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Brasile, l’ultima follia di Bolsonaro: vuole un’autostrada attraverso l’Amazzonia

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Una nera striscia d’asfalto lunga centocinquantuno chilometri che taglia in due l’Amazzonia e mina l’ecosistema, devasta flora e fauna, manomette le risorse acquifere, infligge l’ennesima ferita al grande polmone verde ed ai suoi abitanti: ecco l’ultima follia di Jair Bolsonaro, al capo di un governo che anche quest’anno registra il più alto tasso di deforestazione del 2010. Il Presidente del Brasile vuole ora la costruzione di una nuova arteria “transoceanica”, ovvero una diramazione dell’autostrada BR-364 tra il Brasile ed il Perù. Progetto estremamente costoso in termini ambientali, che già solleva numerose critiche: si temono conseguenze catastrofiche per l’Amazzonia, già duramente colpita da una massiccia deforestazione. Un rapporto pubblicato da Estado de São Paulo descrive uno scenario apocalittico, con piante rase al suolo, animali in fuga, sconvolgimenti degli equilibri geologici. Particolarmente gravi i danni previsti per i corsi d’acqua: la strada attraverserebbe una delle più importanti fonti idriche del bacino amazzonico, comportando il prosciugamento delle sorgenti sotterranee.

Un coro di proteste si sollevata da associazioni ecologiste e almeno tre intere tribù indigene, Nukini, Jaminawa e Popyanawa, messe in allarme dal progetto che finirà col distruggere il loro habitat e metterà a secco i loro villaggi. “Ciò di cui abbiamo bisogno è lasciare la foresta in piedi”, dichiara il leader indigeno Luis Puwe Puyanawa. L’autostrada segherebbe il cuore del parco naturale de La Serra, una delle regioni più ricche di biodiversità con 139 specie di mammiferi ed oltre 400 uccelli.

Firenze, ritrovati tre cadaveri in casa

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I cadaveri di una donna e di due figli adulti sono stati trovati in una casa a Figline Valdarno, a Firenze. Secondo le prime informazioni, i decessi risalgono ad un mese e mezzo fa: alla morte della madre per una malattia oncologica sono seguite quelle dei figli per eccessiva assunzione di medicinali e ferite da accoltellamento. Si vaglia l’ipotesi del suicidio di entrambi e quella dell’omicidio della sorella da parte del fratello, seguito dal suicidio di quest’ultimo.

Dal Giappone satelliti in legno per eliminare la spazzatura spaziale

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Satelliti in legno entro il 2023. Questo l’obiettivo di un’azienda giapponese, la Sumitomo Forestry. In collaborazione con l’Università di Kyoto, l’azienda ha annunciato di aver avviato una sperimentazione sulla crescita degli alberi nonché sull’uso di materiali in legno nello spazio. Lo scopo, sarà quello di minimizzare un problema emergente e sempre più consistente: quello dei “rifiuti spaziali“. “Siamo molto preoccupati – ha dichiarato alla BBC Takao Doi, professore all’Università di Kyoto ed astronauta giapponese – tutti i satelliti che rientrano nell’atmosfera terrestre bruciano e creano minuscole particelle di allumina che galleggeranno nell’atmosfera superiore per molti anni”. I satelliti in legno, invece, brucerebbero senza rilasciare sostanze nocive nell’atmosfera ed eviterebbero, inoltre, di far piovere detriti sulla Terra.

Secondo il World Economic Forum (WEF), sono quasi 6.000 i satelliti che orbitano attorno al nostro pianeta. Si stima che circa il 60% di questi siano inattivi e quindi da considerarsi “spazzatura spaziale“. Oltre all’impatto ambientale, questi rifiuti rappresentano un pericolo concreto. Viaggiando ad una velocità di oltre 35mila chilometri orari, possono causare danni considerevoli se impattati, come accadde nel 2006 nel caso della Stazione Spaziale Internazionale. Comunicazione, televisione, navigazione, previsioni meteorologiche, sono solo alcuni dei settori che richiedono un numero sempre più elevato di satelliti in orbita. La società Euroconsult ha stimato che questo decennio verranno inviati nello spazio 990 satelliti all’anno. Entro il 2028 potrebbero esserci quindi 15.000 satelliti in orbita.

