domenica 30 Novembre 2025
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Kenya, precipita un aereo per turisti: 11 morti

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Oggi, martedì 28 ottobre, in Kenya, è precipitato un aereo leggero con a bordo un gruppo di turisti stranieri provenienti da Ungheria e Germania. La compagnia aerea, Mombasa Air Safari, ha fatto sapere che nessuna delle 11 persone a bordo è sopravvissuta allo schianto. L’aereo era partito da Diani, sulla costa, e si stava dirigendo a Kichwa Tembo, nella riserva nazionale del Masai Mara. L’incidente, di preciso, è avvenuto a Kwale, vicino alla costa dell’Oceano Indiano; secondo un’emittente locale, i corpi delle persone a bordo sarebbero stati bruciati a tal punto da diventare irriconoscibili. Ancora ignote le dinamiche dell’incidente.

Germania: 377 miliardi alle armi e corsi di educazione bellica nelle scuole

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La Germania avvia il più ampio programma di riarmo dalla fine della guerra fredda. Il governo federale ha approvato una pianificazione di spesa da 377 miliardi di euro destinata alla modernizzazione della Bundeswehr (le forze armate della Repubblica Federale di Germania) e all’acquisto di nuovi sistemi d’arma. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità difensiva del Paese e rendere la Germania «la spina dorsale della sicurezza europea», come ha spiegato il cancelliere Friedrich Merz. Parallelamente, nelle scuole vengono introdotti nuovi moduli di “educazione alla resilienza” e simulazioni di emergenza, nell’ambito di un piano nazionale di preparazione a crisi e conflitti. Berlino punta così a costruire un sistema integrato che colleghi difesa, protezione civile e formazione civica, in un contesto europeo segnato dal deterioramento della sicurezza e dall’isteria prebellica che fungono da motore propulsivo per mastodontici piani di militarizzazione e riarmo.

Il bilancio federale tedesco per il 2026 segna una svolta storica nella politica di difesa del Paese, con un incremento della spesa militare a circa 82,7 miliardi di euro, rispetto ai 62,4 miliardi del 2025. L’aumento, che consolida l’obiettivo del 2% del PIL richiesto dalla NATO e punta a raggiungere il 3,5% entro la fine del decennio, si accompagna alle risorse del “Fondo speciale per la difesa” da 100 miliardi istituito dopo l’inizio dell’Operazione Speciale. Secondo quanto rivelato da Politico, che ha visionato in anteprima un documento governativo di 39 pagine, il governo tedesco ha elaborato una vera e propria lista degli acquisti di armamenti, destinata a guidare la pianificazione delle forniture e degli investimenti della Bundeswehr per i prossimi anni. Il documento, redatto per il comitato bilancio del Bundestag, include circa 320 nuovi progetti di armamento, di cui 178 già assegnati a contractor; la maggior parte dei contratti riguarda l’industria nazionale, mentre meno del 5% è destinato a imprese statunitensi. La lista comprende l’acquisizione di sistemi di difesa aerea integrata, nuovi carri Leopard 2 A8, caccia F-35, elicotteri CH-47 Chinook, oltre al potenziamento delle infrastrutture logistiche, digitali e cibernetiche della Bundeswehr. Per quanto riguarda i costi più elevati, l’esercito intende espandere la sua flotta armata Heron TP gestita dall’IAI israeliana, con l’obiettivo di acquistare nuove munizioni per circa cento milioni di euro. A seguire, una dozzina di nuovi droni tattici LUNA NG, per un costo di circa 1,6 miliardi di euro. Per la Marina, il piano prevede quattro droni marittimi uMAWS per un valore stimato di 675 milioni di euro, che includeranno parti di ricambio, addestramento e manutenzione. Questo piano, che intende proiettare la Germania come la principale potenza militare convenzionale europea entro il 2030, riflette un cambio di paradigma nella strategia tedesca: dopo decenni di sotto-investimento, Berlino mira non solo a soddisfare gli standard NATO, ma a rafforzare la propria autonomia industriale e la capacità di deterrenza del continente. Parallelamente, il governo ha avviato colloqui con Stati Uniti e i partner dell’Alleanza atlantica per la produzione congiunta di armamenti e la creazione di un sistema europeo di difesa missilistica, segnalando la volontà di costruire un’infrastruttura di sicurezza continentale a guida tedesca.

