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Nuovo ceppo Covid nel Regno Unito, Johnson annuncia nuove misure

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Il primo ministro britannico Boris Johnson ha convocato una riunione d’emergenza per discutere sul rischio legato alla nuova variante di Covid-19, rilevato nel sud-est dell’Inghilterra: si tratta di un virus capace di diffondersi con maggiore rapidità anche se “non sembra essere più pericoloso”, dichiara il ministro nella successiva conferenza stampa. “Dobbiamo agire adesso: è tutto quello che sappiamo”. Così Boris Johnson cambia rotta ed annuncia un lockdown totale a partire da domani a Londra e nel sud-est dell’Inghilterra, mentre nel resto del Paese le riunioni a casa saranno limitate a due famiglie.

I prezzi pagati dalla UE per i vaccini Covid sono stati rivelati per sbaglio

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La lista prezzi dei vaccini per il Coronavirus pagati dall’Unione Europea è stata erroneamente rivelata da una ministra belga. Si tratta di Eva De Bleeker, che ha pubblicato su Twitter i prezzi dei diversi vaccini con la relativa quantità che il Belgio intende acquistare dall’Unione Europea. Il tweet è stato cancellato subito dopo senza impedire tuttavia che le parti interessate ne venissero a conoscenza, scatenando così l’ira delle case farmaceutiche. Tra queste, l’americana Pfizer, la cui portavoce Elisabeth Schraepen lamenta una breccia nella clausola di confidenzialità, d’altronde inclusa nel contratto firmato con la Commissione Europea. Dalla pubblicazione dei prezzi dei diversi vaccini deriva infatti una più agguerrita concorrenza tra le case farmaceutiche: se ogni Paese deve intraprendere una vaccinazione di massa contro il Coronavirus, adesso avrà un più ampio margine di negoziazione. Dalla lista pubblicata il vaccino Oxford/AstraZeneca emerge come il più economico, pagato appena €1.78 dall’UE; seguono il vaccino della Johnson & Johnson ($8.50), di Sanofi/GSK (€7.56), di Pfizer/BioNTech (€12), di CureVac (€10) e di Moderna ($18). La differenza di prezzo è principalmente dovuta ai contributi già versati per lo sviluppo del singolo vaccino: così l’Unione Europea, avendo devoluto finanziamenti importanti per vaccini come quello della AstraZeneca, li pagherà ad un prezzo inferiore rispetto a quelli di Pfizer/BioNTech o di Moderna, esclusi invece dall’investimento. Parallelamente gli Stati Uniti, più avidi di contributi, pagheranno un prezzo maggiorato (ad esempio, $4 a dose per vaccino Oxford/AstraZeneca).

Armenia: marcia in memoria delle vittime del Nagorno-Karabakh

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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha inaugurato tre giorni di lutto nel Paese, mettendosi alla guida di una marcia in memoria delle numerose persone che hanno partecipato alla guerra con l’Azerbaigian nelle ultime sei settimane perdendovi la vita. La manifestazione si inserisce in un clima politico ad alta tensione: l’opposizione ritiene infatti che Pashinyan abbia tradito la causa nazionale, avendo accettato un accordo “umiliante” dalle forze azere, e ne chiede le dimissioni. Il ministro difende la propria decisione come l’unica possibilità di sopravvivenza dell’Armenia nella regione del Karabakh.

Messico, un treno minaccia la foresta: gli indigeni ricorrono alla giustizia

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1.500 chilometri di rotaie che attraverseranno il Messico dal sud fino ai Caraibi ad est. È questo il progetto annunciato dal Presidente Messicano Obrador. Il Treno Maya, un’opera importante, da realizzare in tempi brevissimi, che potrebbe costare tra i 6 e i 7 miliardi di dollari. L’opposizione dei popoli indigeni non si è fatta attendere. Secondo i membri del Consiglio Regionale Indigeno e Popolare di Xpujil, l’opera minerebbe il diritto all’ambiente pulito sancito dall’articolo 4 della Costituzione messicana. La valutazione d’impatto ambientale del progetto sembrerebbe confermare i loro timori. L’opera prevede, solo nella prima fase dei lavori, la deforestazione di 80 ettari di verde, una superfici pari a 1.120 campi di calcio. Il taglio – si specifica – sarà compensato da un programma di riforestazione e ripopolamento delle specie coinvolte.

L’impatto della costruzione delle rotaie, comunque, interesserà diverse riserve naturali dove vivono 280 specie di uccelli e 50 di rettili. Senza contare le conseguenze dei “poli di sviluppo” previsti attorno alle 19 stazioni della tratta. “Non vogliamo trasformarci in una nuova Cancún che già si è presa tutto il cibo che produciamo lasciandoci solo nuda foresta”, ha denunciato il leader indigeno Geno. I tribunali hanno respinto per due volte i ricorsi avanzati dai gruppi etnici locali. Un terzo, è stato mandato alla Corte Suprema ma se anche questo avesse esito negativo lo scontro si trasferirà probabilmente lungo la ferrovia.

Narcomarketing: i cartelli messicani usano Tik Tok per attrarre i ragazzi

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Animali esotici, armi, pile di banconote, auto costose: così i cartelli messicani si mostrano su TikTok, raccogliendo centinaia di migliaia di visualizzazioni. La rappresentazione online della narcocultura avviene da più di un decennio. All’inizio, i video erano violenti ed espliciti. Ma TikTok ha dato una nuova dimensione al genere della narcocultura: molti video vengono realizzati per mostrare ai giovani messicani i potenziali benefici dell’adesione al traffico di droga. Tra musica e qualche passo di danza, i video diventano attraenti e virali. Dopo che il video di un inseguimento in motoscafo è diventato virale sulla piattaforma, i contenuti hanno iniziato a dilagare anche negli Stati Uniti. Una portavoce di TikTok ha detto che la società si è impegnata a collaborare con le forze dell’ordine per combattere l’attività criminale organizzata e che rimuove contenuti e account che promuovono attività illegali.

