sabato 6 Dicembre 2025

Il Suriname ha annunciato la protezione di 15 milioni di ettari di foresta

Nel corso della Climate Week a New York, il governo del Suriname ha fatto un annuncio di portata storica: verrà protetto permanentemente il 90% delle foreste tropicali del Paese, pari a oltre 25 milioni di acri (circa 15 milioni di ettari). Il Paese, incastonato tra Guyana e Brasile, che già vanta una copertura forestale intorno al 93% del territorio nazionale, si pone così come un modello di conservazione nella regione amazzonica. Le sue foreste ospitano una biodiversità straordinaria: secondo le stime, 100 specie di anfibi come la colorata rana okopipi, mammiferi iconici come giaguari, tapiri e lontre di fiume giganti e ben otto specie di primati. Questa nuova legge mira a rafforzare la tutela legale delle foreste e a riconoscere le terre ancestrali delle comunità indigene e tribali, aprendo la strada a nuove opportunità nel turismo naturalistico, culturale e nel mercato del carbonio.

La decisione è stata annunciata dal ministro degli Esteri Melvin W. J. Bouva per conto del presidente Jennifer Geerlings‑Simons. L’iniziativa ha avuto luogo poco prima della prevista conferenza internazionale COP 30, che si terrà a Belém, in Brasile, e dove sarà centrale la discussione sulla protezione di almeno il 30% delle terre e degli oceani entro il 2030. L’annuncio del Suriname spinge ben oltre gli obiettivi internazionali finora fissati: proteggere il 90% delle foreste significa più che triplicare la soglia del “30×30” (proteggere il 30% entro il 2030) che molti Paesi si sono prefissati. In questo modo, il Suriname riuscirà ad assorbire più anidride carbonica di quanta ne emetta, grazie all’estensione e alla salute delle sue foreste tropicali intatte. Parallelamente, il piano prevede l’aggiornamento entro la fine dell’anno della legislazione nazionale sulle aree protette, un passo fondamentale per concretizzare l’impegno. Il nuovo quadro normativo intende non solo rafforzare la protezione legale delle foreste, ma riconoscere le terre ancestrali delle comunità indigene e dei Maroon (discendenti degli schiavi africani rifugiatisi nella foresta che mantengono vive le loro tradizioni, culture, lingue e spiritualità), e promuovere un’economia verde basata su bioeconomia, ecoturismo e mercati del carbonio.

A supporto dell’iniziativa, è stata annunciata anche una coalizione internazionale di organizzazioni ambientali, tra cui Rainforest Trust, Re:wild, Andes Amazon Fund, Art into Acres e la Liz Claiborne and Art Ortenberg Foundation, che ha impegnato 20 milioni di dollari per la protezione e gestione delle aree naturali. Ciò rappresenta un segnale forte e positivo in un contesto globale segnato da deforestazione crescente, incendi e perdita di ecosistemi vitali per il clima. Stabilire la protezione permanente del 90% delle foreste significa porre una pietra miliare per la conservazione del pianeta e fungerà da monito e da spinta per altre nazioni amazzoniche – e non solo – a elevare le proprie ambizioni. Il modello che il Suriname propone potrebbe segnare un passo decisivo verso un nuovo paradigma ambientale globale e prova che è possibile fondare lo sviluppo sul capitale naturale, puntando a un futuro dove la natura non è soltanto una risorsa da consumare, ma un’eredità da salvaguardare.

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Enrica Perucchietti

Laureata con lode in Filosofia, vive e lavora a Torino come giornalista, scrittrice ed editor. Collabora con diverse testate e canali di informazione indipendente. È autrice di numerosi saggi di successo. Per L’Indipendente cura la rubrica Anti fakenews.

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