Accanto alla modernizzazione delle forze armate, il governo tedesco sta promuovendo un programma di educazione alla sicurezza nelle scuole. Il progetto, coordinato dai ministeri della Difesa e dell’Interno, prevede corsi di preparazione alle emergenze, lezioni di protezione civile e simulazioni di crisi energetiche o conflitti. Le iniziative rientrano nel nuovo “piano di resilienza nazionale” che coinvolge anche università, comuni e centri di volontariato. L’obiettivo è abituare la popolazione, a partire dai più giovani, a gestire scenari di crisi complessi e a conoscere le procedure di sicurezza. L’effetto è duplice: da un lato, la scuola diventa veicolo di formazione non solo civica ma anche paramilitare, dall’altro, la militarizzazione dell’immaginario giovanile rischia di normalizzare la preparazione alla guerra come parte integrante dell’educazione. Parallelamente, il governo discute la possibile reintroduzione di una forma di leva obbligatoria o a sorteggio, per compensare la carenza di personale nelle forze armate. Il dibattito su questo punto resta aperto: le autorità militari sottolineano la necessità di garantire una struttura più ampia e meglio addestrata, mentre alcuni Länder chiedono di valutare forme di servizio civile alternativo.

La svolta tedesca segna un cambiamento strutturale nella politica europea di difesa. Dopo decenni di bilanci contenuti e di riduzione delle forze armate, Berlino sceglie ora la via di un riarmo massiccio, presentato come risposta necessaria alle nuove minacce globali e come garanzia di “autonomia strategica” per l’Europa. Tuttavia, questa corsa alla militarizzazione rischia di spostare in modo irreversibile l’equilibrio tra sicurezza e welfare: le risorse destinate alla difesa crescono a scapito di quelle per la sanità, l’istruzione, la ricerca e le politiche sociali, trasformando la sicurezza in un principio economico oltre che politico. La proposta del governo Merz di escludere le spese militari dal “freno al debito” costituzionale segna un ulteriore passo verso la normalizzazione del riarmo come priorità permanente, sottratta al controllo democratico dei vincoli di bilancio. In nome della stabilità e della deterrenza, la Germania punta a consolidare il proprio ruolo di potenza guida nel sistema di sicurezza europeo e nel coordinamento delle missioni NATO ed EUFOR, ma ciò rischia di accentuare le diseguaglianze tra Paesi membri e di ridurre lo spazio politico per un’Europa sociale. L’enfasi sulla “formazione civico-militare” e sulla cultura della difesa come valore identitario traduce una mutazione profonda, in cui la “sicurezza” diventa il linguaggio dominante della politica pubblica. In questo quadro, il nuovo protagonismo militare tedesco non appare solo come una risposta a un mondo più instabile, ma come l’espressione di un modello europeo che, nel nome della protezione, rischia di sacrificare la sua dimensione civile e sociale sull’altare della potenza e della militarizzazione permanente.

Carne cotta a bassa temperatura: una moda pericolosa per la salute?

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Avete mai assaggiato della carne che si scioglie in bocca? Manzo, maiale, pollo non fa alcuna differenza. Questo risultato è l’effetto della cottura a bassa temperatura, in grado di trasformare ogni taglio di carne in un capolavoro culinario. Quali sono i benefici? È molto semplice: il sapore è molto concentrato e intenso, i nutrienti rimangono assolutamente intatti, le vitamine sono ancora presenti perché la bassa temperatura non le ha degradate, e nessuna secchezza o durezza tipiche della carne cotta non molto bene. Tutto rimane tenero e la tecnica di cottura è piuttosto semplice: si mette il cibo sottovuoto dentro un sacchetto di plastica, con solo poche essenziali spezie per esaltare i sapori della carne, e poi si cucina a basse temperature per un tempo che va dalle 2 alle 18 ore, a seconda dei tagli di carne e delle tipologie di carni.

