L’avviso è stato pubblicato in sordina, in una pagina del Dipartimento del Tesoro USA dedicata alle sanzioni «relative alla Corte Penale Internazionale»: poche parole, per comunicare che Francesca Albanese è stata ufficialmente rimossa dalla lista di persone sanzionate dagli Stati Uniti. La decisione arriva a una settimana dalla sentenza di un tribunale di Washington, che disponeva la sospensione delle sanzioni contro la relatrice speciale ONU per i territori palestinesi occupati in quanto violavano la libertà di espressione.
Le sanzioni contro Francesca Albanese erano entrate in vigore nel luglio 2025, dopo la pubblicazione del suo rapporto in cui stilava un elenco di aziende di tutto il mondo (in larga parte occidentali) che contribuiscono direttamente al progetto israeliano di colonizzazione della Palestina e invitando al loro boicottaggio istituzioni e popolazione civile. Le misure contro di lei rientravano nell’ordine esecutivo 14023, firmato dal presidente Trump nel febbraio dello scorso anno, nel quale si imponevano sanzioni contro la Corte Penale Internazionale a seguito delle accuse di genocidio formulate contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e della conferma dell’ordine di cattura internazionale.
In un post pubblicato sui propri social qualche giorno fa, la relatrice aveva ricordato che, per quanto la sospensione delle sanzioni le avesse dato respiro, i giudici della Corte Penale Internazionale e alcune ONG palestinesi rimangono ancora sotto il loro effetto, con tutto ciò che questo comporta per la propria esistenza. «La posta in gioco è altissima», ricorda Albanese.





Grande vittoria per Francesca Albanese e ignominiosa ennesima sconfitta per la ruffina di Trump, maledetta Meloni.