giovedì 11 Agosto 2022

Corte d’Assise: Stefano Cucchi è stato “ucciso con lucidità”

Stefano Cucchi è stato ucciso “con lucidità”: così afferma la Corte d’Assise, motivando la sentenza che il 7 maggio 2021 ha portato alla condanna a 13 anni di Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro, i due carabinieri autori del mortale pestaggio.

A parere della Corte la violenza è stata “ingiustificata e sproporzionata” rispetto al tentativo di Cucchi di colpire gli agenti, gesto che la Corte ha decretato essere stato “solo figurativo” e “inserito in un contesto di insulti reciproci inizialmente intercorsi dal carabiniere Di Bernardo e l’arrestato, che, nel dato contesto, esprime il semplice rifiuto di sottoporsi al fotosegnalamento”. La reazione di Di Bernardo e D’Alessandro è stata quindi definita “sproporzionata”.

L’aggravante dei “futili motivi” è stata poi motivata dalle “violente modalità con le quali è stato consumato il pestaggio ai danni dell’arrestato, gracile nella struttura fisica”, le quali “esprimono una modalità dell’azione che ha trasnodato la semplice intenzione di reagire alla mera resistenza opposta dall’arrestato alla esecuzione del fotosegnalamento”.

La sentenza dello scorso maggio aveva portato anche alla condanna per falso, rispettivamente a quattro anni e due anni e mezzo, dei carabinieri Roberto Mandolini e Francesco Tedesco. Quest’ultimo si è rivelato essere un supertestimone chiave nelle indagini per far luce su quanto realmente successo la sera del pestaggio di Cucchi durante la custodia cautelare nella caserma dei carabinieri a Roma.

[di Valeria Casolaro]

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