Come funziona in concreto

La cottura a bassa temperatura (CBT) per la carne consiste nel cuocerla a temperature tra i 50°C e i 90°C per un tempo prolungato, mantenendo l’alimento sottovuoto per preservarne umidità e sapori. Per eseguirla, si sigilla la carne ben condita in un sacchetto, la si immerge in acqua mantenuta a temperatura costante (tramite un roner, forno o pentola con termometro) e la si cuoce a lungo. Successivamente, la si può rosolare brevemente a fuoco vivo per ottenere una crosticina dorata. La cottura a bassa temperatura è lenta lenta, e permette alla carne di farsi morbida e di assorbire tutti gli aromi della marinatura, solo così le carni si sciolgono letteralmente in bocca! Questa moderna tecnica di cottura non riguarda solo le carni ma anche altri alimenti come verdure, pesce, uova, ed è conosciuta anche come cottura sous vide, dal francese, che significa appunto “sottovuoto”.

La cottura sous vide è una tecnica che consiste nel sigillare ermeticamente il cibo in sacchetti e cuocerlo per un lungo periodo in un bagno d’acqua a bassa temperatura controllata con precisione. Questo metodo garantisce una consistenza uniforme, mantiene i sapori e l’umidità, preserva le proprietà nutritive rendendo gli alimenti estremamente teneri. Dopo la cottura, il cibo può essere servito subito oppure raffreddato rapidamente per la conservazione. 

Se utilizzato nella maniera più corretta e accurata, questo metodo di cottura consente di esaltare i sapori e preservare le proprietà nutritive dell’alimento, ottenendo una consistenza perfetta e uniforme. Questo aspetto è di duplice importanza perché tiene conto e valorizza due cose fondamentali: il gusto e il contenuto nutrizionale. E se parliamo di carni è ancora più significativo perché sappiamo benissimo che una cottura sbagliata e troppo forte delle carni sviluppa delle sostanze tossiche e cancerogene sull’alimento, chiamate ammine eterocicliche, come avviene inesorabilmente nella cottura alla brace o alla griglia. Pertanto si può riuscire a preservare l’aspetto salutistico con le cotture più adeguate. Qui nella immagine si può vedere un esempio concreto per quanto riguarda la carne di manzo cotta con il metodo CBT e con metodo tradizionale alla griglia. È evidente la differenza sia nell’aspetto che nelle caratteristiche nutritive e organolettiche nei due tagli di carne.

Possono esserci rischi o controindicazioni?

Certamente si, perché come accennavo sopra questo metodo di cottura richiede di essere praticato in maniera corretta e con l’ausilio di strumenti di tipo professionali, come termometri e attrezzi adeguati. Altrimenti il rischio può essere quello che accomuna da sempre tutti i tipi di cibi crudi: la permanenza, o addirittura il moltiplicarsi, di una carica batterica patogena pericolosa per la salute. Il cibo crudo infatti, sia animale che vegetale, deve essere abbattuto a bassissime temperature, oppure cotto a determinate temperature, al fine di rimuoverne i batteri patogeni come Salmonella, Campylobacter, Listeria ed Escherichia coli che possono causare intossicazioni alimentari.

