È deceduto questa mattina all’età di 75 anni il giornalista e cronista sportivo della Rai Giampiero Galeazzi. Da tempo era malato di diabete. Nato a Roma il 18 maggio 1946, Galeazzi in gioventù era stato un canottiere di alto livello, vincendo il campionato italiano del singolo nel 1967. Successivamente la passione per lo sport si sposò con la sua carriera lavorativa, celebri rimangono infatti le sue cronache delle imprese dei canottieri italiani alle Olimpiadi. Galeazzi non appariva in Tv da tre anni.
Canone Rai, UE: rimozione dalla bolletta entro il 2022
La Commissione Europea ha posto la separazione del canone Rai dalla bolletta dell’energia elettrica come presupposto affinché l’Italia possa riceve i fondi della Next Generation Eu destinati al Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Lo riporta all’agenzia AGI un portavoce della Commissione. La separazione dovrà avvenire entro la fine del 2022: si tratta di una misura volta a «garantire la diffusione della concorrenza nei mercati al dettaglio dell’energia elettrica» e fa parte delle misure relative all’energia, diverse da quelle che coprono la legge annuale sulla concorrenza 2021, ancora in discussione. L’inserimento del canone tv nella bolletta elettrica è stato voluto nel 2017 dal governo Renzi come misura anti-evasione.
L’Italia sostiene l’alleanza per l’addio alle fonti fossili, ma solo a metà
Il ministro per la Transizione Ecologica Cingolani ha annunciato l’adesione dell’Italia al Beyond Oil and Gas Alliance (BOGA). Si tratta di un’alleanza globale, promossa da Danimarca e Costa Rica, i cui Paesi firmatari si impegnano in iniziative concrete per un graduale abbandono dei combustibili fossili. Ciò che il ministro non ha però specificato è che l’Italia aderirà come semplice Friend of BOGA, ovvero senza impegnarsi in nessuna delle iniziative innovative dell’alleanza come lo stop alle nuove concessioni per gas e petrolio, ma limitandosi ad allineare la produzione di idrocarburi con gli obiettivi di Parigi.
Il BOGA è stato promosso da Danimarca e Costa Rica nell’ambito della Cop26 e si pone obiettivi e iniziative concreti per l’abbandono graduale dei combustibili fossili. Cingolani ha annunciato entusiasticamente l’adesione dell’Italia a tale progetto, sostenendo che “L’Italia su questo programma è perfino più avanti e abbiamo le idee chiare: il grande piano per le rinnovabili con 70 miliardi di watt per i prossimi 9 anni per arrivare al 2030 con il 70 per cento di energia elettrica pulita”. Ovvero esattamente quanto previsto per rimanere in linea con gli Accordi di Parigi.
Dei tre livelli di adesione, l’Italia è stata infatti l’unica ad entrare come Friend, ovvero il grado più esterno e meno impegnativo, che non obbliga a bloccare tutte le concessioni per gas e petrolio né nello stop alle trivellazioni, il cuore dell’innovazione voluta dall’alleanza.
I Paesi che hanno avuto il coraggio di aderire pienamente non sono molti: tra i core members vediamo infatti Danimarca, Costarica, Francia, Groenlandia, Irlanda, Quebec, Svezia, Galles, mentre California, Nuova Zelanda e Portogallo partecipano come associate members e l’Italia, fanalino di coda, come friend.
Si tratta di una presa di posizione che riflette un atteggiamento non sempre chiaro del governo sulle questioni ambientali: ne costituiscono un esempio il dubbio contenuto del Patto per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee (PiETSAI) o le affermazioni di Cingolani riguardo la necessità di investire nelle risorse fossili per evitare il deficit energetico. Tali elementi fanno sorgere un quesito su quanto la transizione ecologica costituisca una priorità per il Governo.
