protesta per dire no alla nave rigassificatore che potrebbe tra un anno attraccare a Piombino. Il progetto, sino ad ora rimasto solo un’ipotesi, sembra essersi fatto più concreto con la convocazione di Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a commissario straordinario della struttura. Gli attivisti lo hanno definito “un attacco al territorio portato avanti sotto il ricatto della guerra”, sottolineando come, in modo simile a quanto accaduto per la base di Coltano, il governo abbia di nuovo agito “indipendentemente dalla volontà dei territori”.
Al Forum economico di San Pietroburgo Putin cerca di costruire un nuovo ordine economico

Si svolge in questi giorni il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (Spief), programmato dal 15 al 18 giugno e giunto ormai alla sua venticinquesima edizione. Spesso soprannominato come la “Davos russa”, il forum economico di quest’anno è una nuova testimonianza di come Mosca si stia ormai orientando a guardare verso Oriente e non solo, accelerando il tentativo di costruire un nuovo ordine economico che possa contribuire a gettare le basi anche del “nuovo ordine mondiale” che la Russia cerca. L’impressione è che Mosca sia ben consapevole del fatto che con il conflitto in Ucraina molte cose sono cambiate, forse per sempre. Non a caso l’edizione 2022 del Forum si intitola “Un nuovo mondo – nuove opportunità”.
Il programma è suddiviso in tre aree tematiche dedicate alle questioni dell’economia globale e russa, all’agenda sociale e tecnologica e allo sviluppo umano, come riferito dalla Fondazione Roscongress, organizzatrice del Forum. Grandi assenti risultano naturalmente i leader occidentali che hanno disertato l’evento in segno di protesta, confermando la rottura dell’unione storica, geografica e culturale che lega Russia ed Europa: rottura di cui, da un punto di vista politico e commerciale, non beneficiano di certo i continenti in questione, bensì l’economia e la strategia statunitense.
Se da un lato, dunque, i rappresentanti americani ed europei hanno deciso in buona parte di snobbare il Forum russo, dall’altra ciò ha permesso uno spazio maggiore per approfondire i temi che riguardano lo sviluppo e il rafforzamento della partnership economica dello spazio eurasiatico: le sanzioni verso Mosca hanno dato, infatti, ulteriore slancio alla costruzione di un polo commerciale sbilanciato verso l’Eurasia che, nel tempo, può indebolire la potenza economica occidentale, anche a causa del sempre più evidente processo di de-globalizzazione in corso. Non a caso, uno dei principali temi si intitola “Nuovo ordine economico: rispondere alle sfide del nostro tempo” e prevede la ripresa economica e la cooperazione internazionale delle associazioni “Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) e “Unione Economica Eurasiatica” (UEE). Un tema di cui il presidente russo Vladimir Putin aveva parlato anche allo scorso Forum economico eurasiatico, sottolineando l’importanza del “Grande partenariato eurasiatico” ai fini di un nuovo ordine economico internazionale. Il tutto con l’intento di reagire alle sanzioni occidentali e alla supremazia incontrastata del sistema economico-finanziario occidentale.
Nella giornata di ieri, 17 giugno, Putin è intervenuto al Forum di San Pietroburgo, tornando a parlare di sanzioni e di “ordine mondiale”: alla base delle attuali dinamiche economiche e geopolitiche, infatti, è in gioco niente di meno che il mutamento di assetti globali internazionali con la relativa redistribuzione di poteri, influenze ed equilibri, all’insegna del rispetto della sovranità dei singoli poli del mondo multicentrico. Il presidente russo, infatti, in apertura del suo discorso ha affermato che «l’era del mondo unipolare è finita, nonostante i tentativi di conservarla con qualsiasi mezzo». Secondo il capo del Cremlino, l’operazione militare russa in Ucraina ha segnato una svolta storica sul piano degli equilibri internazionali: «tutti gli obiettivi dell’operazione speciale in ucraina saranno realizzati, dopo nulla sarà più come prima. Ma la Russia non sceglierà mai il percorso dell’autoisolamento e dell’autarchia» ha dichiarato. Si tratta di un discorso forte e particolarmente significativo che completa, a distanza di 15 anni, l’ormai celebre discorso di Monaco del 2007 in cui Putin denunciava l’inadeguatezza e la pericolosità del mondo unipolare. Il presidente ha poi parlato di «sanzioni folli» che non solo non hanno funzionato, ma che stanno colpendo gli stessi Paesi sanzionatori, alle prese con un’alta inflazione che – specie nell’Unione Europea – «sta colpendo il suo stesso business».

Al progressivo smantellamento dell’ordine unipolare si accompagna, dunque, sul piano economico, la graduale costruzione di un nuovo ordine economico-finanziario, oggetto del Forum in corso a San Pietroburgo, dal quale l’Occidente pare volersi autoescludere. Ne è riprova la decisione di moltissime aziende, multinazionali e associazioni economiche di non parteciparvi, sebbene vi siano alcune eccezioni: erano presenti, infatti, i presidenti della Camera di commercio americana e franco-russa, Robert Agee e Emmanuel Quidet, oltre a due italiani: Alfredo Gozzi, direttore generale di Confindustria Russia, e Vincenzo Trani, da poco riconfermato presidente della Camera di Commercio italo-russa, i quali hanno partecipato all’incontro “Investitori occidentali in Russia: nuove realtà”. Pur condannando l’aggressione di Mosca, infatti, Trani ha asserito che «il business è business».
