lunedì 26 Febbraio 2024

No TAV, la repressione colpisce anche il festival estivo: indagato il sindaco di Venaus

Il sindaco di Venaus, Avernino di Croce, è salito al banco degli imputati con l’accusa di abuso e omissione d’atti d’ufficio. L’indagine, secondo quanto riporta il Movimento No TAV, riguarda presunte mancanze di sicurezza durante il festival estivo Alta Felicità, organizzato dal Movimento ogni anno dal 2016 e che quest’anno dovrebbe svolgersi nelle giornate del 29, 30 e 31 luglio proprio a Venaus. Tra le mancanze contestate vi sarebbe il fatto che i nomi e i cognomi degli addetti alla sicurezza non sarebbero stati comunicati alla questura. L’indagine è solamente l’ultimo degli innumerevoli provvedimenti messi in atto dalle istituzioni contro il Movimento, che vede numerosi dei suoi membri coinvolti nel processo Askatasuna o in vicende giudiziarie di varia natura.

«Il festival Alta Felicità si farà solo se sarà tutto in regola. Ho detto al presidente dell’associazione che organizza che se ha tutti i requisiti personali e rispetta tutte le norme di legge io non ho motivo di negare l’autorizzazione» ha dichiarato il sindaco, interrogato per più di tre ore con il suo avvocato Maria Teresa Pizzo nella questura di Torino. Al centro delle indagini c’è la concessione della licenza e dell’uso dell’arena pubblica senza la preventiva verifica dell’ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte degli organizzatori. Tra le questioni sollevate ci sarebbe anche la presenza al festival del 2022 di steward non iscritti alle liste prefettizie. Di Croce ha dichiarato: «Non so se l’associazione abbia già mandato l’elenco per questa edizione. Vogliamo che tutti i passaggi siano valutati in prefettura e concertati con loro, non voglio restare con il cerino in mano io». L’Associazione No TAV ha commentato la notizia sul suo sito, dichiarando che si tratta di un fatto di una gravità assoluta, che il Festival è organizzato con serietà e impegno e che si tratta dell’ennesimo attacco che dimostra che “a dar fastidio è il dissenso in quanto tale”.

Il provvedimento è l’ultimo, per ora, di una lunga fila che si protrae da anni. Tra i più recenti, già trattati da L’Indipendente, c’è l’attacco al centro sociale Akastuna, chiamato “un’associazione a delinquere” e attualmente tra gli organizzatori del festival Alta Felicità, le misure cautelari eseguite dalla Questura di Torino nei confronti di otto militanti che nel 2022 avevano messo in atto azioni di contestazione pacifiche e il caso di Nicoletta Dosio, militante incarcerata per resistenza. A Vicenza, inoltre, il Movimento è stato caricato con gli idranti durante una manifestazione e in Francia la polizia ha provocato oltre 50 feriti, di cui 6 ricoverati in ospedale.

[di Roberto Demaio]

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