[di Valeria Casolaro]
Milano: perquisizioni contro i No green pass, il questore: “ora cambia il film”
All’alba di oggi sono iniziate perquisizioni nei confronti di manifestanti contro il green pass a Milano, condotte dai carabinieri del Nucleo Informativo del Comando Provinciale. Secondo quanto trapela sulla stampa locale le persone sottoposte alla misura sarebbero quattro, indagate per “violenza privata aggravata” per aver messo in atto “atteggiamenti prevaricatori” nei confronti di alcuni giornalisti, nel corso delle manifestazioni del 30 ottobre e del 6 novembre, tanto da “impedire l’esercizio del diritto/dovere di cronaca”. I decreti di perquisizioni sono stati emessi nientemeno che dalla Sezione Distrettuale Antiterrorismo della Procura di Milano.
Ricapitoliamo affinché siano chiari i dati di base della notizia, di modo da comprendere l’enormità del quadro: degli atteggiamenti “prevaricatori” (quindi non fisicamente violenti, ma semplicemente minacciosi), vengono interpretati come “violenza”, neppure di stampo ordinario ma addirittura di sospetta matrice “terroristica” vista la sezione incaricatasi dell’indagine. Se i dati salienti che emergono dai media si riveleranno esatti (e non vi è ragione di dubitarne visto che usualmente i cronisti della stampa locale scrivono questi articoli basandosi direttamente su fonti e dispacci dati loro dalla Procura), la disparità e l’enormità dell’accusa appaiono evidenti.
D’altronde che il clima verso le manifestazioni contro il green pass anche nel capoluogo lombardo non sia dei migliori si è capito anche dalle parole rilasciate pochi giorni fa dal questore di Milano Giuseppe Petronzi, che in una intervista rilasciata a La Repubblica ha affermato che da sabato prossimo alle manifestazioni si assisterà a «un film diverso da quello visto fino ad ora», sottolineando che il clima in città sta cambiando e che il suo compito è quello di tutelare anche le esigenze di quella parte di città che mostra «insofferenza diffusa» verso i disagi creati dalle manifestazioni.
Birmania, condannato a 11 anni reporter USA Danny Fenster
Danny Fenster, giornalista statunitense, è stato condannato a 11 anni di carcere dal governo birmano. Le accuse contro di lui sono di violazione delle leggi sull’immigrazione, associazione illegale e incoraggiamento al dissenso contro i militari. Fenster, detenuto da due mesi, è il direttore della rivista online Frontier Myanmar ed è stato arrestato mentre cercava di lasciare il Paese a maggio. Insieme a lui, moltissimi reporter sono stati arrestati in seguito alle proteste contro il colpo di stato militare di febbraio, durante le quali sono morti più di 1200 civili. Il golpe ha posto fine al governo di Aung San Suu Kyi e a un decennio di tentativi di transizione verso la democrazia.
Circolare ministero Salute: dal primo dicembre terza dose per 40-59enni
Dal primo dicembre 2021 in Italia la terza dose del vaccino anti Covid verrà somministrata anche alle persone tra i 40 ed i 59 anni. È quanto si apprende da una circolare del ministero della Salute pubblicata oggi, nella quale si legge che ad essere inoculato sarà un «vaccino ad mRna» e che per potersi sottoporre ad esso dovranno essere «trascorsi almeno sei mesi dal completamento del ciclo primario di vaccinazione, indipendentemente dal vaccino precedentemente utilizzato». L’estensione è stata effettuata «ferma restando la priorità della vaccinazione dei soggetti in attesa di iniziare/completare il ciclo vaccinale primario, nonché della somministrazione della dose di richiamo alle categorie per cui è già raccomandata».
Italia: l’esercito chiede l’acquisto immediato di droni kamikaze israeliani
È degli ultimi giorni la notizia della richiesta che lo Stato maggiore (in ambito militare l’insieme degli ufficiali collocati al vertice degli organismi più complessi) ha fatto al Parlamento italiano: poter acquistare gli Hero-30 israeliani, cioè piccoli velivoli a pilotaggio remoto, armati con una testata esplosiva, kamikaze. Il 2 novembre la Commissione Difesa del Senato ha promulgato la sua approvazione. La Camera pochi giorni più tardi, il 9 novembre.
