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Caschi Bianchi: chi sono “i buoni” foraggiati dall’Occidente in Siria

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I Paesi Bassi hanno indagato su frodi condotte dalla Mayday Rescue Foundation, l’ente che ha finanziato i “Caschi Bianchi” (o “Elmetti Bianchi”) siriani con oltre 120 milioni di dollari in contratti governativi da parte di vari paesi occidentali. Mayday Rescue Foundation ha svolto gravi irregolarità finanziarie ma alti funzionari lo hanno coperto rifiutando di informare i legislatori e persino ignorando le raccomandazioni dei propri regolatori. La preoccupazione era quella di esporre la corruzione di Mayday e che potesse danneggiare gli sforzi di cambio di regime voluto dall’occidente per la Siria, macchiando l’immagine benevola dei Caschi Bianchi che era stata accuratamente costruita nel corso di anni di costante promozione e propaganda.

Le campagne mediatiche di propaganda con filmati creati ad hoc e filmografie hanno ritratto i “Caschi Bianchi” come un nobile gruppo filantropico di volontari dediti a salvare vite civili. In realtà, l’organizzazione funzionava come infrastruttura civile e medica de facto in aree della Siria controllate da insorti teocratici salafiti-jihadisti. I paladini delle istanze occidentali operavano esclusivamente in aree gestite dall’opposizione armata siriana, e collaboravano ampiamente con estremisti, tra cui l’ISIS e al-Qāʿida. In numerose occasioni, i Caschi Bianchi sono stati persino filmati durante le esecuzioni pubbliche condotte nei territori occupati dall’ISIS o gruppi affini. Essi hanno anche aiutato la Turchia di Erdogan – membro della NATO – ad invadere il nord della Siria, nelle zone a prevalenza curda ove poi si è subito insediato l’esercito turco.

I finanziamenti ai Caschi Bianchi sono arrivati dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, dall’Olanda, dalla Danimarca, dalla Germania e dal Canada. Alla metà dello scorso anno, il servizio centrale di controllo olandese ha consigliato al governo di recuperare oltre 3,6 milioni di euro che aveva dato a Mayday poiché non era affatto sicuro che quei soldi fossero stati spesi per gli scopi dichiarati. Il governo olandese, però, non ha chiesto indietro i soldi. Il Ministro olandese per il Commercio estero e la Cooperazione allo sviluppo, Sigrid Kaag, si è limitato a sospendere il pagamento residuo del contratto, pari a 57.000 euro.

Nel novembre del 2019, il fondatore di Mayday Rescue Foundation, James Le Mesurier – ex ufficiale dell’intelligence militare britannica, poi appaltatore privato – confessa l’enorme corruzione e le scorrettezze finanziare che ruotano attorno alla fondazione che si occupa di foraggiare e sponsorizzare i Caschi Bianchi. Tre giorni dopo Le Mesurier muore in Turchia in circostanze ancora tutte da chiarire mentre era in corso all’OPCW (Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche) l’insabbiamento delle indagini per stabilire chi avesse veramente utilizzato armi chimiche per cui è stato subito accusato il presidente siriano Assad (per cercare il pretesto di una guerra aperta e non solo per procura).

Da quel momento, i funzionari e i politici dei governi occidentali si sono prodigati per coprire e non far scoppiare lo scandalo che avrebbe screditato coloro che erano stati elevati ad “eroi” che combattevano il male assoluto. Gli olandesi sono stati i più attivi nel tentare di tenere la cosa nascosta, visto che Mayday ha sede ad Amsterdam e tutte le transazioni sono passate dai conti olandesi.

Nonostante ciò, sia l’Olanda – dopo un breve periodo di interruzione – sia gli altri paesi occidentali hanno continuato il finanziamento di tale organizzazione. Non solo. Altre organizzazioni in sostegno al “cambio regime” sono nel frattempo sorte: è il caso della Commissione per la giustizia e la responsabilità internazionale (CIJA). Anche CIJA gode di ingenti finanziamenti da parte dei paesi occidentali e anche tale organizzazione no-profit ha collaborato a stretto contatto con al-Qaeda.

Nel marzo di quest’anno, 5 ex funzionari dell’OPCW hanno chiesto di tornare ad indagare e affrontare l’insabbiamento avvenuto riguardo l’utilizzo di armi chimiche nella città siriana di Douma.

Sebbene la pandemia abbia spazzato via ogni narrazione precedente ed abbia preso il sopravvento su ogni cosa nell’informazione e nell’infotainment, la sanguinosa sceneggiata in Siria continua.

