giovedì 2 Dicembre 2021

Washington Post: l’Italia è un laboratorio mondiale per la gestione della pandemia

In un articolo pubblicato sabato 16 ottobre il quotidiano statunitense Washington Post analizza la situazione italiana con occhio critico. Offrendo una visione esterna di quanto sta avvenendo dopo l’introduzione dell’obbligo del green pass, sottolinea come l’Italia si sia “spinta in un nuovo territorio per le democrazie occidentali“.

La misura introdotta dal Governo Draghi, che vede l’imposizione della certificazione verde sul posto di lavoro, è “uno degli obblighi vaccinali sul posto di lavoro più severo al mondo“. Altri Paesi europei hanno infatti preso misure meno severe, alcuni rifiutando del tutto l’adozione del green pass. Negli Stati Uniti l’amministrazione Biden ha reso il vaccino obbligatorio per i dipendenti del governo, mentre sta cercando di spingere le compagnie private alla stessa soluzione con i propri dipendenti. La percentuale di vaccinati in Italia è del 70%, di molto superiore a quella degli Stati Uniti, che si aggira intorno al 57%. Come fa notare il Washington Post, questo dato unito all’obbligo di utilizzo delle mascherine in luoghi chiusi, “ha aiutato ad evitare una violenta ondata della variante Delta”.

Tuttavia per raggiungere tali obiettivi l’Italia non ha esitato a prendere misure drastiche, spingendosi spesso in territori inesplorati dalle democrazie occidentali. È stata il primo Paese europeo a introdurre il lockdown duro, l’obbligo di vaccinazione per i lavoratori della sanità e ora ad imporre l’obbligo di green pass per tutta la popolazione sul luogo di lavoro. L’unica ad aver adottato restrizioni simili è la Grecia. Il Governo Draghi “ha persino suggerito la possibilità di essere il primo Paese al mondo a introdurre l’obbligo universale del vaccino, una mossa che andrebbe oltre le misure adottate sino ad ora”, scrive il Washington Post.

In tal senso l’Italia si è figurata, in questi mesi, come un enorme laboratorio politico, dove le conseguenze di azioni intentate da altri Paesi sono per la prima volta sperimentate sulla popolazione. “L’Italia si trova in una nuova fase, provare a capire che cosa significhi vivere con il virus, e che livello di controllo la società sia disposta ad accettare“. Le nuove regole introdotte a partire dal 15 ottobre hanno “diviso la società in diversi livelli di libertà”. Quelle che un anno fa sembravano soluzioni “altamente improbabili” da prendere in considerazione oggi sono accettate come realtà all’ordine del giorno, spingendo a riflettere su quanto sia adattabile e ridimensionabile la capacità critica di ciascuno. “Il gruppo di ricerca Teneo ha stimato che in Italia tra i 2.2 e i 2.5 milioni di lavoratori, sui 23 milioni totali, sono senza vaccino” riporta il giornale americano. I vaccinati “possono riprendere le loro vite”, mentre “i non vaccinati devono affrontare una scelta: venire immunizzati, o rischiare di perdere lo stipendio”.

[di Valeria Casolaro]

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8 Commenti

  1. “i non vaccinati devono affrontare una scelta: venire immunizzati, o rischiare di perdere lo stipendio”

    Quale immunizzazione ? La stessa FDA riporta che nessuno dei vaccini autorizzati per l’emergenza immunizza, ma previene in alcuni casi la malattia covid19.

  2. Altro che laboratorio, è il classico esempio di come si indebolisce, quasi sino ad annientare un’economia, per poi accattivarsi uno stato intero, fingendo di aiutarlo con investimenti stranieri….che ipocrisia , e nessuno fa niente. Un vero e proprio regime , e poi stanno una continuazione a rinnegare il fascismo. Il popolo ormai è raggirato come uno stolto tra letterati.

  3. Anche a dissentire per i motivi più disparati,fare ricorso,è inutile..anche la magistratura senza leggere la richiesta di sospensione dell ‘obbligo penalizza ulteriormente chi non si conforma..siamo di fatto abbandonati e in dittatura

  4. La cosa più inquietante è che la maggior parte della popolazione ha di buon grado accettato tutto ciò, addirittura in molti casi diridendo o insultando coloro che si oppongono. L’Italia ahimè è anche un laboratorio politico e sociale.

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