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Nei territori indigeni del Sud America deforestazione e violenza avanzano di pari passo

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Tra il 2010 e il 2020, il Sud America ha perso una media di 2,6 milioni di ettari di foresta all’anno. Secondo quanto riportato dall’Onu, è come se il continente avesse rinunciato a un’area delle dimensioni dell’Ecuador, nell’arco di un solo decennio. Non è un dato negativo solo per l’ambiente. In posti in cui il territorio è tutto, sradicarne una parte significa generare un’ondata di violenze. Decine di leader indigeni sono stati ammazzati dagli invasori della terra e trafficanti di droga, nel tentativo di difendere il proprio ambiente. Centinai sono stati intrappolati, minacciati e picchiati. Molte delle comunità sudamericane dipendono dalla foresta per sopravvivere. Strappargli di mano la terra per destinarla, ad esempio, alle coltivazioni di coca, significa condannarli alla fame.

Anche se spesso il governo interviene in loro difesa, gli abitanti del luogo hanno riferito che gli spray usati per sradicare i raccolti illegali, ad esempio, hanno recato danni alle fattorie vicine. Da un punto di vista normativo, pesa per le comunità indigene di tutto il mondo la mancanza di una proprietà fondiaria ufficiale. Questo li rende vulnerabili e spesso impotenti dinanzi alla deforestazione forzata. Sarebbe opportuno, invece, fornire loro assistenza e protezione, perché gli indigeni rappresentano una sorta di barriera, ostacolo alla deforestazione. Basti pensare che negli ultimi anni l’area indigena adibita a coca e marijuana è cresciuta del 22% solo in Perù.

UE, da domani in vigore nuove norme per evitare il traffico di rifiuti plastici

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Migliorare la qualità dei materiali da riciclare, limitare lo smaltimento illegale e ridurre la quantità di rifiuti plastici sversati in mare. Questi alcuni degli obiettivi previsti dalle nuove norme internazionali che entreranno in vigore da domani 1° gennaio 2021. Le norme puntano poi a bloccare il fenomeno del dumping, ovvero, la produzione o l’esportazione di materiali in paesi con vincoli ambientali minori o assenti. E ancora, maggiore trasparenza per i rifiuti in plastica. Per esportare rifiuti plastici, i paesi dovranno dichiarare il contenuto esatto dei carichi, indicando le tipologie di plastiche presenti. Inoltre, le informazioni dovranno essere messe a disposizione dei paesi riceventi prima che partano le spedizioni.

Negli ultimi anni i paesi più sviluppati, dove vigono norme ambientali maggiormente restrittive, hanno spesso alimentato il dumping ambientale. Leggi particolarmente restrittive sul riciclo dei materiali e il trattamento dei rifiuti, hanno spinto questi paesi a spedire, per convenienza economica, determinate tipologie di rifiuti verso paesi terzi, generalmente, in via di sviluppo. Di fatto, complici norme ambientali più blande, alimentando l’inquinamento negli Stati più poveri. Con questo nuovo pacchetto normativo, ci si aspetta quindi che tale fenomeno venga scoraggiato o quantomeno limitato. E che, di riflesso, si assista ad una riduzione dei rifiuti in plastica sversati in mare, potendo i paesi in via di sviluppo gestire meglio i processi di smaltimento.

 

Brexit, Spagna e Regno Unito trovano accordo su Gibilterra

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Spagna e Regno Unito hanno trovato un accordo sul futuro di Gibilterra, in vista dell’uscita del Regno Unito dall’UE. La colonia britannica in territorio spagnolo, pur uscendo effettivamente dall’Unione, sarà inclusa nell’area Schengen. Ciò significa che in futuro non ci saranno più controlli alla frontiera con la Spagna. Non è ancora chiaro quando l’accordo entrerà in vigore, ma è probabile che verrà incluso nel testo definitivo sull’accordo commerciale fra Regno Unito e Unione Europea ai primi di gennaio.

