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Sparatoria in Colorado: morte 10 persone

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A Boulder, in Colorado, un uomo è entrato in un supermercato “King Soopers” ed ha aperto il fuoco. Secondo il capo della polizia, Maris Herold, ben 10 persone hanno perso la vita, tra cui anche un agente. Sempre la Herold ha dichiarato che, peró, ci sarà bisogno di almeno 5 giorni per completare le indagini sul posto e fare chiarezza sul movente della strage.

UE approva sanzioni contro Cina per diritti umani

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L’Unione Europea ha varato sanzioni per quattro ufficiali cinesi della regione dello Xinjiang per le violazioni dei diritti umani sulla minoranza musulmana degli uiguri. Misure analoghe dovrebbero essere approvate nelle prossime ore anche da Usa, Canada e Gran Bretagna. Non si è fatta attendere la reazione del governo cinese, il cui ministro degli Esteri ha annunciato che Pechino ha varato a sua volta sanzioni contro «10 persone e 4 entità dell’Ue che danneggiano gravemente la sovranità e gli interessi della Cina e diffondono maliziosamente menzogne e disinformazione».

La filiera dell’olio di palma è diventata più sostenibile, grazie ai cittadini

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L’olio di palma ora grava meno sulla deforestazione del Pianeta. Lo ha dimostrato l’ultimo report annuale dell’ente no-profit Carbon Disclosure Project (CDP). Il documento, elaborando i dati forniti da 687 aziende, ha fatto il punto su tracciabilità ed impegni per rimuovere la deforestazione dalla catena del valore. L’obiettivo di eliminarla entro il 2020 – è emerso – non è stato raggiunto. Ma le campagne di sensibilizzazione hanno avuto gli effetti sperati. L’industria della palma da olio, complici la pressione mediatica e l’impegno dei cittadini, infatti, è risultato l’unico settore in miglioramento. Male, invece, il business dell’allevamento e delle piantagioni di soia. Il 93% delle aziende nel 2020, comunque, ha attuato almeno una delle misure consigliate per limitare la deforestazione.

Palma da olio, prodotti in legno, allevamento, soia, gomma naturale, cacao e caffè, sono i settori che più di tutti concorrono alla deforestazione globale. Le coltivazioni di palma da olio, in particolare, sono state a lungo considerate la principale causa di disboscamento in tutto il mondo. Le aree più colpite sono il Borneo e l’isola indonesiana di Sumatra. Solo in quest’ultima si stima che oltre 123mila chilometri quadrati di terreno siano dedicate alla coltivazione della palma da olio. Le campagne mediatiche e di pressione che negli ultimi anni hanno investito l’olio di palma, tuttavia, hanno rimodellato le scelte dei cittadini e, di conseguenza, il mercato.

Messico, migliaia di minori sono bloccati alla frontiera con gli Stati Uniti

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Nelle ultime settimane la crescente crisi economica ha fatto sì che migliaia di adolescenti non accompagnati provenienti dal Messico, abbiano attraversato il confine statunitense. La stima è di oltre 14.000 minorenni di cui una metà è costituita da bambini anche molto piccoli, spesso in precarie condizioni di salute. A differenza della vecchia amministrazione, il nuovo presidente Joe Biden ha deciso di sospendere le espulsioni e ha offerto loro protezione, ospitandoli in rifugi gestiti dal ministero della Sanità, in attesa di affidarli a un genitore o a un parente residente negli Stati Uniti. Il processo però è lungo e tanti bambini sono costretti ad aspettare molto oltre le 72 ore previste dalla legge. Questo fa sì che la situazione non sia migliorata ed anzi il numero di minorenni bloccati al confine aumenti esponenzialmente. Nelle strutture i posti disponibili sono stati ridotti per la pandemia e questo accrescendo la pressione su un sistema di accoglienza già al collasso.

Per arginare il problema, Biden ha deciso di inviare al confine con il Messico la FEMA, la protezione civile statunitense, per organizzare alloggi in strutture religiose e da campo. Secondo le stime di un’inchiesta del Wall Street Journal, oltre al crescente numero di minorenni, soltanto nel mese di febbraio 2021, più di 100.000 migranti illegali sono in stato di fermo ai confini statunitensi. Se la situazione non verrà risolta in breve tempo, il neo presidente si troverà di fronte a una crisi umanitaria e politica senza precedenti.

Turchia: ancora proteste contro il ritiro dalla Convenzione di Istanbul

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In Turchia proseguono le proteste dopo che il presidente turco, Erdogan, ha deciso di abbandonare la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne. Le associazioni femministe hanno dichiarato che, a partire da oggi, si terranno nuove manifestazioni ad Istanbul e, nella giornata di sabato, una grande protesta avrà luogo a Kadikoy, un comune situato situato nella parte asiatica della città. Inoltre, tutti i giorni alla 21:00 le donne protesteranno dai balconi delle case sbattendo padelle e pentole.