Che siano propriamente i cartelli o solo gli aspiranti gangster a produrre e condividere questo genere di contenuti, l’obiettivo finale è lo stesso: attirare giovani reclute. Alejandra León Olvera, antropologa dell’Università di Murcia in Spagna che studia la presenza dei gruppi della criminalità organizzata sui social media, definisce l’operazione come “narcomarketing“. Si tratta insomma di una campagna di propaganda, progettata per mascherare la violenza (il Messico solo lo scorso anno ha registrato 34.582 omicidi) e mostrare uno stile di vita appetibile per i ragazzi.

Inchiesta nomine, la sindaca di Roma Virginia Raggi assolta anche in appello

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La sindaca di Roma Virginia Raggi è stata assolta in appello nell’ambito del processo sull’inchiesta nomine. Raggi era stata assolta anche in primo grado, ma la Procura Generale aveva chiesto una condanna a dieci mesi per l’accusa di falso in relazione alla nomina di Renato Marra – fratello dell’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra – a capo del Dipartimento Turismo del Comune di Roma. Il processo di primo grado era iniziato nel giugno del 2018. Raggi aveva dichiarato ufficialmente al responsabile dell’anticorruzione di aver nominato Marra in autonomia.

Clima, il Pakistan ha deciso di piantare 10 miliardi di alberi in 3 anni

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Il Pakistan ha deciso di piantare 10 miliardi di alberi entro il 2023. Il piano di riforestazione del Paese  è uno dei più massicci al mondo e  al momento si trova nella prima fase di attuazione. Come annunciato dal governo di Imran Khan, infatti, con un costo di 650 milioni di dollari circa, ha iniziato a piantare 3,25 miliardi di piante.

Secondo l’Onu, il Pakistan è tra i 6 Paesi che scontano il maggior impatto del cambiamento climatico. La sua copertura forestale è tra le più basse del pianeta: circa il 5%, rispetto a una media del 31. Per rimediare al rischio di siccità, si è deciso di piantare alberi che hanno bisogno di poca acqua: l’azadirachta indica, ad esempio, è un mogano a crescita rapida che in genere non va annaffiato dopo i primi cinque anni di vita.

Il primo ministro Khan ha già creato 9 parchi nazionali nuovi. Sono le prime operazioni di rimboschimento da quando il Pakistan è diventato indipendente (1947). Come governatore della provincia di Khyber-Pakhtunkhwa, aveva aumentato la copertura forestale della regione del 7% in 5 anni. Il 9 agosto scorso, poi, ha chiesto a tutti i cittadini di piantare un albero, con l’obiettivo di piantarne 3,5 milioni in quella giornata. Tuttavia, la necessità di nutrire la quinta Nazione più popolosa al mondo (oltre 200 milioni di persone) spinge a destinare la terra a coltivazioni più redditizie (cotone).

Nigeria, giovane kamikaze si fa esplodere causando tre morti

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Una giovane kamikaze – di circa 17 anni – si è fatta esplodere nel villaggio di Kodunga in Nigeria, fuori dalla casa di un capo locale del Borno, dove era radunato un gruppo di uomini. Lo riferiscono fonti della sicurezza e umanitarie. Nell’attentato sono rimaste uccise tre persone e ferite gravemente due, secondo quanto ha detto all’Afp l’operatore umanitario Abubakar Mohammed. Nella zona dell’attentato, il nord-est della Nigeria, il gruppo di terroristi islamici di Boko Haram ha intensificato gli attacchi negli ultimi mesi.

 

Filippine: una tempesta causa 2 morti e centinaia di sfollati

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Almeno 2 persone sono morte dopo che una tempesta si è abbattuta sull’isoletta di Lapu-Lapu, nelle Filippine. In foto circolate sui media e sui social si vedono pile di bambù e di legno, trascinate dalla furia del vento e dell’acqua. Nella provincia di Mindanao, inoltre, almeno 13 villaggi (circa 1.500 persone) hanno evacuato le loro case come misura precauzionale.

Il Parlamento danese ha deciso che il sesso senza consenso è stupro

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Il 17 dicembre il parlamento danese ha approvato la legge che, a partire dal primo gennaio del 2021, riconosce che il sesso senza consenso è stupro. In pratica, sarà punito come stupro ogni rapporto sessuale in cui una delle persone coinvolte non sia stata d’accordo a farlo. La nuova norma ha ottenuto 96 voti a favore e nessun contrario. Prima di questa legge si parlava di stupro solo quando i rapporti sessuali avvenivano in seguito e con minacce, violenze o restrizioni. Adesso, invece, l’attenzione si concentrerà sul consenso delle parti e su come entrambe abbiano reciprocamente manifestato la volontà di fare sesso. Non sulla violenza.

Il cammino che ha portato all’approvazione della legge inizia nel 2008, quando l’associazione Amnesty International dichiarava che in Danimarca ci fossero troppe poche condanne per stupro e che solo 4 denunce su 10 arrivassero davanti ad un giudice. Invece, secondo dati del ministero della Giustizia, ogni anno in Danimarca 11.400 donne sono sottoposte a stupro o a tentato stupro. Includendo i casi che non conosciamo o non vengono denunciati, i numeri potrebbero raddoppiare. Nel 2019, ad esempio, ci sono state 1017 denunce di stupro, con solo 80 condanne effettive. La Danimarca è il dodicesimo Paese dell’Unione europea ad adottare una legge basata sul consenso e si aggiunge ad una lista di cui fanno già parte Irlanda, Germania, Gran Bretagna, Grecia e Belgio.