“Il consumo eccessivo nei paesi più ricchi del mondo sta distruggendo l’ambiente dei bambini a livello globale”: è quanto comunica l’Unicef tramite una nota, nella quale viene appunto sottolineato che secondo un rapporto pubblicato dall’Unicef Office of Research – Innocenti la maggior parte dei paesi ricchi stia creando condizioni malsane, pericolose e nocive per i bambini di tutto il mondo. Il report in questione si è concentrato sul modo in cui “39 paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) e dell’Unione Europea (UE) se la cavano nel fornire ambienti sani ai bambini” e da esso è emerso che “se tutti nel mondo consumassero risorse al ritmo in cui lo fanno le persone nei paesi dell’OCSE e dell’UE” sarebbe necessario l’equivalente di “3,3 pianeti Terra per mantenere i livelli di consumo”.
Italia: sei cittadini condannati al carcere per una manifestazione di oltre 10 anni fa
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per sei cittadini che avevano preso parte alla manifestazione nazionale del 15 ottobre 2011, quando centinaia di migliaia di persone si riversarono nelle strade di Roma in una delle più partecipate proteste della recente storia italiana, per protestare contro il precariato e le politiche di austerità attuate dal governo con l’obiettivo di ridurre la spesa pubblica e quindi lo stato sociale per far fronte alla crisi economica. In primo grado, nel 2016, i giudici stabilirono una quindicina di condanne per un totale di oltre 60 anni di reclusione e due assoluzioni. Nel 2019, in appello, le condanne divennero nove, fra cui due patteggiamenti e una prescrizione. Infine, pochi giorni fa, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei sei imputati presentato in seguito alla decisione del giudice di secondo grado, confermandone la condanna a 5 anni e 4 mesi di carcere.
I reati contestati vanno dal tentato omicidio a resistenza a pubblico ufficiale, devastazioni, lesioni, incendio doloso, turbativa dell’ordine pubblico e interruzione di pubblico servizio. La decisione della Cassazione ha chiuso il terzo e ultimo grado di giudizio, rendendo effettive e immediate le condanne. Diverse le reazioni da parte delle organizzazioni coinvolte nella manifestazione del 15 ottobre 2011 o comunque attive nella tutela dei diritti dei cittadini. “Lo stato si assolve e chiude in carcere la dignità”, titola il proprio comunicato il Movimento per il Diritto all’Abitare. “Tutti colpevoli di dignità per aver manifestato insieme a centinaia di migliaia di persone contro la precarietà e lo sfruttamento, per il diritto all’abitare e alla salute, contro le nocività e per la difesa dei territori”, scrive in riferimento alle condanne.
[Di Salvatore Toscano]
Digiuno intermittente: cos’è e quali benefici (e rischi) per la salute?
Il digiuno fa tradizionalmente parte di molte diete religiose, ma di recente ha iniziato a riscuotere interesse nella comunità scientifica. Oltre a far dimagrire, il digiuno intermittente potrebbe avere ulteriori effetti benefici sulla salute, in alcune categorie di individui. Per alcune persone invece non è consigliato praticarlo, se non in maniera saltuaria.
Il digiuno intermittente è uno schema dietetico basato su periodi di restrizione calorica alternati a periodi di normale assunzione di cibo, su base ricorrente. I principali benefici dovuti a questo tipo di regime alimentare sono la regolazione del glucosio nel sangue, un miglioramento dei livelli di trigliceridi e colesterolo, i livelli della pressione sanguigna e la frequenza cardiaca a riposo. Pare anche che questo digiuno serva a controllare i radicali liberi, ritardando l’insorgenza di malattie quali ictus, demenza e morbo di Parkinson. I periodi di restrizione calorica possono essere effettuati in diversi modi, ma in ogni caso si tratta sempre di periodi di digiuno molto brevi, con astinenza dal cibo al massimo per 16 ore, ad esempio dalle ore 20 della sera fino alle ore 12 del mattino seguente, saltando il solo pasto della colazione. Non si tratta quindi di digiuni severi con astensione totale dal cibo per l’intera giornata, o prolungati nel tempo per vari giorni. Questo è il motivo per cui si chiama digiuno intermittente o a intermittenza.
Questo approccio alimentare non va confuso con la celebre dieta mima-digiuno (detta anche la dieta della longevità) lanciata a livello commerciale alcuni anni fa dal biologo italiano Valter Longo e che ha riscosso molto successo in alcuni Paesi occidentali. Si tratta infatti di 2 regimi dietetici molto diversi. Lo schema di digiuno in cui si lasciano trascorrere 16 ore della giornata senza cibo, si basa sullo schema 16/8, e significa che per 16 ore si digiuna e per 8 ore si può mangiare e fare 2 pasti. Come detto sopra, questo schema si può applicare dalle 20 di sera alle 12 del mattino seguente, e in questo caso faremo i 2 pasti tra le ore 12 e le ore 20 al massimo (così sono 16 ore di astinenza dal cibo, con l’aiuto anche delle ore notturne in cui non si ha nemmeno il condizionamento psicologico della voglia di cibo). Un altro modo di applicare lo schema 16/8 è quello di saltare la cena e quindi fare le 16 ore di digiuno tra le 16 del pomeriggio e le 8 del mattino. In questo caso i 2 pasti giornalieri saranno una colazione e un pranzo, da effettuarsi a proprio piacimento tra le 8 e le 16 della giornata. Dopo l’ultimo pasto, viene evitato anche il più piccolo spuntino e si possono assumere solo liquidi senza calorie come acqua, tè o caffè, in modo da abituare l’organismo a «lavorare» per bruciare i grassi di riserva e di deposito accumulati nei tessuti, in condizioni di riduzione di assenza di cibo. Così facendo, si evita anche di accumulare grassi sul finire della giornata, cosa che accade invece a chi è abituato a cenare molto tardi, senza avere poi il tempo di smaltire l’energia accumulata poco prima di andare a letto.