[di Michele Manfrin]

 

Israele: lavoratori porto Ravenna, “Non imbarcheremo armi”

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«I lavoratori del porto di Ravenna si rifiuteranno di caricare armi, esplosivi o altro materiale bellico». Lo annunciano Cgil, Cisl e Uil e le loro categoria dei trasporti, Filt, Fit e Uiltrasporti. I sindacati sono venuti conoscenza di una nave che ormeggerà al porto di Ravenna per imbarcare alcuni container contenenti materiali bellici. Il carico dovrebbe essere sbarcato in un porto israeliano.

Ancora tensioni a Melilla

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Per la quarta notte consecutiva, a Melilla – enclave spagnola in Marocco – decine di persone hanno tentato di superare le barriere che segnano il confine tra il Paese nordafricano e la Spagna. Nella notte è intervenuto anche l’esercito che ha aiutato la polizia e la Guardia Civil a tamponare il confine. Trenta persone sarebbero riuscite a passare.

I vaccini anti-Covid hanno già creato almeno 9 nuovi multimiliardari

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I vaccini anti-Covid stanno portando un’enorme mole di profitti nelle mani di un manipolo di persone. Sono bastati pochi mesi di distribuzione, infatti, ai manager di spicco delle aziende coinvolte per entrare nell’esclusivo club dell’élite mondiale, quella con patrimoni superiori al miliardo di dollari. Complessivamente questi nove miliardari dei vaccini hanno raggiunto un patrimonio stimato in 19.3 miliardi (15,8 miliardi di euro), stima che sarebbe sufficiente per vaccinare 1,3 volte ogni cittadino dei paesi a basso reddito del mondo. È la stima prodotta dal gruppo The People’s Vaccine Alliance, una rete di organizzazioni ed attivisti che si battono per l’abolizione dei brevetti.

Al primo posto tra i nuovi miliardari dei vaccini c’è Stéphane Bancel, amministratore delegato di Moderna con un patrimonio netto di 4,3 miliardi di dollari; lo segue Ugur Sahin, Ad e cofondatore di BioNTech, l’azienda tedesca di biotecnologia che ha sviluppato il vaccino Pfizer, con un patrimonio netto di 4 miliardi di dollari; terzo Timothy Springer, immunologo, professore di Harvard e tra i principali azionisti di Moderna con 2,2 miliardi di dollari; seguono Noubar Afeyan, presidente di Moderna (1,9 miliardi); Juan Lopez-Belmonte, presidente della ROVI, società spagnola che produce i vaccini Moderna (1,9 milardi); Robert Langer, ingegnere chimico statunitense e azionista di Moderna (1,6 miliardi); Zhu Tao, Qiu Dongxu e Mao Huinhoa cofondatori della CanSino Biologics, il colosso produttore del vaccino monodose cinese (rispettivamente 1,3, 1,2 e 1 miliardi).

Oltre a questi nuovi ricchi, otto persone che erano già miliardarie hanno visto aumentare la loro ricchezza combinata di 32,2 miliardi di dollari grazie al lancio dei vaccini.

Tregua tra Israele e Gaza

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Dopo 11 giorni di conflitto, Israele e Gaza hanno dichiarato il “cessate il fuoco” a partire da stamani. Il gabinetto di sicurezza israeliano ha votato a favore della tregua che mette fine all’operazione “Guardiano delle Mura” nella Striscia di Gaza. Hamas aderisce all’accordo per la tregua e rivendica la vittoria.

Spazio: è stata scoperta acqua liquida all’interno di un meteorite

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Che l’acqua potesse essere rintracciata anche all’interno di meteoriti era cosa ipotizzata, e data quasi per certa, da tempo all’interno della comunità scientifica. Ma trovarla veramente rappresenta un passo avanti notevole. Ora è successo: a renderlo noto una ricerca pubblicata il 21 aprile su Science Advances nella quale gli studiosi hanno dimostrato la presenza di sacche di acqua liquida, ricca di anidride carbonica. Gli studiosi hanno esaminato i frammenti del meteorite di Sutter’s Mill, nato oltre 4,6 miliardi di anni fa e precipitato sul nostro pianeta nel 2012 nei pressi della città californiana di Sacramento. All’interno del meteorite è stato rilevato un piccolo cristallo di calcite con all’interno un liquido composto per il 15% da anidride carbonica.