Non è mancata poi la denigrazione dell’evento da parte della stampa nostrana e occidentale in genere, che ha ironizzato sul fatto che, tra gli ospiti, al posto dei capi di Stato internazionali ci saranno i talebani e i leader separatisti di Donetsk, ossia il «club dei paria del mondo», come ha scritto “la Repubblica”. Tuttavia, tale ironia potrebbe celare una scarsa comprensione o una sottovalutazione dei grandi e inevitabili – seppur graduali – cambiamenti storici globali, dai quali l’Occidente rischia di rimanere (auto)escluso. Il tentativo di isolare Mosca dalla comunità internazionale potrebbe, infatti, tradursi in un boomerang – come già accaduto, del resto, con le sanzioni – proprio in virtù delle trasformazioni in corso. Lo stesso capo del Cremlino ha asserito che «stiamo assistendo a processi oggettivi e cambiamenti tettonici veramente rivoluzionari». Processi e cambiamenti che stanno dando forma a quel “Nuovo mondo” di cui si sta discutendo e che dà il titolo alla XXV edizione del Forum.
[di Giorgia Audiello]
Venerdì 17 giugno
8.30 – Eni, l’Italia riceverà oggi il 50% delle forniture di gas da parte di Gazprom.
11.15 – UK, autorizzata l’estradizione di Julian Assange negli USA, dove rischia fino a 175 anni di carcere.
11.30 – WTO, raggiunti accordi su misure relative al “contrasto della pandemia di Covid-19 e della insicurezza alimentare”.
12.00 – Ucraina, parere favorevole della Commissione Ue allo status di paese candidato: stessa raccomandazione anche per la Moldavia.
12.30 – Macron: Ucraina non avrà mai pace se obiettivo guerra è “schiacciare la Russia”.
14.00 – Carburanti, anche il diesel arriva a superare i 2 euro al litro.
15.00 – Putin: “Era del mondo unipolare dominato da USA è finita per sempre”.
17.30 – Cinema, addio a Jean-Louis Trintignant, icona del cinema francese: aveva 91 anni.
18.10 – Ucraina, Johnson in visita da Zelensky: UK pronti a lanciare maxi operazione addestramento per migliaia di soldati ucraini.
Johnson a sorpresa da Zelensky
Boris Johnson oggi si è recato a sorpresa in visita a Kiev per la seconda volta dall’inizio della guerra, appena 24 ore dopo l’incontro tra Zelensky e la delegazione formata da Mario Draghi, Emmanuel Macron, Olaf Scholz e Klaus Iohannis. Il premier britannico ha annunciato un nuovo importante programma di addestramento militare per le forze ucraine che potrebbe coinvolgere fino a 120000 soldati e ha parlato anche della necessità di aumentare la fornitura di armi pesanti e sistemi di difesa aerea. «La mia visita oggi, nel mezzo di questa guerra, è per mandare un messaggio chiaro e semplice al popolo ucraino: il Regno Unito è con voi e sarà con voi fino a quando non vincerete» ha affermato.
Zelensky ha ringraziato Johnson sul suo canale Telegram, scrivendo che «Abbiamo una visione comune su come procedere verso la vittoria dell’Ucraina. Grazie per il vostro forte supporto».
Sconfiggere i parassiti del caffè senza sostanze chimiche: la sfida degli indigeni messicani
In Messico gli indigeni stanno cercando di sconfiggere i parassiti del caffè senza utilizzare sostanze chimiche. Siamo a Sierra Norte de Oaxaca e i coltivatori stanno testando un sistema per combattere la ruggine del caffè, malattia fungina che, diffusasi nella regione, da anni sta devastando le piantagioni.
Quando, nel 2015, il fungo Hemileia vastatrix è arrivato a Santiago Atitlán, i coltivatori indigeni sono stati colti di sorpresa e, di conseguenza, impreparati. Il parassita, infatti, è entrato in contatto con le piante riducendo la loro capacità di effettuare la fotosintesi clorofilliana. Le foglie hanno cominciato a cadere e le ciliegie contenenti i chicchi di caffè – i quali si sono rimpiccioliti – a diminuire, influendo profondamente sulla qualità del prodotto. Da allora è avvenuto un calo della produzione di caffè di circa l’80%; una situazione che ha spinto molti coltivatori ad abbandonare villaggi e raccolti per mettersi alla ricerca di una nuova vita in altre parti del Messico.
Il caffè è la fonte di reddito principale per moltissime comunità indigene messicane, ma con il cambiamento climatico, Hemileia vastatrix continua a esistere. Basta infatti un piccolo aumento della temperatura e dell’umidità (precipitazioni intense) che il fungo prolifera indisturbato. Per questo motivo, dopo il disastro del 2015, l’organizzazione non a scopo di lucro CEPCO (Coordinadora Estatal de Productores de Café de Oaxaca) ha proposto agli agricoltori un piano ben preciso: abbattere le “vecchie” piantagioni di caffè e ripiantare. L’obiettivo principale? Fare crescere il caffè in un ambiente ombreggiato, secco e privo di sostanze chimiche tossiche, per ricercare le varietà più resistenti al fungo. Grazie all’iniziativa si sta testando la resistenza di oltre 27 varietà, le quali vengono piantate l’una accanto all’altra per verificare la loro reazione se esposte al parassita. I semi delle piantagioni più resistenti vengono poi raccolti e venduti, o ripiantati.
In questo contesto il supporto tecnico è fondamentale. Ci vogliono, infatti, degli esperti per studiare e valutare il comportamento delle piantagioni. Solo il 2% di tutti i produttori, tuttavia, può beneficiare di questo tipo di supporto, in quanto non ci sono abbastanza esperti e la formazione in questo senso richiede tempo. Pertanto, CEPCO sta collaborando con il governo messicano al fine di fornire tale supporto educativo agli agricoltori di tutta Oaxaca: da come piantare nuove piantine o fare riprendere quelle già esistenti, a come occuparsi dei raccolti individuando le varietà più resistenti alla ruggine del caffè.
[di Eugenia Greco]