Zona di pericolo per la crescita dei batteri

Per la scienza la cosiddetta “zona di pericolo” per la proliferazione batterica è compresa tra i 4°C e i 60°C. In questa fascia di temperatura, i batteri patogeni possono crescere rapidamente. Pertanto nelle cotture a bassa temperatura si raccomanda di cuocere sempre alla temperatura di almeno 60°C. Alcune persone e persino alcuni chef vantano cotture a temperature di circa 50-55°C, promettendo il massimo grado di tenerezza e sapore delle carni. La temperatura di 50°C rientra nella cosiddetta “zona di pericolo” (4°C – 60°C), dove i batteri possono proliferare rapidamente. Tuttavia, il rischio di crescita batterica dipende anche dal tempo di esposizione. Infatti cuocere carne a 50°C per più di 6-12 ore è generalmente sicuro se si considera il tempo prolungato, poiché molti batteri non possono sopravvivere a esposizioni prolungate anche a temperature relativamente basse. Va da sé che cuocere a 60-65°C è sempre la soluzione più sicura e prudente, infatti molti cultori di questo metodo di cottura eseguono cotture anche a 75 o 90°C. Oltre i 90°C non si parla più di cotture a bassa temperatura. Per poter quindi assicurare una cottura corretta col metodo CBT è necessario utilizzare un termostato preciso per mantenere una temperatura costante di 50°C durante tutto il processo di cottura, nonché sacchetti per sous vide di alta qualità e assicurarsi che siano sigillati correttamente per evitare la contaminazione durante la cottura. Come molte cose quindi questa “moda” del cibo cotto a bassa temperatura ha dei vantaggi ma può comportare anche dei pericoli di tipo microbiologico e di sicurezza alimentare, tutto sta nella professionalità e serietà di chi pratica il metodo CBT.

USA e Giappone siglano accordo su terre rare

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Un’intesa strategica tra Donald Trump e la neopremier giapponese Sanae Takaichi è stata ufficializzata a Tokyo: i governi USA e Giappone hanno firmato un accordo volto a rafforzare la sicurezza delle catene di approvvigionamento dei minerali critici e delle terre rare, in risposta alle restrizioni della Cina. Confermato anche l’accordo commerciale che prevede l’impegno di Tokyo a investire in settori chiave dell’economia statunitense come cantieristica navale, prodotti agricoli e industriali. In cambio, Washington ha promesso una riduzione dei dazi dal 27,5 per cento al 15 sulle importazioni delle automobili giapponesi. Accolto con entusiasmo dalla premier, Trump è stato elogiato come «uomo di pace» e la stessa Takaichi ha annunciato l’intenzione di nominarlo per il Premio Nobel per la Pace.

Amazon pronta a licenziare fino a 30.000 dipendenti da oggi

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Amazon si prepara a uno dei più grandi ridimensionamenti della sua storia: da oggi è previsto l’avvio dei licenziamenti di circa 30.000 dipendenti a livello globale. L’iniziativa arriva dopo la massiccia campagna di assunzioni seguita alla pandemia e fa parte di un piano di ristrutturazione volto a ridurre i costi e adeguarsi a nuove priorità aziendali. Sebbene l’azienda conti circa 1,55 milioni di lavoratori nel mondo, i tagli interesseranno soprattutto i circa 350.000 dipendenti aziendali, ovvero casi potenzialmente fino al 10% di quella categoria. La notizia dei tagli arriva mesi dopo che l’amministratore delegato della società aveva avvertito gli impiegati che avrebbero potuto essere sostituiti dall’intelligenza artificiale.

Turchia: terremoto di magnitudo 6,1 nell’ovest del Paese

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Un sisma di magnitudo 6,1 è stato registrato ieri sera alle ore 22:40 (ora locale) nella regione occidentale della Turchia, con epicentro cittadino a Sindirgi, nella provincia di Balıkesir. La scossa, che ha avuto una profondità stimata di circa 5,9 km, è stata avvertita persino a Istanbul e in altre aree metropolitane vicine. Una seconda scossa minore di magnitudo 4,2 ha seguito l’evento principale: tre edifici abbandonati sono crollati, fortunatamente senza registrare vittime. Le autorità locali, tramite AFAD (l’Agenzia turca per la gestione delle emergenze), hanno invitato la popolazione a evitare spazi prossimi a strutture vulnerabili e a prepararsi a possibili repliche.

