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Sono stati liberati i pescatori di Mazara del Vallo detenuti in Libia

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Sono stati liberati i 18 pescatori di Mazara del Vallo, dopo 107 giorni di prigionia in Libia. La notizia è stata comunicata dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio che questa mattina erano volati in Libia per concludere la vicenda. La liberazione è stata confermata anche dai familiari dei pescatori.

Argentina, ancora violenze della polizia contro gli indigeni Mapuche in Patagonia

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Ieri ha avuto luogo un’operazione della Polizia Federale e della Gendarmeria dell’Argentina in una proprietà di Villa Mascardi – nella provincia di Río Negro in Patagonia – occupata da un gruppo di indigeni mapuche. Attorno alle 7, le auto di pattuglia e i veicoli della polizia sono arrivati nella zona occupata dai mapuche per una “ispezione ordinata dal giudice”. Le detonazioni di armi da fuoco hanno cominciato a essere udite intorno alle 8. Dall’interno della foresta, gli occupanti hanno lanciato pietre in risposta alla sparatoria della polizia. All’operazione hanno partecipato circa 100 agenti con 20 mezzi, che hanno lasciato la zona attorno alle 10:30.

Il Sottosegretario alla Sicurezza Eduardo Villalba ha detto che l’operazione si è conclusa con successo e ha potuto effettuare l’ispezione. Ha anche sostenuto che, durante l’ispezione della proprietà, “il popolo, il pubblico ministero e le autorità giudiziarie erano protette”. Tuttavia, un giovane mapuche – che ha deciso di parlare anonimamente alla stampa per rendersi portavoce della comunità – ha definito “repressione” l’operazione. Il giovane ha affermato che tra i mapuche ci sono feriti e ha messo in dubbio l’entità dei colpi sparati dalla polizia, mostrando i bossoli di diversi tipi di proiettili. Martedì un tribunale del Rio Negro ha ratificato l’ordine di sgomberare la proprietà, che appartiene al Vescovado di San Isidro (Buenos Aires). La comunità mapuche si è stabilita a Villa Mascardi nel 2017, quando ha annunciato il recupero del territorio.

 

Francia, il presidente Macron è risultato positivo al Covid-19

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Questa mattina il Presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron è risultato positivo al coronavirus. Lo ha reso noto l’Eliseo, specificando che la diagnosi è stata effettuata con un tampone, dopo la comparsa dei primi sintomi. Secondo le norme sanitarie vigenti applicabili a tutti, Macron si isolerà per 7 giorni.

Charlie Hebdo: condannate 14 persone coinvolte nell’attentato del 2015

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La Corte d’assise speciale di Parigi ha condannato 14 persone coinvolte negli attentati di Charlie Hebdo (gennaio 2015), in cui morirono 12 persone.

Le condanne emesse dalla Corte vanno dai 4 anni di carcere all’ergastolo. Ali Riza Polat era il principale imputato presente ed è stato condannato a 30 anni di carcere. L’accusa è di “complicità” negli attentati condotti dai fratelli Kouachi e Amedy Coulibaly contro il settimanale Charlie Hebdo e l’Hyper Cacher.

L’ONU adotta la risoluzione contro la pena di morte con 123 sì

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La risoluzione sulla moratoria universale della pena di morte è stata ratificata dall’Assemblea Generale dell’ONU con 123 voti a favore (superiori ai 121 sì del 2018), 38 contrari e 24 astenuti. La moratoria universale della pena di morte è un’iniziativa – nata nel 2007 – rivolta alla sospensione dell’applicazione della pena di morte in tutti i Paesi membri dell’ONU. Il documento è promosso ogni due anni da un gruppo di Paesi, tra cui l’Italia.

Covid: un quarto del mondo potrebbe essere senza vaccino entro il 2022

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Una persona su quattro potrebbe non avere accesso al vaccino contro il Coronavirus entro il 2022. Lo dice un rapporto della Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, pubblicato sul British Medical Journal, che ha esaminato tutti i preordini del vaccino contro il Coronavirus raccolti fino a metà novembre. Dalle stime emerge anche una solida probabilità di iniqua distribuzione delle dosi (circa 7,48 miliardi per 3,76 miliardi di persone), di cui la metà andrà a Paesi ad alto reddito (Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia e Giappone in primis), che costituiscono appena il 14% della popolazione mondiale.

Natale, Senato approva la mozione di maggioranza

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L’Aula del Senato ha approvato la mozione di maggioranza sulle limitazioni alla circolazione nel periodo natalizio, con 140 voti favorevoli, 118 contrari e 5 astenuti. Il documento regola gli spostamenti nel territorio italiano durante le festività natalizie in modo da garantire la massima equità di trattamento tra i cittadini residenti in comuni di diverse dimensioni, prevedendo altresì misure di ristoro economico nell’eventualità di nuove restrizioni.

