Nello stato nordoccidentale di Katsina, in Nigeria, sono scoppiati scontri tra una forza di vigilanti armati e una banda locale, che hanno provocato un totale di 18 morti. Da quanto comunica la polizia statale, il gruppo di vigilanti avrebbe ucciso tre banditi nel villaggio di Falale, scatenando una rappresaglia da parte delle medesime bande. Gli scontri hanno provocato altre 15 vittime tra lo stesso villaggio di Falale e quello di Kadobe. L’area è particolarmente soggetta ad attacchi e scontri tra bande armate, mentre altri Stati nigeriani sono alle prese con una insurrezione lanciata da gruppi islamisti della zona.
L’esperimento basato sull’IA al contrario: il computer diventa intelligente come un moscerino
Negli ultimi anni si discute incessantemente di intelligenza artificiale. Lo strumento è al centro della ricerca e degli interessi strategici delle grandi potenze, eppure quando si tratta di definirne con precisione la natura di questa tanto decantata “intelligenza”, il discorso resta sorprendentemente vago. In netto contrasto con l’IA così come la intendiamo oggi, un’azienda ha realizzato qualcosa che si avvicina molto di più all’idea di “intelligenza artificiale” che fa parte dell’immaginario collettivo: una simulazione virtuale estremamente dettagliata capace di riprodurre le funzioni cerebrali di un moscerino, modellandone i processi neuronali con un realismo senza precedenti.
Alex Weissner-Gross, cofondatore di Eon Systems, ha presentato su X i risultati del progetto, certo di attirare l’attenzione grazie a un titolo altamente virale: “il primo caricamento cerebrale multi‑comportamentale”. Nel post, l’accademico‑imprenditore richiama subito il concetto di singolarità – l’ipotesi secondo cui le macchine potrebbero raggiungere capacità cognitive paragonabili a quelle umane – contribuendo così ad amplificare la risonanza del suo annuncio. Un richiamo che ha certamente acceso i riflettori sul progetto, ma che ha anche alimentato non pochi fraintendimenti.
L’esperimento non ha collegato un moscerino a sensori neuronali per “caricarne” la mente all’interno di un chatbot, né ha sfruttato il cervello dell’insetto per addestrare nuovi modelli di IA. In realtà, l’intelligenza artificiale non ha alcun ruolo diretto nell’operazione. Il team guidato da Weissner-Gross ha piuttosto imboccato la strada opposta rispetto agli odierni addestramenti digitali basati sulle operazioni di calcolo di ampi data center: ha sviluppato un’emulazione del funzionamento di un cervello biologico, riproducendo in modo estremamente dettagliato neuroni e sinapsi per simulare dall’interno il comportamento della mosca.
Tutto nasce da una ricerca pubblicata nell’ottobre 2024. Un gruppo internazionale di ricercatori guidato dal dottor Philip Shiu – oggi senior scientist di Eon Systems – è riuscito a ricostruire la mappa completa delle connessioni neuronali della Drosophila melanogaster, il comune “moscerino della frutta”. Da questo lavoro è nato un modello informatico capace, secondo quanto riportato nel paper, di prevedere con notevole accuratezza l’attivazione dei neuroni dell’animale quando questi viene esposto a stimoli tattili e gustativi.

Il passo reclamizzato da Weissner-Gross consiste nel dare “corpo” a quegli impulsi neuronali utilizzando il modello NeuroMechFly e una seconda ricerca dedicata al coordinamento degli arti degli animali durante la loro toelettatura, il tutto riversato in una ricostruzione virtuale del corpo di una mosca. In questo modo, l’insetto digitale viene animato da “un flusso di input sensoriali che si propagano attraverso il connettoma, con i comandi motori inviati verso l’esterno e il corpo simulato che esegue fisicamente l’output”. Non si tratta quindi di un’emulazione statistica ricavata dai dati, ma di una vera e propria “copia” dell’attività neuronale di un moscerino.