Yemen, esplosione in aeroporto all’arrivo del nuovo esecutivo: almeno 16 morti

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Questa mattina all’aeroporto di Aden (Yemen) un aereo con a bordo il nuovo governo di unità nazionale è stato oggetto di un attacco terroristico. Sono state registrate due esplosioni, al momento risultano almeno 16 morti e 60 feriti. L’attacco ancora non è stato rivendicato, probabilmente era teso ad eliminare il nuovo governo di coalizione tra il presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi e i separatisti del Sud del Paese. I ministri stavano tornando ad Aden dopo aver prestato giuramento la scorsa settimana. Ora sono stati trasferiti illesi al palazzo presidenziale.

Le ultime mosse di Trump: approvata vendita di armi per 290 miliardi all’Arabia Saudita

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Il dipartimento di stato degli Stati Uniti ha approvato la vendita di bombe da 290 milioni di dollari all’Arabia Saudita. Si tratta di una delle ultime mosse di Trump prima di lasciare la Casa Bianca. Oltre alle munizioni e bombe GBU-39 di piccolo diametro destinate all’Arabia Saudita, sono previsti elicotteri Apache H-64E al Kuwait, equipaggiamento difensivo contro l’attacco missilistico per l’aereo del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi e attrezzature di mira per aerei da guerra egiziani.

L’approvazione è avvenuta a discapito del Congresso e dell’opinione pubblica fortemente contrari, visto l’altissimo bilancio di civili morti nella guerra in Yemen. Da quando il principe ereditario Mohammed bin Salman è salito al potere, molti attivisti sono stati arrestati o condannati a lunghe pene detentive semplicemente per aver esercitato pacificamente il loro diritto alla libertà di espressione, associazione e assemblea. L’uso della tortura come strumento punitivo rimane comune e diffuso, mentre i responsabili non sono mai chiamati a giustificare i propri comportamenti di fronte alla giustizia. Mercoledì, verrà citato in giudizio il segretario di stato Mike Pompeo. Accusato di aver affrettato la vendita di droni e aerei da combattimenti F35 agli Emirati Arabi Uniti, ignorando l’impatto della legge sul controllo delle esportazioni di armi sulla pace mondiale e la sicurezza degli Stati Uniti. “Verrà richiesta al dipartimento una spiegazione motivata per la sua decisione”.

Dalla Camera via libera a manovra da 40 miliardi

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Via libera alla manovra da 40 miliardi. I sì sono stati 156, i no 124. Tra le misure della legge di Bilancio 2021 entra un pacchetto lavoro, che prevede l’allungamento della cassa integrazione di emergenza di altre 12 settimane. Il blocco dei licenziamenti proseguirà fino al 31 marzo. Previsto anche un “anno bianco” di esonero dei minimali contributivi per tutte le partite Iva e i professionisti più colpiti dalla pandemia. Le misure sul lavoro pesano circa sette miliardi.

Nella manovra c’è anche un pacchetto previdenza. Ne fanno parte la proroga di un anno di Ape sociale e Opzione donna, il prolungamento fino al 2023 dell’isopensione (la misura economica che consente di andare a riposo fino a 7 anni prima di aver maturato il diritto alla pensione) e il recepimento della sentenza della Consulta sulle pensioni d’oro. Tra le altre soluzioni, da luglio verrà reso operativo l’assegno universale per i figli. Il contributo è riconosciuto dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età del figlio e vale fino a un massimo di 200 euro al mese. Inoltre, il superbonus del 110% andrà avanti per altri 6 mesi. Già nelle prossime ore però, potrebbe arrivare un decreto “correttivo” sul tavolo del Consiglio dei ministri un decreto legge per correggere le norme sul cuneo fiscale.

 

Fiumicino, la mareggiata lascia quintali di plastica sulla spiaggia

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La zona del vecchio Faro di Fiumicino, così come tutta la costa, è stata invasa da quintali di plastica dopo la nuova mareggiata. Rifiuti di ogni tipo sparsi sulle scogliere e sulla strada di accesso che, in diversi punti, si presenta sollevata e con l’asfalto divelto. Allagati anche diversi tratti. Fortunatamente, l’area del porticciolo e quella delle barche non hanno subito danni. La nuova ondata di spazzatura, trasportata dalla furia delle onde e del vento che soffiava a 90 chilometri orari, si è andata a sommare a quella che aveva già invaso la zona con le mareggiate di 20 giorni fa.