Cina e UE, dopo 7 anni di trattative siglato un grande patto per gli investimenti

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La Cina e l’Unione Europea hanno concluso i negoziati per l’Accordo globale sugli investimenti, ponendo fine alle trattative durate sette anni. L’obiettivo dell’accordo è quello di consentire a Cina e UE un maggior accesso ai rispettivi mercati e una competizione equa. Prevede inoltre piena attuazione degli accordi di Parigi in materia di clima e ambiente. L’intesa è stata raggiunta durante una video conferenza tenutasi il 30 dicembre e co-presieduta dal presidente cinese Xi Jinping, dal presidente del Consiglio europeo Charles Michael, e dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Erano presenti anche la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron. L’accordo, che dovrà prima essere ratificato dal Parlamento UE, dovrebbe entrare in vigore nel 2023. 

Nel raggiungimento dell’accordo, due questioni sono state maggiormente dibattute. La prima riguardava gli investimenti cinesi nel mercato energetico europeo, in particolare in quello nucleare. In base all’accordo, la Cina avrà un accesso limitato al settore dell’energia dell’UE. Le due parti attueranno progetti di cooperazione volti a combattere il cambiamento climatico. L’altra era la questione dei diritti dei lavoratori e dei diritti umani: la Cina è sospettata di sottoporre la minoranza degli uiguri a lavori forzati. L’intesa permetterà di regolare le imprese statali cinesi e la trasparenza nei sussidi. L’UE ha dichiarato che la Cina implementerà le convenzioni dell’Organizzazione internazionale del lavoro delle Nazioni Unite.

Siberia, lo scioglimento del permafrost restituisce animali preistorici ben conservati

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È accaduto nell’estremo nord della Russia. Un rinoceronte lanoso dell’era glaciale ben conservato con molti dei suoi organi interni ancora intatti è stato recuperato, dopo lo scongelamento del permafrost, in Yakutia ad agosto. Lo hanno riferito i media russi, affermando che gli scienziati stanno aspettando che le strade ghiacciate della regione diventino percorribili, per consegnare l’animale a un laboratorio che lo studi a gennaio. La carcassa, infatti, è tra gli esemplari meglio conservati del rinoceronte lanoso trovati fino ad oggi. La maggior parte dei tessuti molli era ancora intatta, inclusi alcuni capelli, l’intestino e una massa di grasso. Il corno dell’animale era a fianco della sua carcassa.

Yakutia 24 TV ha citato Valery Plotnikov, un paleontologo della sezione regionale dell’Accademia delle scienze russa, dicendo che il rinoceronte lanoso aveva probabilmente 3 o 4 anni quando è morto. Gli scienziati hanno datato la carcassa da 20.000 a 50.000 anni fa. Una datazione più precisa sarà però possibile una volta che gli studi sul radiocarbonio (utilizzato per la datazione dei fossili) potranno essere effettuati in laboratorio.

Negli ultimi anni, in vaste aree della Siberia, a causa del riscaldamento globale ci sono state scoperte significative di mammut, rinoceronti lanosi e cuccioli di leone delle caverne.  Un puledro di 42.000 anni noto come cavallo Lena, ad esempio, è stato trovato nel permafrost del cratere Batagaika. 

Pakistan, la folla attacca e incendia un tempio induista

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Una violenta folla religiosa ha appiccato il fuoco a un tempio indù nel villaggio di Teri, nella regione pakistana di Khyber Pakhtunkhwa. Migliaia di persone, presumibilmente guidate da religiosi islamici, mercoledì 30 dicembre hanno estratto i mattoni dai muri e incendiato il tempio, tentando di farlo crollare. Nessuno era nel tempio in quel momento. La rabbia si è sviluppata dopo la costruzione di una piccola proprietà accanto al tempio che i residenti locali credevano fosse un’espansione non autorizzata del santuario.

