venerdì 16 Gennaio 2026

Contro il riarmo e per la redistribuzione: oggi in Italia è sciopero generale

Oggi in Italia è sciopero generale. Lo sciopero è stato lanciato dalla CGIL, che lo scorso mese ha preferito non partecipare alla chiamata dei sindacati di base per un nuovo sciopero generale e generalizzato e organizzarne uno proprio; anche UIL e CISL hanno preso una direzione analoga. Per l’occasione, il sindacato ha organizzato cortei e presidi in molte delle maggiori città italiane; lo scopo delle manifestazioni è quello di contestare le misure introdotte dal governo Meloni con la nuova finanziaria – e non solo: i lavoratori protesteranno contro l’innalzamento dell’età pensionabile, la precarietà nel lavoro e le politiche di riarmo, e a favore della introduzione di politiche industriali e di una riforma fiscale progressiva. In occasione del lancio dello sciopero, il governo ha ironizzato sul giorno della settimana in cui sarebbe caduto, declassando le proteste dei lavoratori a sorte diponti lunghi”.

Lo sciopero di oggi interesserà tutti i settori, a partire da quello dei trasporti. A Milano Atm non garantirà i collegamenti mattutini, fino alle 15; a Torino, per il servizio urbano, sono previste le fasce di garanzia dalle 12 alle 15, mentre per quello suburbano il servizio verrà garantito dalle 14.30 alle 17.30; a Venezia le corse dei traghetti verranno ridotte al minimo, mentre i bus verranno garantiti a partire dalle 16:30 fino alle 19.29; Atac, a Roma, sarà invece esentata dallo sciopero, e garantirà il flusso del servizio normalmente. Analoghi disagi sono previsti anche nelle ferrovie e nelle autostrade: per il trasporto regionale, Trenitalia, Trenitalia Tper e Trenord garantiranno i servizi dalle 18 alle 21, e gli addetti alla viabilità di autostrade e Anas sciopereranno 24 ore. Incroceranno le braccia anche i lavoratori della logistica, i portuali, i tassisti, il personale docente, quello sanitario, delle pubbliche amministrazioni, e i vigili del fuoco. Esentato il personale di igiene ambientale, quello del Ministero della Giustizia e il comparto aereo, che sciopererà il 17 dicembre.

Per lo sciopero di oggi sono previste piazze nella maggior parte delle grandi città italiane. La CGIL ha organizzato almeno 25 manifestazioni e presidi, che toccheranno Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Ancona, Perugia, Roma, L’Aquila, Napoli, Bari, Crotone, Palermo e Cagliari; tra le varie dimostrazioni, è previsto anche un presidio a San Nicola di Melfi, presso lo stabilimento di Stellantis. Le motivazioni dello sciopero sono cinque, tutte riassumibili entro una contestazione della manovra di bilancio; lo sciopero è stato indetto: «per fermare l’innalzamento dell’età pensionabile; per dire no al riarmo e investire su sanità e istruzione; per contrastare la precarietà; per vere politiche industriali e del terziario; per una riforma fiscale equa e progressiva». La CGIL critica l’innalzamento delle tasse, la perdita di potere d’acquisto, il taglio alle politiche sociali e osserva la crescente fuga di giovani dall’Italia. Per questo chiede un rinnovo dei CCNL, il blocco dell’età pensionabile, un rilancio degli investimenti, un piano straordinario di assunzioni nei settori pubblici e maggiori spese nei servizi.

Per soddisfare le proprie richieste, sostiene il sindacato, andrebbe prelevato più denaro dalla popolazione più ricca con l’introduzione di una patrimoniale e tagliare le spese militari. Insomma: più redistribuzione e meno armi. A chiederlo non è solo il sindacato, ma anche associazioni e gruppi della società civile, che da ben prima della formazione del governo Meloni osservano l’aumento delle spese per le armi e il bisogno di introdurre una patrimoniale. L’osservatorio Mil€x contro la militarizzazione porta avanti da tempo una battaglia contro l’aumento delle spese militari, questione su cui l’ultimo esecutivo ha solo confermato una linea radicata da anni. Prima del 2022, e specialmente durante i governi a guida centro-sinistra, tuttavia, sono state poche le manifestazioni della CGIL sul tema.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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2 Commenti

  1. Bravi ad essere contro le spese militari, ciechi a non vedere che senza spese militari non c’è bisogno di tasse, cagnolini ai piedi del padrone a non capire che per limitare l’accumulo eccessivo di ricchezza, occorre una legge penale che la trasforma in reato, quando sopra una somma prevista, diciamo un miliardo.

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