martedì 30 Novembre 2021

Colpo di Stato in Myanmar: i militari bloccano l’accesso a Facebook per reprimere il dissenso

La nuova giunta militare del generale Min Aung Hlaing, che il primo febbraio ha preso il potere in Myanmar con un colpo di stato, ha bloccato l’accesso a Facebook nel tentativo di reprimere il dissenso della popolazione. Il ministero delle Comunicazioni ha detto che Facebook sarà bloccato fino a domenica, sostenendo che gli utenti stavano «turbando la stabilità del Paese», utilizzando la rete per diffondere «fake news e disinformazione». Facebook, che in Myanmar registra 22 milioni di utenti, negli ultimi giorni è stato utilizzato per coordinare azioni di disobbedienza civile e proteste. Mercoledì, gli operatori sanitari in 70 ospedali hanno lasciato il lavoro per protestare contro le azioni dell’esercito. Nelle proteste serali, centinaia di residenti sono usciti sui loro balconi sbattendo pentole e padelle: per la popolazione il gesto è un atto simbolico per scacciare il male. Anche Instagram e WhatsApp sono soggetti a restrizioni. Il portavoce di Facebook Andy Stone ha esortato le autorità a ripristinare i servizi, «in modo che le persone in Myanmar possano comunicare con le loro famiglie e amici e accedere a informazioni importanti».

Nonostante il tentativo dell’esercito di reprimere l’attivismo, giovedì nella città di Mandalay si è svolta la prima protesta in strada. I manifestanti – circa 20 persone davanti la Mandalay Medical University – hanno sventolato striscioni e cantato slogan contro il colpo di stato. Secondo Reuters, ci sono stati almeno tre arresti.

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