Il santuario costruito nel 1919, prima della divisione tra India e Pakistan, era stato recentemente ristrutturato dopo un ordine della Corte suprema. “È stato magnificamente ristrutturato e il lavoro è piaciuto alla comunità, ma è sempre stato minacciato dagli estremisti che l’hanno distrutto l’ultima volta”, ha dichiarato un residente locale. Il Pakistan si è spesso dimostrato ostile alla sua minoranza indù per tale motivo, i luoghi di culto indù sono sempre stati vandalizzati o bersagliati da atti di violenza. All’inizio di quest’anno un tempio indù a Karachi è stato vandalizzato dopo che un ragazzo indù locale era stato accusato di blasfemia. Inoltre, a luglio alcuni attivisti islamici avevano portato in giudizio il primo tempio indù a Islamabad bloccandone la costruzione. Ciononostante, la scorsa settimana il Consiglio di ideologia islamica ha concesso il proseguimento dei lavori.

Hong Kong, nuovo arresto per il magnate Jimmy Lai

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Lo scorso 23 dicembre Jimmy Lai, magnate dei media e attivista pro-democrazia di Hong Kong, era stato rilasciato su cauzione e posto ai domiciliari. È stato nuovamente arrestato dopo che la Corte suprema ha revocato la concessione dei domiciliari. Lai, molto critico nei confronti dell’autorità di Pechino, era già stato arrestato ad agosto con l’accusa di attentato alla sicurezza nazionale e frode. Rilasciato su cauzione era stato riarrestato il 3 dicembre.

Napoli, sparatoria alla vigilia di Capodanno: un morto e un ferito

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All’1:15 due persone ferite da colpi di arma da fuoco sono state trasportate al pronto soccorso. L’uomo era ormai privo di vita, mentre il più giovane è stato ferito al fianco sinistro.I carabinieri di Napoli indagano sulla vicenda a partire dalla ricostruzione delle ultime ore di vita del 40enne. La vittima dell’agguato è Ciro Caiafa, 40 anni, padre di Luigi, 17enne ucciso lo scorso 4 ottobre in via Duomo in un conflitto a fuoco contro agenti della polizia mentre tentava una rapina a mano armata. Il ferito non è in pericolo di vita.

Clima, 2020 anno terribile nonostante il lockdown: i numeri di una catastrofe

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Il 2020 è stato il terzo anno più caldo di sempre e in Italia ha causato 239 eventi estremi, in crescita rispetto ai 186 registrati nel 2019. L’Organizzazione Meteorologica Mondiale dell’Onu (Wmo) ha lanciato un allarme ancora più preoccupante: c’è il 20% di probabilità che venga superata la soglia degli 1,5°C di riscaldamento globale già nel 2024. Per questo motivo la Conferenza sul Clima del prossimo anno (quella del 2020 è stata rimandata causa Covid-19) diventerà ancora più importante.

In Italia abbiamo assistito ad un inizio anno di siccità con il fiume Po ed i laghi nordici ai livelli minimi. La seconda metà del 2020, invece, è stata contraddistinta da piogge sopra la media e rilevanti danni. Nel complesso, l’anomalia termica è stata di +1.5°C, la sesta più elevata degli ultimi 60 anni.

I cambiamenti climatici si vedono già negli effetti, sempre più frequenti, di fenomeni meteorologici estremi. Il ghiaccio marino nell’Artico, ad esempio, è cresciuto ad un ritmo così lento che il 2020 ha visto l’estensione più bassa registrata in ottobre dall’inizio delle osservazioni satellitari (1979). La ragione sta nelle concentrazioni di CO2 in atmosfera che, nonostante i lockdown di quest’anno, hanno stabilmente superato le 412 ppm. Per fare un confronto, nel 1997, anno della firma del trattato di Kyoto, oscillavano tra 360 e 366 ppm. Sono tanti i processi in corso e tutti stanno dimostrando che il cambiamento sarà irreversibile.

 

 

Nuova scossa di terremoto in Croazia, magnitudo 4

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Una nuova scossa di terremoto di magnitudo 4 è stata registrata alle 4:33 nel centro della Croazia. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia italiano ha avuto epicentro non lontano da Petrinja e ipocentro a 10 km di profondità. La cittadina era già stata colpita dal sisma di martedì (magnitudo 6.4) che ha causato 7 morti e decine di feriti. Diverse le repliche con magnitudo fino a 5.

Continuano le ricerche dei soccorsi per trovare i dispersi tra le macerie.