Alle Nazioni Unite, durante l’ultima sessione annuale del comitato esecutivo del World Food Programme (WFP, Programma Alimentare Mondiale), è avvenuto qualcosa di storico: ventinove Stati si sono schierati contro Washington e la sua politica di soffocamento di Cuba e della sua popolazione. Tanti sono, infatti, i voti a favore del Programma strategico nazionale per Cuba (2026-2030), che stanzierà 116 milioni di dollari per sostenere l’alimentazione della popolazione. Jorge Luis Cepero, ambasciatore cubano in Italia e rappresentante dell’isola al PAM, ha definito la votazione una «schiacciante vittoria» di Cuba sulle politiche «criminali» degli Stati Uniti.
A votare contro la risoluzione sono stati proprio gli Stati Uniti, in un tentativo di utilizzare la fame come arma contro l’amministrazione cubana. Tuttavia, la votazione ha sancito l’isolamento delle politiche statunitensi in tal senso. Lo stesso Programma approvato dal WFP mette nero su bianco come ad aggravare drasticamente la situazione di Cuba sia proprio l’embargo economico, commerciale e finanziario imposto all’isola. Negli scorsi mesi, le politiche statunitensi contro L’Avana si sono infatti aggravate, costringendo l’isola a un isolamento energetico che ha portato la popolazione allo stremo delle forze, tra blackout sempre più frequenti che hanno portato a ridurre la distribuzione dell’energia elettrica a sole quattro ore al giorno. Una delle conseguenze è che, attualmente, l’80% dei beni alimentari deve essere importato.
Il piano quinquennale approvato dal WFP ha un valore di 116 milioni di dollari, dei quali la maggior parte (76,4 milioni) andranno a sostegno diretto della popolazione, per offrire una risposta immediata alle situazioni emergenziali. Altri 17 milioni saranno investiti nel potenziamento della catena di approvvigionamento e nella capacità di adattamento di queste ultime alle crisi climatiche, mentre ulteriori 12,4 milioni saranno destinati a garantire un accesso continuativo a diete nutrienti alle fasce più vulnerabili della popolazione, per l’intero corso della loro vita. 10 milioni saranno infine destinati alla popolazione affetta da calamità, potenziando la capacità di intervento emergenziale e fornendo servizi su richiesta qualora necessari.
I contributi non costituiscono che una parte minima di quanto sarebbe necessario per porre fine alla crisi cubana, ma la portata politica della votazione del Programma Alimentare Mondiale è notevole, dal momento che l’isolamento degli Stati Uniti nelle loro politiche contro L’Avana. Per Jorge Luis Cepero, che rappresenta Cuba alla WFP, la votazione è una vittoria di Cuba «contro il tentativo degli Stati Uniti di impedire l’assistenza alimentare al popolo cubano», ottenuta «in un contesto in cui il blocco criminale degli Stati uniti ha raggiunto livelli senza precedenti».





USA = STATO CANAGLIA