Pfizergate: chiusi i conti corrente a Frédéric Baldan, l’uomo che ha denunciato von der Leyen

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«Le banche si sono arrogate il diritto di chiudermi i conti bancari senza alcuna motivazione». Frédéric Baldan, autore del saggio Ursula Gates. La von der Leyen e il potere delle lobby a Bruxelles, si è visto chiudere tutti i conti bancari, personali e aziendali, compreso il conto di risparmio del figlio di cinque anni. Le banche belghe Nagelmackers e ING hanno comunicato la rescissione dei rapporti senza motivazioni plausibili, chiedendogli la restituzione delle carte di credito. Un caso di “debanking” politico che colpisce chi ha osato toccare il cuore opaco del potere europeo: il cosiddetto caso Pfizergate. Baldan, ex lobbista accreditato presso la Commissione UE, è l’uomo che ha denunciato Ursula von der Leyen per gli SMS, inviati tra gennaio 2021 e maggio 2022, mai resi pubblici con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. Ora, oltre all’isolamento istituzionale, subisce l’esclusione finanziaria.

Raggiunto da noi telefonicamente, Baldan ci ha spiegato che «le banche hanno iniziato a crearmi problemi simultaneamente, pur non comunicando tra loro. L’unica spiegazione plausibile è che esista un elemento scatenante: penso si tratti di un ordine impartito dai servizi segreti dello Stato belga, su pressione dell’Unione Europea, di trasmettere tutte le mie transazioni finanziarie». Al contempo, Baldan ha espresso la sua determinazione a non lasciarsi intimidire: «Sul mio account X, l’annuncio di questa informazione è stato visualizzato 600.000 volte in 24 ore. Ho ricevuto molti messaggi di sostegno e ringrazio il pubblico internazionale per questo. Forse l’obiettivo è quello di delegittimarmi, ma in realtà sta accadendo l’opposto. Sarò semplicemente temporaneamente impossibilitato a ricevere i diritti d’autore, ma il mio editore italiano, Guerini, potrà continuare a diffondere le verità contenute in questo libro, ed è questo l’aspetto essenziale per me». Baldan è un tecnico del sistema che ha deciso di testimoniarne pubblicamente la degenerazione e il suo atto d’accusa parte dall’“SMSgate”, i messaggi tra von der Leyen e Bourla sui contratti Pfizer, mai consegnati alla magistratura europea. L’indagine della Procura di Liegi, cui ha depositato querela, è stata ostacolata dal muro di gomma delle istituzioni comunitarie. Nonostante l’ostracismo, a maggio di quest’anno, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha condannato la Commissione Europea, stabilendo che la Commissione europea ha agito in modo illegittimo rifiutando di pubblicare gli SMS, in quanto tali comunicazioni rientrano nei documenti ufficiali dell’Unione e devono essere accessibili al pubblico. La Commissione europea ha successivamente lasciato scadere il termine per impugnare la sentenza: un’ammissione implicita di responsabilità politica.

Nel suo libro, pubblicato in Italia da Guerini Edizioni nella collana Scintille diretta dal giornalista ed ex Presidente RAI Marcello Foa, Baldan descrive da insider i meccanismi e le tecniche di manipolazione delle lobby che, secondo lui, hanno colonizzato Bruxelles. Nel libro non racconta soltanto la genesi del caso Pfizergate, ma ricostruisce la struttura profonda che lo ha reso possibile: una rete di interessi, fondazioni e lobby che dominano Bruxelles e che si dipana tra le istituzioni UE, le multinazionali farmaceutiche e i think tank legati al World Economic Forum. L’autore spiega come durante la crisi sanitaria il confine tra pubblico e privato sia stato cancellato, e come l’“affare Pfizer” rappresenti il simbolo di una Commissione che ha agito al di fuori del mandato democratico. Nella sua prefazione, Foa definisce Baldan «un testimone scomodo» che paga il prezzo del suo coraggio e lo descrive come «un uomo che ha rotto il tabù del suo mestiere», scegliendo di non chiudere gli occhi davanti all’abuso di potere. Un gesto di ribellione che gli è costato caro: la Commissione gli ha revocato l’accredito di lobbista nel 2023 e ora due banche gli hanno chiuso i conti bancari. Una sanzione economica e simbolica insieme, quest’ultima, che sa di vendetta e di messaggio a chiunque volesse seguire le sue orme. La rappresaglia economica è la versione finanziaria della censura: il “debanking” è divenuto, infatti, il nuovo strumento di esclusione sociale dei dissidenti. Non servono più scomuniche o tribunali, basta un algoritmo di compliance o una decisione del “risk management”. In nome di qualche codice etico si eliminano le voci fuori dal coro o fastidiose per il Sistema. Baldan lo scrive con amara ironia: «Il diritto di resistere agli abusi del potere, oggi, passa per il diritto di avere un conto corrente». Dietro la freddezza burocratica delle lettere bancarie che precedono la chiusura dei conti si intravede il messaggio politico: chi accusa la Commissione rischia di essere cancellato anche come cittadino economico.