Attraverso la diffusione dei risultati di questo esperimento, Eon Systems si propone come una sorta di salto qualitativo – non quantitativo – all’interno della sfera tecnologia, posizionandosi implicitamente come alternativa alle aziende di intelligenza artificiale che hanno promesso miracoli basati sulla sola scalabilità e che ora faticano a spiegare perché si trovino impantanate, incapaci di replicare i progressi vertiginosi dei primi anni dei chatbot. L’azienda sembra voler attirare l’attenzione di quegli investitori ormai stanchi delle promesse disattese, proponendo un paradigma più radicale rispetto alla corsa all’edificazione di colossali data center. Weissner-Gross, da parte sua, non nasconde l’ambizione: dopo aver replicato la mappatura neuronale del moscerino, sta già lavorando a un modello basato sul cervello di un topo e ammette apertamente che il suo obiettivo finale è arrivare un giorno a mappare e riprodurre anche le sinapsi di un essere umano.
Venezia: incendio al padiglione Serbia della Biennale
La mattina di oggi, 18 marzo, è scoppiato un incendio presso il padiglione serbo della Biennale di Venezia. I vigili sul fuoco sono giunti sul posto per spegnere le fiamme, che tuttavia, dopo una prima operazione di spegnimento, sono state ravvivate dal forte vento. Ora il rogo risulta domato, ma resterà sotto monitoraggio fino al calare del vento. Al momento dello scoppio dell’incendio erano in corso i lavori per la ristrutturazione del padiglione in vista della nuova edizione della mostra internazionale d’arte; non sono stati segnalati feriti. Restano ignote le cause dell’incendio, che ha danneggiato il tetto della struttura.
Per Mattarella la guerra è brutta, ma inizia sempre per colpa degli altri
Secondo uno di quei patti non scritti ma inviolabili che esistono nel giornalismo italiano, gli uomini politici si possono attaccare tutti, tranne uno: il presidente della Repubblica. Come in una monarchia, il suo verbo deve essere semplicemente trasmesso, come se possedesse il divino potere dell’infallibilità. Sulla nostra stampa, ormai, nemmeno il papa gode di un simile riguardo. Per questo, difficilmente troverete una sola riga critica sul surreale comunicato rilasciato dal Quirinale sulla guerra all’Iran. In casi come questi, su L’Indipendente sentiamo il dovere di ricoprire il ruolo che tutti i grandi media rifiutano di assumere, al fine di permettere un dibattito pubblico basato su dati di realtà. Perché il comunicato rilasciato dalla presidenza della Repubblica a margine della riunione del Consiglio supremo di difesa contiene una serie di inesattezze e ribaltamenti della realtà preoccupanti, tanto più se espressi dal vertice del Consiglio che è responsabile della difesa nazionale. Un ruolo che imporrebbe, quantomeno, di saper interpretare con lucidità le crisi internazionali alle quali il nostro Paese si trova di fronte, anziché analizzarle con il paraocchi ideologico delle alleanze internazionali cui l’Italia è costretta dal lontano 1948.
Il comunicato presidenziale si apre esprimendo «grande preoccupazione per i gravi effetti destabilizzanti» provocati dall’azione militare «degli Stati Uniti e di Israele contro l’Iran». E fino a qui tutto bene, ché a leggere quello che viene dopo ci si stupisce quasi che dal Consiglio supremo della difesa non pensino che la guerra sia stata scatenata direttamente da Teheran. Nel passaggio immediatamente successivo, infatti, si denunciano «le progressive lacerazioni della pacifica convivenza internazionale, l’indebolimento delle istituzioni multilaterali e le numerose violazioni del diritto internazionale» ma si afferma che questo attacco al diritto internazionale è stato «irresponsabilmente aperto dall’aggressione della Russia all’Ucraina». I bombardamenti illegali di USA e NATO sulla Serbia nel 1999, quelli sull’Afghanistan del 2001, o sull’Iraq nel 2011 e sulla Siria dal 2014? A quanto pare non sono mai esistiti, e nemmeno i milioni di morti provocati. Per il Quirinale, se gli USA e Israele stanno attaccando mezzo mondo contravvenendo quotidianamente al diritto internazionale e a quello umanitario, è certamente una cosa brutta. Ma la colpa, in fondo, è di Putin.
