L’Università di Pisa congelerà i rapporti con due atenei israeliani, la Reichman University e la Hebrew University. La decisione è stata ratificata dal Consiglio d’Amministrazione dell’Università, che ha deciso di seguire le raccomandazioni rilasciate dal Senato accademico lo scorso 11 luglio. Essa segue l’adozione del nuovo statuto dell’Ateneo, con cui l’Università si impegna a non collaborare nello sviluppo di armi. «Un risultato importante per il movimento», hanno commentato gli studenti pisani, frutto dei numerosi scioperi e delle manifestazioni portate avanti negli ultimi mesi. Il congelamento degli accordi, però, è solo il primo passo: l’Università, infatti, ricordano gli studenti, collabora ancora con altri centri di studio israeliani e con diverse aziende belliche. Gli studenti hanno dunque rilanciato la mobilitazione per arrivare a sospendere gli accordi con tutte le entità coinvolte nel genocidio del popolo palestinese.
La decisione del Consiglio di Amministrazione dell’Università di Pisa è stata adottata lo scorso 24 luglio, e segue l’adozione di una mozione da parte del Senato accademico. In occasione della riunione del CdA, il movimento studentesco per la Palestina ha organizzato un presidio sotto il rettorato, per poi rilanciare la mobilitazione e allargarla a tutte le entità coinvolte nel genocidio palestinese: «Sappiamo bene che la votazione di oggi non costituisce un traguardo, ma una possibilità concreta che rende evidente che i rapporti di forza si possono cambiare», si legge in un comunicato degli studenti. «Caro Rettore Zucchi, cara governance, la lotta è ancora lunga: ci vediamo a settembre!» L’ateneo toscano effettivamente intrattiene ancora rapporti con la Bar-Ilan University, con sede a Tel Aviv, e con decine di aziende del settore bellico come le italiane Leonardo e Beretta e l’europea MBDA (consorzio di cui fa parte la stessa Leonardo assieme al gruppo di diritto europeo Airbus e all’inglese BAE Systems), nonché con aziende come ENI, alla quale il Ministero dell’Energia israeliano ha affidato l’esplorazione petrolifera in acque territoriali palestinesi.
Il congelamento degli accordi con la Reichman University e la Hebrew University era stato annunciato dal rettore Riccardo Zucchi in occasione della presentazione dell’offerta formativa dell’ateneo e segue l’approvazione del nuovo statuto arrivato lo scorso gennaio. Con esso, l’Università sancisce il rifiuto di partecipare a qualsiasi attività legata alla produzione, allo sviluppo o al perfezionamento di armi e sistemi d’arma da guerra. L’Università di Pisa, inoltre, pone l’accento sulla promozione di una cultura di pace, impegnandosi a tradurre tali principi in azioni concrete all’interno delle attività istituzionali; riconosce la responsabilità della comunità accademica verso la società e l’ambiente, sottolineando l’impatto che ricerca e innovazione possono avere su di essi; infine, ribadisce la propria adesione ai principi della ricerca e innovazione responsabile.