La chiusura dei conti bancari non è un dettaglio: in Belgio, come altrove, la libertà economica è precondizione della libertà d’opinione. Quando il sistema bancario decide chi può operare e chi no, la democrazia diventa condizionata. Le prime avvisaglie le abbiamo avute in Canada, quando il governo Trudeau ha congelato i conti dei camionisti del Freedom Convoy durante le proteste anti-Green Pass. Nel Regno Unito il “debanking” è ormai una realtà: la chiusura di conti correnti per motivi ideologici colpisce cittadini, imprese e giornalisti. Il caso più noto è quello di Nigel Farage, a cui la banca Coutts – controllata in parte dal governo – ha chiuso il conto non per ragioni economiche, ma per le sue opinioni sulla Brexit e i legami con Trump. Secondo un’inchiesta del Daily Mail, nel Paese vengono chiusi circa mille conti al giorno. Le banche giustificano le decisioni con l’“etica aziendale” o con la definizione di “politically exposed person”, ma di fatto esercitano un potere censorio che limita la libertà individuale. Non solo privati, ma anche aziende, enti di beneficenza e giornalisti vengono colpiti per il reato di opinione. Tra le vittime figurano il giornalista Simon Heffer e il blogger scozzese Stuart Campbell. Questa deriva, aggravata dalla progressiva eliminazione del contante, mette a rischio la democrazia, trasformando le banche in arbitri delle opinioni politiche e strumenti di censura economica. In Germania è accaduto ad Alina Lipp, giornalista divergente e corrispondente dal Donbass, in Italia la scure finanziaria ha colpito l’emittente Visione TV e l’associazione Vento dell’est con l’accusa di “filoputinismo”.

La reazione delle istituzioni finanziarie nei confronti di Baldan non può che suscitare preoccupazioni tra coloro che vedono in questo comportamento un tentativo di silenziare le voci divergenti. La chiusura dei conti e le ritorsioni subite dall’autore sono state interpretate come un segnale di come le lobby possano influenzare non solo le politiche, ma anche la vita privata e professionale di chi osa sfidarle. Il caso Baldan mette a nudo un cortocircuito tra potere finanziario e governance europea. L’autore di Ursula Gates aveva invocato la trasparenza sui contratti Pfizer e sulla catena di decisioni che, dal World Economic Forum all’OMS, hanno condizionato le politiche sanitarie dell’Unione. Oggi viene trattato come un paria. Nel suo ultimo messaggio su X scrive: «L’intimidazione non funziona. Rafforza solo il nostro impegno». La solidarietà che chiede non è ideologica ma civile: acquistare il libro, diffondere la notizia, rompere il silenzio. Perché la libertà d’espressione, privata di mezzi e voce, si spegne nell’indifferenza. Il Pfizergate non è soltanto uno scandalo di contratti segreti, ma il simbolo di un nuovo ordine in cui le istituzioni che predicano l’inclusione praticano, invece, l’esclusione. Baldan diventa così il volto di una resistenza che attraversa l’Europa: quella di chi rifiuta di essere silenziato per via bancaria e che pretende verità e trasparenza. La vicenda belga dimostra che questa battaglia non è finita: è appena iniziata. E si combatte oggi sul terreno più fragile, quello della libertà economica, ultimo baluardo della libertà politica e civile.