Nuova vita per l’olio di palma, sintetico e sostenibile

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Olio di palma sintetico per ridurne l’impatto ambientale, è questa l’idea di una start-up di New York, C16 Biosciences. I rifiuti alimentari e i sottoprodotti industriali, grazie all’utilizzo di microbi geneticamente modificati, vengono convertiti in un prodotto chimicamente molto simile all’olio di palma naturale. La ricerca è ancora in una fase pre-commerciale, ma ha destato già molto interesse. All’inizio di quest’anno la start-up newyorkese ha ricevuto, infatti, un investimento di $20 milioni da Breakthrough Energy Ventures, un fondo sostenuto da Bill Gates.

Secondo il WWF, l’olio di palma è una delle principali cause della deforestazione in tutto il mondo. Il Borneo e l’isola indonesiana di Sumatra le più colpite. Solo in quest’ultima si stima che oltre 123mila chilometri quadrati di terreno siano dedicate alla coltivazione della palma da olio. A farne le spese è la biodiversità. L’habitat dell’orango è stato decimato e la specie protetta è sempre più vicina alla soglia dell’estinzione. Solo nel Borneo, tra il 1999 e il 2015, la popolazione di oranghi sarebbe diminuita di 100mila esemplari. Dall’industria biotecnologica, quindi, una possibile soluzione alla devastazione della foreste pluviale. L’alternativa sintetica non comporta, infatti, né incendi né disboscamento. L’olio di palma naturale e dannoso per l’ambiente potrebbe così essere sostituito in tutto e per tutto: da shampoo, saponi, detergenti e rossetti, a prodotti alimentari come pane confezionato, biscotti, margarina, gelato e cioccolato.

Ungheria: nuova costituzione accusata di omofobia

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Ieri il Parlamento ungherese ha approvato una legge che vieta le adozioni per le coppie dello stesso sesso. In base alle modifiche, la costituzione del Paese consentirà l’adozione solo alle coppie sposate e alle persone single con un permesso speciale del governo. Questo cambiamento costituzionale è solo l’ultimo della serie di restrizioni ai diritti LGBTQ in Ungheria, sotto il governo di Viktor Orban e del proprio partito Fidesz. Inoltre, martedì i legislatori hanno approvato nuove misure per rafforzare il potere di Orban, che entreranno in vigore dopo le prossime elezioni nel 2023.

Quest’anno l’Ungheria ha instituito una serie di nuove leggi che, secondo i critici, incidono sui diritti delle persone LGBTQ. Il Governo ha vietato, ad esempio, il riconoscimento legale del genere: le persone transgender e intersessuali non potranno cambiare il proprio corpo. Tuttavia, la decisone è in contrapposizione a quanto stabilito dalla Corte europea dei diritti dell’uomo e verrà riesaminata dalla Corte costituzionale ungherese.

Altre azioni legislative, martedì, sembravano destinate a rafforzare i poteri di Orban. Gli emendamenti, avvertono i critici, allenteranno il controllo da parte di organismi indipendenti sulla spesa pubblica e renderanno più facile la chiamata di uno stato d’emergenza. Questo potrebbe innescare ulteriori tensioni tra il Paese e gli organi dell’Unione europea. Orban potrebbe aver utilizzato, secondo i critici, le questioni LGBTQ come mezzo per raccogliere sostegno mentre si occupa di questioni europee (come già accaduto con le migrazioni).

Perù, le proteste indigene obbligano a chiudere Machu Picchu

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Da alcuni giorni la storica cittadella Inca del Perù è stata chiusa: è stato indetto uno sciopero a tempo indeterminato dalle organizzazioni sociali del distretto di Machu Picchu. Lo scopo è di sollecitare una riduzione del prezzo dei biglietti ferroviari e di aumentare il numero di frequenze dei treni per i turisti peruviani. Darwin Barca, sindaco di Machu Picchu, ha confermato al quotidiano Gestión che la popolazione è in rivolta per il forte aumento del prezzo dei biglietti del treno fra Cusco e la località turistica.

La Direzione Decentrata della Cultura (DDC) del paese sudamericano ha annunciato di limitare il passaggio turistico a Machu Picchu fino a quando non verrà raggiunto un accordo con gli operatori ferroviari e le comunità circostanti. “A causa delle interruzioni annunciate nel distretto di Machu Picchu e al fine di salvaguardare l’integrità dei suoi visitatori, la cittadella di Machu Picchu non sarà aperta dal 14 dicembre fino a quando questa situazione non sarà ripristinata”, afferma il comunicato del DDC. Nel mentre, residenti hanno denunciato lo sdegno della Polizia che ha represso violentemente i manifestanti. La regione turistica era stata già chiusa per otto mesi a causa della crisi sanitaria che sta attraversando il Paese dopo lo scoppio della pandemia di coronavirus.