Oggi in Italia c’è il primo sciopero di tutti i lavoratori Amazon

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Oggi, in Italia, si terrà il primo sciopero nazionale di tutto il personale Amazon. In totale sono 40.000 i lavoratori che aderiranno alla protesta, di cui 31.000 facenti parte della filiera legata al colosso dell’e-commerce e 9000 addetti al magazzino. Lo sciopero è stato organizzato da alcuni sindacati e le proteste avranno luogo davanti agli edifici, ai magazzini ed ai centri Amazon di tutta Italia. Amazon non è realmente disposto a venire incontro alle esigenze dei lavoratori e, perciò, i dipendenti questo lunedì oltre a non consegnare i pacchi chiedono ai clienti di non effettuare acquisti nella giornata di oggi per creare un importante disagio all’azienda. La richiesta è di diminuire l’orario lavorativo a 39 ore settimanali nonché di ridurre i ritmi di lavoro. Inoltre, si pretende un aumento della retribuzione e contratti a tempo indeterminato per i vari lavoratori precari. Al momento l’orario di lavoro è di 44 ore a settimana con un solo giorno di riposo. In più, i primi 3 giorni di malattia non vengono pagati ed i magazzinieri vengono osservati costantemente dalle telecamere, mentre i drivers, controllati tramite GPS, sono obbligati a lavorare per ben 26 domeniche all’anno.

Amazon quest’anno ha aumentato di molto i suoi guadagni, concludendo il quarto trimestre del 2020 con un fatturato record: 125,56 miliardi di dollari. Ma nonostante ciò i dipendenti lavorano in condizioni alquanto discutibili ed hanno salari bassi. In tal senso, dati del governo degli Stati Uniti rivelano che 4000 lavoratori Amazon, di cui il 70% svolge la professione a tempo pieno, sono costretti a richiedere dei buoni pasto che vengono dati alle persone con problemi economici.

Birmania: 250 vittime dall’inizio delle proteste contro il golpe

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Sono 250 i manifestanti rimasti uccisi per mano di esercito e polizia dall’inizio delle proteste popolari contro il golpe che il 2 febbraio scorso ha portato i militari al potere in Birmania. È quanto denuncia l’Associazione per l’assistenza ai prigionieri politici. Ieri si sono verificati altri due casi: un manifestante è stata ucciso dalle forze di polizia a Monywa, un altro è caduto dal quinto piano di un palazzo a Yangon mentre tentava di fuggire durante un’irruzione dai militari.

La Spagna testerà la settimana lavorativa di 4 giorni

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La Spagna sarà il primo paese europeo a testare la settimana lavorativa di 4 giorni. Si tratta di un progetto pilota lanciato dal partito progressista Más País e pensato per tutelare maggiormente il benessere psicologico dei lavoratori. Il progetto di transizione coinvolge 200 aziende e migliaia di lavoratori. Durerà tre anni e sarà in larga parte finanziato dallo stato. Uniche condizioni: che gli stipendi non siano ridotti e che nessun lavoratore sia licenziato.

Il quantitativo di ore di lavoro settimanali non ha una relazione chiara con la produttività. Ha invece una correlazione con assenteismo, stress e burnout e persino con l’inquinamento. Per questo il partito di sinistra Más País ha proposto di passare da una settimana lavorativa di 40 ore ad una di 32, distribuite in 4 giorni. Si tratta di uno dei primi paesi del mondo a fare una proposta così radicale. Il progetto ha suscitato reazioni entusiaste presso i sindacati, ma è stato accolto con più freddezza dagli imprenditori e soprattutto dalla destra. La Spagna è uno dei paesi europei in cui si lavora più duramente, ma con pochi effetti sulla produttività. Con l’iniziativa, il leader di Más País Errejón vuole dimostrare che si può lavorare meno e allo stesso tempo meglio. Per il primo anno, lo stato coprirà i costi della transizione per il 100%, diminuendo poi gradualmente nel corso dei due anni successivi.

Israele: proseguono le proteste contro il primo ministro Netanyahu

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A Gerusalemme migliaia di persone hanno nuovamente protestato contro il primo ministro, Benjamin Netanyahu. Le proteste sono iniziate nel mese di giugno ed hanno ad oggetto la richiesta, da parte dei contestatori, delle dimissioni del premier imputato per corruzione. Tutto ciò a soli 2 giorni dalle elezioni politiche in Israele, che si terranno nella giornata di martedì.

Turchia: abbandonata Convenzione contro violenza sulle donne, proteste a Istanbul

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In seguito alla decisione della Turchia di ritirarsi dalla Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne, migliaia di persone, soprattutto donne, hanno manifestato proprio ad Istanbul per esprimere il loro dissenso. Queste ultime hanno invocato a gran voce le dimissioni del presidente turco, Erdoğan, il quale ha ritenuto che la Convenzione incoraggiasse il divorzio e minasse l’unità familiare, ponendosi in contrasto con i valori conservatori della Turchia.