La nazionale femminile afghana torna a giocare a calcio dopo 4 anni di silenzio forzato

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calcio afghanistan femminile

Dopo quattro anni di assenza e un esilio forzato seguito alla presa del potere da parte dei talebani, la nazionale femminile di calcio dell’Afghanistan è tornata a giocare. La squadra, ribattezzata Afghan Women United, ha debuttato il 26 ottobre a Berrechid, in Marocco, nella prima edizione del torneo FIFA Unites: Women’s Series 2025, organizzato dalla FIFA per offrire visibilità alle nazionali escluse dai circuiti ufficiali. La partita inaugurale contro il Ciad è finita 6-1, con l’attaccante Manozh Noori autrice del primo gol per la squadra afghana. Ma il risultato conta poco. Per queste calc...

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Nordstream: estradizione per il cittadino ucraino arrestato

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La Corte d’Appello di Bologna ha disposto l’estradizione verso la Germania per Serhii Kuznetsov, cittadino ucraino accusato di avere manomesso i gasdotti Nordstream 1 e Nordstream 2 nel 2022. La decisione della Corte d’Appello segue una analoga disposizione adottata lo scorso settembre, fermata dalla Cassazione. Kuznetsov è stato arrestato a Rimini lo scorso 21 agosto, su mandato d’arresto europeo emanato dalla Germania. Nord Stream 1 e Nord Stream 2 (che non entrò mai in funzione) erano due gasdotti sottomarini situati nel Baltico usati dall’agenzia energetica russa Gazprom per trasportare gas russo verso la Germania. Nel 2022, i due gasdotti furono oggetto di un attentato che le indagini valutarono come un atto di sabotaggio. Nessuno ha reclamato l’attacco.

Un boss pentito ha rivelato come funziona la mafia in Lombardia

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«Il Consorzio lombardo tra le tre mafie esiste, è stato creato nel 2019 e nasce per gestire il tesoro e gli affari di Matteo Messina Denaro». Con questa dichiarazione, William Alfonso Cerbo, noto come “Scarface”, ha deciso di collaborare con la giustizia, confermando l’esistenza di un’alleanza criminale in Lombardia tra Cosa Nostra, ‘Ndrangheta e Camorra nel capoluogo meneghino. Il boss pentito, ritenuto uno dei vertici di questo “sistema mafioso lombardo” indagato dall’inchiesta Hydra, ha cominciato a parlare dal 22 settembre scorso, fornendo alla Procura di Milano dettagli inediti sulla nascita e il funzionamento del Consorzio, che a suo dire sarebbe nato per gestire il patrimonio del superlatitante e creare una “camera di compensazione” al fine di risolvere i conflitti interni.

Cerbo, catanese di 43 anni organicamente inserito nel clan Mazzei dei “carcagnusi”, ha depositato quasi mille pagine di verbali che i pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane hanno presentato al gup Emanuele Mancini durante l’udienza preliminare nell’aula bunker di San Vittore. Le sue rivelazioni blindano l’impianto accusatorio e offrono per la prima volta uno sguardo dall’interno della macchina criminale. «Intendo rispondere e ribadisco l’intenzione di collaborare pienamente con la giustizia, riferendo tutto quanto è a mia conoscenza», ha esordito il pentito il 22 settembre, aggiungendo: «Ammetto la partecipazione al reato associativo quale affiliato e collettore economico a Milano del clan Mazzei di Catania. Ho deciso di collaborare per i miei figli e la mia famiglia, cambiare vita e dare loro un futuro migliore».