Pare che il Governo avesse già in testa di dotare il paese di una difesa molto più forte, investendoci anche più denaro. Il premier Draghi ha infatti ribadito di voler incrementare la forza militare italiana soprattutto in aree dove gli Stati Uniti sono sempre meno interessati, come quella mediterranea e mediorientale. Secondo il Milex (l’Osservatorio sulle spese militari), le risorse dedicate alla Difesa nel 2021 ammontano a 24,97 miliardi di euro, con un aumento dell’8,1 percento rispetto al 2020 e del 15,7 percento rispetto al 2019.
Ma utilizzare droni kamikaze in operazioni all’estero e in particolare in territorio iracheno, rientrava davvero tra i piani del Governo? E soprattutto, che i droni in questione fossero gli Hero-30 prodotti dall’israeliana UVision?
Questi piccoli aggeggi sono in grado di essere telecomandati anche a decine di chilometri di distanza, abbattendosi poi contro l’obiettivo dopo averlo seguito e monitorato dall’alto. Sono molto precisi e per questo letali, offrendo un’ampia garanzia di riuscita. La loro peculiarità è che riescono il più delle volte a centrare bersagli che siano fissi in un punto o che stiano correndo, ad esempio: non fa differenza. Nessun laser, nessun esercito, nessun GPS, nessun elicottero. Il drone kamikaze uccide in solitaria, senza che anima viva si accorga di niente. Nello specifico, hanno un peso di 3 chili, una autonomia dai 5 ai 40 chilometri e possono volare fino ad un massimo di 30 minuti. Ma prima di poter essere impiegati è necessario capirne il funzionamento con un corso di formazione a Tzur Igal, la città israeliana della UVision.
In ogni caso, una grossa svolta in ambito militare, soprattutto in operazioni portate avanti da forze speciali, spesso in segretezza.
Milex sostiene che il costo complessivo del programma è stimato in 3,878 milioni di euro in cinque anni. Con un piccolo appunto fatto dal ministero della Difesa: “Sarà ritenuta ammissibile una deviazione negli oneri del 10%”. La decisione di acquistare droni Kamikaze pare sia giunta in seguito al “mutato scenario operativo in Iraq”. Nei prossimi anni le maggiori operazioni anti-Isis dovrebbero passare nelle mani italiane, prendendo il testimone dagli USA, ma “L’utilizzo di velivoli a comando remoto creati appositamente per distruggere il loro obiettivo rischia tra l’altro di modificare la postura italiana nello scenario iracheno, oltre a rendere più facile il ricorso all’uso della forza”.
Secondo Milex non basta l’approvazione delle commissioni. La questione è così delicata che dovrebbe essere discussa in maniera più approfondita in Parlamento.
[di Gloria Ferrari]
Etiopia: arrestati 72 autisti dell’Onu
72 autisti che lavorano per il World Food Programme (WFP) – l’agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di assistenza alimentare – sono stati arrestati dalle autorità etiopi nel nord del Paese. A riferirlo è stata proprio l’Onu, con un suo portavoce che ha aggiunto: «Stiamo collaborando con il governo dell’Etiopia per comprendere le ragioni della loro detenzione».
Italiani emigrati all’estero: + 82% negli ultimi 16 anni
Il numero degli italiani residenti oltre confine è aumentato dell’82% negli ultimi sedici anni: è quanto emerge dal recente rapporto “Italiani nel Mondo” della Fondazione Migrantes, un organismo della Conferenza Episcopale Italiana. Il rapporto sottolinea che mentre nell’ultimo anno l’aumento dei cittadini italiani iscritti all’Aire (Anagrafe degli italiani residenti all’estero) è stato del 3%, esso lo è stato del 6,9% dal 2019, del 13,6% negli ultimi cinque anni e, appunto, dell’82% dal 2006. Nello specifico, al primo gennaio 2021 gli italiani residenti all’estero risultano essere più di 5 milioni e mezzo: tale numero rappresenta il 9,5% degli oltre 59,2 milioni di cittadini che risiedono nel nostro Paese.