Nel 2012 ci fu la mareggiata più violenta che ricordi ma questa è stata assai forte” spiega Donato Gemito, titolare del Porticciolo. “Il punto è che, man mano che le mareggiate si susseguono, indeboliscono le scogliere di difesa, rifatte qualche anno fa e che ormai non tengono più”

Il Mar mediterraneo è un bacino quasi chiuso dove le correnti fanno tornare sulle coste l’80% dei rifiuti di plastica. Lo afferma il WWF sottolineando che, per ogni chilometro di litorale, si accumulano oltre 5 kg al giorno di spazzatura. Il mare nostrum ha soltanto l’1% delle acque mondiali, ma contiene il 7% della microplastica globale marina e a pagarne le conseguenze in primis sono gli animali. Sono 134 le specie, che nel Mediterraneo sono vittime dell’ingestione di plastica.

Trovata morta l’imprenditrice Agitu Gudeta

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Agitu Gudeta, nota imprenditrice etiope che lavorava in Trentino, è stata trovata morta ieri sera nella sua abitazione a Frassilongo, in provincia di Trento. Aveva 42 anni ed era arrivata in Italia nel 2010, fuggendo a violenze e persecuzioni da parte del governo etiope. Da qualche anno aveva avviato un’azienda di formaggi e prodotti caprini, la Capra Felice. Per il suo omicidio è stato arrestato il trentaduenne ghanese Adams Suleimani. Secondo i giornali locali, l’uomo avrebbe confessato ai carabinieri di aver colpito Gudeta durante una lite per motivi economici.

L’Italia ha consegnato in sordina una nave militare all’Egitto

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Il 23 dicembre, senza alcun comunicato ufficiale, l’Italia ha consegnato una nave militare all’Egitto. Si tratta della regata multiruolo Fremm Spartaco Schergat – ora ribattezzata “al-Galala” – consegnata da Fincantieri agli ufficiali della Marina Militare dell’Egitto, presso i cantieri del Muggiano a La Spezia. A darne notizia è la Rete Italiana Pace e Disarmo, che denuncia il silenzio del governo italiano. Nessun rappresentante del governo ha partecipato alla cerimonia di consegna e non risultano comunicati ufficiali da parte dei Ministeri coinvolti. L’operazione di vendita fa inoltre parte di una più ampia fornitura militare prevista per l’Egitto.

La fregata consegnata è una delle due originariamente destinate alla Marina Militare italiana, vendute poi all’Egitto senza alcuna comunicazione al Parlamento (che negli anni scorsi aveva approvato lo stanziamento dei fondi per produzione e fornitura alla Marina italiana). La vendita di forniture militari all’Egitto concretizzata senza alcun dibattito in Parlamento è una violazione della legge 185 del 1990. La legge prevede che l’esportazione di armamenti sia vietata “verso i Paesi in stato di conflitto armato […], fatto salvo […] le diverse deliberazioni del Consiglio dei ministri, da adottare previo parere delle Camere”. Risulta inoltre inaccettabile come non si sia tenuta in considerazione la mancata collaborazione delle autorità egiziane nel fare chiarezza sull’omicidio di Giulio Regeni, soprattutto alla luce della recente ricostruzione dei pm di Roma sui nove giorni di torture subite dalla National Security egiziana.

Usa, Pompeo valuta: Cuba inserita tra i paesi sponsor del terrore?

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Mike Pompeo, segretario di Stato Usa, sta valutando l’idea di inserire Cuba tra gli Stati sponsor del terrorismo. Una mossa che, riporta il New York Times, complicherebbe i piani di Biden nell’allentare la pressione americana su L’Avana.

A tre settimane dal giuramento di Joe Biden, Pompeo deve decidere se firmare o meno la bozza. I democratici sono convinti che l’amministrazione Trump voglia usare gli ultimi attimi di presidenza per complicare a Biden il capovolgimento della politica estera di Trump.