Da qui è un crescendo. La guerra all’Iran? Il comunicato presidenziale mette le mani avanti affermando che «sono sempre inaccettabili» gli attacchi ai civili che spesso uccidono i bambini, «come nel caso della strage della scuola di Minab» (170 morti, quasi tutte bambine, ma nel comunicato la paternità delle bombe rimane ignota, senza specificare che la strage è stata provocata da un missile americano), ma subito si precisa che l’estensione del conflitto avviene «ad opera dell’Iran» e che «il Consiglio valuta gravi le azioni dell’Iran per ostacolare la libera navigazione nello Stretto di Hormuz». È il teatro dell’assurdo: un Paese sovrano viene bombardato dalla massima potenza mondiale, che fa massacri di civili per ribaltarne il governo, ma la colpa della guerra che si sta allargando all’intera regione viene fatta ricadere sul Paese aggredito, evidentemente colpevole di non arrendersi e di cercare di colpire le basi militari da cui partono gli aerei e i missili che lo bombardano. Una risposta, tra l’altro, legittimata dal «diritto inalienabile all’autodifesa» stabilito dall’articolo 51 della Carta dell’ONU.
Non è tutto. Il comunicato analizza anche l’aggressione israeliana al Libano, dove le forze comandate dal premier Benjamin Netanyahu (già ricercato dalla Corte Penale Internazionale per crimini contro l’umanità) hanno provocato in pochi giorni centinaia di morti e quasi un milione di sfollati e, se al solito mette le mani avanti affermando che «chiede a Israele di astenersi da reazioni spropositate», precisa che sono le «inaccettabili azioni di Hezbollah che hanno trascinato il Libano in un nuovo drammatico conflitto». Israele occupa illegalmente parte del territorio del Paese dal lontano 1978, lo ha invaso più volte, lo bombarda con regolarità da anni, non si fa problemi a colpire perfino le postazioni della missione ONU e, dal solo 8 ottobre 2023, ha ucciso circa 5.000 civili: ma per il Quirinale la colpa è tutta dei miliziani libanesi.
Così, dietro il linguaggio felpato delle istituzioni e la retorica della responsabilità, la logica del doppio standard e del suprematismo occidentale riempie anche i comunicati della più alta carica dello Stato italiano. Nella post-verità presidenziale la guerra è brutta e l’Italia la condanna sempre, ci mancherebbe. Ma non dimenticate che Israele e USA, anche quando invadono Paesi e fanno stragi di civili sono, come li definisce ripetutamente il comunicato, «amici e alleati». Se l’Occidente è perennemente in guerra, in fondo, la colpa è di Putin e di quei Paesi come l’Iran che si ostinano a non arrendersi. Se questa è la capacità di leggere la realtà dei nostri leader, la pace è parecchio lontana.
Caro benzina, diesel a un passo da 2,10 euro al litro
Nuovo rialzo dei carburanti oggi, mercoledì 18 marzo: il gasolio sfiora i 2,1 euro al litro nel self service, livello che non si vedeva dal marzo 2022, mentre la benzina si avvicina a 1,86 euro, massimo da fine luglio 2024. Si riduce quasi a zero anche il tradizionale vantaggio delle “pompe bianche”: il differenziale rispetto ai distributori delle grandi compagnie, un tempo intorno ai due centesimi, è ora limitato a pochi millesimi. Secondo Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato i prezzi di 6 centesimi sulla benzina e 1 sul diesel; Tamoil registra rincari di 4 centesimi sulla verde e 2 sul gasolio.