Secondo la ricostruzione di Cerbo, il Consorzio – da lui chiamato «unione» – si è formato nel 2019 principalmente per due scopi: gestire unitariamente il tesoro di Messina Denaro e dirimere le controversie tra i clan. «Il cardine di tutto è l’aspetto economico», ha spiegato il pentito, sottolineando come le mafie si siano consorziate proprio per massimizzare gli affari illeciti, lasciando invece alla discrezionalità di ogni componente il traffico di droga. Il suo ruolo all’interno dell’organizzazione era di primo piano: gli vengono contestati «compiti di decisione, pianificazione e di individuazione delle azioni da compiere, conducendo attività illecite in ordine alla sfera delle attività economico-finanziarie illecite e delle intestazioni fittizie, contribuendo all’alimentazione della cassa comune, acquisendo il controllo di attività economiche, in particolare nel settore logistico e della ristorazione». Inoltre «mettendo a disposizione dell’associazione la propria sfera relazionale, accrescendo il cosiddetto capitale sociale, mirando all’infiltrazione del tessuto economico/sociale lombardo».

Cerbo ha partecipato personalmente al primo summit del Consorzio monitorato dalle forze dell’ordine, il 3 giugno 2020 al ristorante Sardinia di Inveruno. All’incontro – uno dei venti poi documentati – erano presenti anche Vincenzo Senese, figlio del boss della camorra romana Michele Senese, Gioacchino Amico e Giancarlo Vestiti, manager di vertice della nuova “Mafia Spa”. In un’intercettazione, lo stesso Amico sintetizzò la portata del sistema affermando: «Abbiamo costruito un impero e ci siamo fatti autorizzare tutto da Milano passando dalla Calabria, da Napoli, ovunque». Cerbo ha inoltre raccontato di essere stato avvertito delle indagini a suo carico da un carabiniere corrotto: «Un mio amico, nonché personaggio molto inserito, mi disse che aveva un carabiniere in servizio corrotto che poteva darmi tutte le informazioni possibili su eventuali indagini in corso su me. Così un giorno organizzammo un fermo in strada». L’agente gli riferì «che avevo la Dda milanese addosso. Sapeva tutto, mi avvertì che a breve ci sarebbe stata un’operazione per 416 bis».

Le dichiarazioni di Cerbo non solo confermano l’esistenza del Consorzio, ma aprono nuovi fronti investigativi, anche grazie al rinvenimento di intercettazioni della Procura di Catanzaro in cui si fa esplicito riferimento a una “cupola” mafiosa in Lombardia. Come ha spiegato un inquirente, «quando iniziamo l’indagine fotografiamo una macchina in corsa. Una macchina nuova che ha appena iniziato a muoversi. Le parole di Cerbo ci aiutano a capire come è stata costruita questa macchina e quali sono gli strumenti che la comandano». Un vaso di Pandora che potrebbe cambiare per sempre la comprensione delle infiltrazioni mafiose al Nord.

Lo scorso ottobre, i giudici del tribunale del Riesame avevano ufficialmente riconosciuto la presenza di un’alleanza tra le tre grandi consorterie mafiose dello Stivale in Lombardia, che era stata ampiamente documentata dalle ricostruzioni dei carabinieri del Nucleo investigativo di Milano in merito agli incontri tra i loro esponenti, interamente confluite nell’inchiesta Hydra. Al centro del “patto”, hanno attestato i giudici, vi sarebbero stati la gestione del traffico di droga, l’infiltrazione del tessuto economico e imprenditoriale della regione, il riciclaggio e le estorsioni. Accogliendo le tesi dei pm, che un anno prima non erano state avallate dal GIP, il Riesame ha ritenuto «ampiamente dimostrato che il sodalizio contestato abbia fatto effettivo, concreto, attuale e percepibile uso, anche con metodi violenti o minacciosi, della forza di intimidazione nella commissione di delitti come nella acquisizione del controllo e gestione di attività economiche», ovvero degli «ambiti di attività che, secondo il parametro normativo, tipizzano la natura mafiosa del gruppo».