Si tratta di una scoperta importante per continuare a rintracciare la nascita dell’acqua all’interno dello spazio e quindi sulla Terra. Un argomento sui quali stiamo facendo grossi passi avanti. Poche settimane fa un’altra ricerca ha confermato che la maggior parte dell’acqua si origina sotto forma di ghiaccio su piccolissime particelle di polvere nelle nuvole interstellari fredde e poco dense. Quando queste ultime collassano e danno vita a stelle e pianeti, sono proprio le particelle di polvere, non solo a formare numerosi strati che fungono da “mattoni” nella formazione dei nuovi corpi celesti, ma anche a preservare l’acqua. Secondo i dati raccolti nello studio, la maggioranza dei sistemi planetari nasce già con una quantità di acqua sufficiente a riempire migliaia di oceani.

Per questo potrebbe non essere scorretto pensare che i frammenti di acqua ritrovati sul meteorite di Sutter’s Mill possano essere considerati in qualche modo i progenitori dell’acqua presente sul pianeta Terra.

Guerra a Gaza: verso il cessate il fuoco?

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Si moltiplicano le voci su un imminente cessate il fuoco tra Israele e Hamas. La mediazione tra il governo di Tel Aviv e il movimento di resistenza palestinese avvengono tramite l’Egitto e inviati dell’Onu. Figure di primo piano di Hamas hanno dichiarato alla CNN che l’accordo potrebbe arrivare in 24 ore, dettaglio confermato anche da media israeliani.

Perché quello che subiscono i palestinesi è un sistema di Apartheid

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Il famigerato documento coloniale britannico, noto come "Dichiarazione Balfour" del 1917, riconobbe una "patria per gli ebrei" in Palestina senza nemmeno pronunciare una parola sul destino futuro dei suoi cittadini arabi. Essi rimasero la maggioranza fino alla loro grande espulsione nel 1948, in quella che fu nota come "Nakba" (Catastrofe), che coinvolse 700.000 palestinesi.
Adesso, circa 5 milioni sono i palestinesi che vivono nello Stato di Palestina divisi tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania. Secondo gli accordi internazionali e quanto stabilito dall'Onu, dovrebbero poter vivere in au...

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La Germania riforma l’esercito per prepararlo ad una escalation dei conflitti

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La ministra della Difesa tedesca, Annegret Kramp-Karrenbauer, ha reso noto il progetto denominato “Le Forze armate del futuro”. Un progetto che promette di «migliorare la prontezza all’azione e la preparazione dello strumento militare della Germania». Nello specifico, il fine del piano è quello di garantire una risposta militare rapida ad una eventuale escalation dei conflitti dispiegando le forze armate «fin dall’inizio», in maniera particolare «ai confini esterni della Nato». Osservando la cartina geografica è ovvio considerare che i confini della Nato per la Germania siano innanzitutto quelli con la Russia, verso la quale l’insediamento dell’amministrazione Biden negli Usa ha segnato una nuova escalation fatta di crescenti tensioni.

Per realizzare tale scopo il progetto prevede di modificare la composizione della Bundeswehr (l’insieme delle forze armate della nazione e la loro amministrazione civile). Tra i principali cambiamenti l’istituzione di un Comando nazionale, che sarà responsabile per le operazioni in Germania e si affiancherà al già esistente Centro di comando e controllo per le missioni all’estero: entrambi sottostaranno al capo di Stato maggiore della Difesa. Inoltre, i sei settori organizzativi della Bundeswehr diventeranno quattro, classificati: domini di Terra, Mare, Aerospazio e Cyber. Tali domini risponderanno ad altrettanti comandi dimensionali, responsabili per le forze pronte all’azione. Il numero massimo di soggetti appartenenti all’organico del Bundeswehr resterà lo stesso: 203.000 individui.

Questa mossa della Germania rappresenta un’ulteriore conferma della recente tendenza dei paesi Nato a riorganizzare i propri eserciti e ad aumentare fortemente le spese militari in una sorta di nuova corsa agli armamenti che coinvolge anche l’Italia. L’ Istituto internazionale di studi strategici, ha rilevato che nel 2020 la spesa mondiale per gli armamenti è aumentata del 3,5%, e  la Deloitte & Touche, prima azienda mondiale per servizi e consulenze, ha dichiarato che nel 2021 vi sarà un ulteriore incremento globale del 2,8% principalmente in Europa.

[di Raffaele De Luca]

Antartide: iceberg più grande del mondo si è staccato

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Il più grande iceberg del mondo si è staccato da una piattaforma di ghiaccio in Antartide e sta galleggiando attraverso il Mare di Weddell. L’iceberg, chiamato A-76, è lungo circa 170 chilometri e largo 25, con un’area di 4.320 chilometri quadrati (quasi quanto il Molise). Lo ha reso noto l’Agenzia spaziale europea (Esa) che ha catturato le immagini satellitari del distacco.