mercoledì 18 Maggio 2022

La Corte Suprema USA potrebbe annullare il diritto costituzionale all’aborto

La Corte Suprema degli Stati Uniti ha votato per abbattere la storica sentenza Roe v. Wade, uno dei principali precedenti riguardo la legislazione sull’aborto. È quanto scritto in una bozza iniziale dell’opinione di maggioranza scritta dal giudice associato della Corte Suprema Samuel Alito e circolata all’interno della Corte, diffusa poi da Politico. Se il contenuto della bozza fosse confermato (cosa che non avverrà prima di un paio di mesi), in numerosi Stati americani potrebbero essere abbattute le ultime barriere che impediscono l’emanazione di leggi antiabortiste, mettendo così duramente a rischio il diritto alla libertà di scelta delle donne.

La battaglia politica per l’aborto si gioca tutta sul corpo delle donne: sono diversi gli Stati americani che, nell’ultimo anno e mezzo, hanno rispolverato tendenze antiabortiste e messo in pratica restrizioni che di fatto impediscono alle donne di esercitare il libero diritto alla scelta. Gli Stati che hanno approvato disegni di legge o leggi vere e proprie contro l’aborto sono sempre di più: da gennaio ad ora si sono mossi in questo senso Florida, Oklahoma, Arizona, Kentucky e Idaho. Le restrizioni proposte, tuttavia, sono state oltre mezzo migliaio in 42 Stati totali.

La bozza dal titolo Opinione della Corte, redatta dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e resa pubblica dal quotidiano Politico potrebbe, se confermata, costituire un deciso passo indietro in questo senso, annullando quasi 50 anni di difesa del diritto all’aborto negli Stati Uniti. In essa infatti il giudice Samuel Alito pronuncia un deciso rifiuto della sentenza Roe v. Wade del 1973 e la successiva Planned Parenthood v. Casey del 1992 che ne confermava le decisioni. Si tratta di sentenze che garantivano le protezioni costituzionali federali dei diritti all’aborto in America. Se annullate, permetterebbero ai singoli Stati di poter decidere in materia di limitazione o divieto di interruzione di gravidanza. Per quanto si tratti di un documento ancora non definitivo ne emerge che i cinque giudici repubblicani (ovvero la maggioranza della Corte Suprema, composta da nove giudici totali) siano di parere concorde in merito alla questione.

Secondo il giudice Alito, che ha redatto la bozza, la sentenza del 1973 sui diritti all’aborto fu “mal concepita” e profondamente sbagliata, in quanto si sarebbe fondata su di un diritto non menzionato dalla Costituzione. Si tratterebbe, anche in questo caso, di una decisione basata sull’interpretazione della Costituzione, che tuttavia annullerebbe le tutele dei diritti delle donne. “La Costituzione non proibisce ai cittadini di ogni Stato di regolare o proibire l’aborto”, tuttavia “Roe e Casey si sono arrogati questa autorità. Noi ora annulliamo quelle decisioni e restituiamo quell’autorità al popolo e ai suoi rappresentanti eletti”.

La Corte Suprema ha per ora rifiutato di confermare quella che si configura come la peggior violazione alla sicurezza della propria storia. L’avvocato della Corte Suprema Neal Katyal ha tuttavia dichiarato su Twitter di aver dato una lettura alla bozza e di pensare che si tratti di un documento originale.

Il partito democratico, insieme con diversi gruppi a sostegno dei diritti civili, ha condannato con forza il contenuto della bozza. Nonostante il giudice Alito faccia riferimento al fatto che le decisioni della Corte non possono essere influenzate da “pareri esterni”, i sondaggi mostrerebbero che la maggioranza degli americani vorrebbe mantenere la legge così com’è, confermandosi contraria alla decisione della Corte.

[di Valeria Casolaro]

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