giovedì 30 Giugno 2022

Tutte le malefatte di ENI, svelate in un rapporto dalla stessa multinazionale

Lo scorso 8 Aprile l'Annual Report on Form 20-F dell'Eni è stato depositato presso la US Securities and Exchange Commission (SEC), l'ente federale statunitense preposto alla vigilanza della borsa valori. Si tratta di un documento annuale, facilmente reperibile all'interno del sito internet del colosso energetico, che contiene informazioni utili agli investitori e che la multinazionale è tenuta a rilasciare essendo quotata a Wall Street.  L'Annual Report on Form 20-F recentemente depositato, relativo all'anno fiscale terminato il 31 dicembre 2021, è composto da 490 pagine che contengono tra le ...

Questo è un articolo di approfondimento riservato ai nostri abbonati.
Scegli l'abbonamento che preferisci e prosegui con la lettura dell'articolo.

Se sei già abbonato effettua l'accesso compilando i campi qui sotto o utilizza il pulsante "accedi" posizionato in alto a destra, nella parte superiore del sito. 

ABBONATI / SOSTIENI

Benefici di ogni abbonato

  • THE SELECTION: newsletter giornaliera con rassegna stampa dal mondo
  • Accesso a rubrica FOCUS: i nostri migliori articoli di approfondimento
  • Possibilità esclusiva di commentare gli articoli
  • Accesso al FORUM: bacheca di discussione per segnalare notizie, interagire con la redazione e gli altri abbonati

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

4 Commenti

  1. Mah…il giornalista ha dei pregiudizi seri, in quel report vede la confessione di malefatte tenute segrete…io vedo molta trasparenza, sicuramente al di sopra della media delle altre aziende, italiane e internazionali…quanti danni ambientali ho visto nel nord-est, tutti riconducibili a privati, che poi falliscono, scappano, si dissolvono e lo stato alla fine, cioè noi, dobbiamo sistemare a caro prezzo. Questo non mi impedisce di apprezzare l’indipendenza per tutto il resto 😉

    • Sono d’accordo con te, Piero, il titolo è quantomeno fuorviante: l’azione di questi grandi gruppi, peraltro a forte rischio di impatto ambientale vista l’attività svolta, è inevitabile che talvolta sfoci in contenziosi legali che durano anni quando non decenni.
      Possono sembrare tante, ma “sole” 10 pagine su 490 totali di rapporto dedicate alle cause legali non mi sembrano poi così tante, in rapporto alle dimensioni dell’azienda.
      Poi sicuramente in alcuni casi ci saranno dirigenti e vertici aziendali in malafede, ed avvocati che cercano e cercheranno in ogni modo di salvare la faccia ed il portafoglio, speriamo che la giustizia faccia il suo corso, per adesso anch’io condivido il giudizio positivo quantomeno sulla trasparenza.

Iscriviti a The Week
la nostra newsletter settimanale gratuita

Guarda una versione di "The Week" prima di iscriverti e valuta se può interessarti ricevere settimanalmente la nostra newsletter

Ultimi

Correlati

Grazie per aver già letto

10 dei nostri articoli questo mese.

Chiudendo questo pop up potrai continuare la lettura.
Sappi però che abbiamo bisogno di te,
per continuare a fare un giornalismo libero e imparziale.

Clicca qui e  scopri i nostri piani di abbonamento e supporta
Un’informazione – finalmente – senza padroni.

ABBONATI / SOSTIENI