Il digiuno intermittente fa dimagrire?
Certamente. Questo dato è assodato dalle esperienze cliniche in tutto il mondo. Il digiuno intermittente crea infatti un deficit calorico che va a stimolare il metabolismo: per dimagrire bene però questo deficit va associato ad un’alimentazione sana e ad una corretta attività fisica. Quando dico “dimagrire bene” intendo che si può dimagrire in vari modi, ad esempio perdendo solo il grasso e i liquidi in eccesso (dimagrimento sano) oppure perdendo troppo muscolo e poco grasso (dimagrimento debilitativo, che abbassa lo stato di salute generale e squilibra il metabolismo). Anche uno studio condotto da un team dell’Università della California San Francisco ha provato che il digiuno intermittente fa dimagrire esattamente come una qualsiasi altra dieta che preveda una riduzione delle calorie giornaliere e del loro consumo in orari non specificati, ma può portare ad una perdita di massa muscolare se non eseguito adottando delle regole dietetiche giuste durante i pasti, come avere un adeguato introito di proteine, bere acqua a sufficienza, ecc.
Vantaggi e svantaggi
Nella tabella seguente sono riassunti i principali vantaggi e svantaggi che la pratica del digiuno intermittente comporta.

Il digiuno è adatto a tutti?
Non è adatto a qualsiasi persona e non va quindi consigliato o applicato indistintamente. Per alcuni individui può infatti peggiorare lo stato di salute. Il fatto che funzioni su alcuni non significa che vada bene per tutti. Pur non trattandosi di una vera e propria dieta, anche in questo caso è fondamentale essere seguiti da uno specialista esperto, un medico o un nutrizionista. Questo perché pur non trattandosi di un digiuno completo, un tale regime alimentare non è adatto a tutti e non è raccomandabile, per esempio, ai bambini, ai ragazzi in fase in crescita, alle donne in gravidanza o in allattamento, agli anziani (tranne casi rari di anziani obesi e troppo dipendenti dal cibo o dai dolci, per i quali invece il digiuno può migliorare lo stato di salute) e alle persone con una malattia cronica. Gli sportivi professionisti non possono seguire diete a restrizione calorica o digiuni, pena un indebolimento generale dell’organismo e un calo della prestazione atletica che comprometterebbe il loro lavoro. Lo stesso dicasi per lavoratori di settori particolari dove l’impegno fisico quotidiano e il dispendio di calorie è molto elevato, come ad es. quelli dell’edilizia stradale (carpentieri, muratori) o i raccoglitori stagionali della frutta. In generale, in tutte le professioni dove si svolge un lavoro di tipo fisico e stancante, in cui si sta in piedi o si cammina di continuo, digiunare o saltare i pasti canonici non è raccomandabile perché indebolisce e può portare a carenze di nutrienti nel corpo. Queste professioni sono infatti diverse dai sedentari o dai pensionati che non svolgono una regolare attività lavorativa, e hanno un fabbisogno energetico superiore che non va trascurato ma anzi adeguatamente coperto, proprio come avviene per gli sportivi.
Infine, qualsiasi forma di digiuno è assolutamente da evitare in tutti i casi di disturbi del comportamento alimentare (anoressia, bulimia), in cui la terapia alimentare fa parte di una strategia complessiva di guarigione e il cibo va gestito in maniera molto più oculata di come succede in persone sane, sempre con l’aiuto del professionista medico.
[di Gianpaolo Usai]
Vaiolo delle scimmie: in Uk già si somministra il vaccino, la Francia ci pensa
Nonostante diversi esperti ritengano che il vaiolo delle scimmie non sia una malattia particolarmente pericolosa, le autorità sanitarie di vari Stati stanno iniziando ad attuare misure di contrasto che ricordano quelle già messe in campo in relazione al Covid-19. Se negli scorsi giorni hanno fatto discutere le scelte adottate in Belgio, dove è stata imposta la quarantena per i positivi al vaiolo delle scimmie, adesso a catturare l’attenzione è il Regno Unito, dove si sta già procedendo alla somministrazione del vaccino, che viene offerto ai contatti stretti di persone a cui è stato diagnosticata la patologia. “È in corso la vaccinazione dei contatti ad alto rischio”, si legge infatti sul sito dell’Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (UKHSA), la quale precisa che “a partire dalle 10:00 del 23 maggio 2022, oltre 1.000 dosi di Imvanex” (il vaccino contro il vaiolo delle scimmie) “sono state fornite, o stanno per esserlo, alle strutture del servizio sanitario nazionale”. A perseguire una strada simile, però, potrebbe presto essere anche la Francia, con l’Autorità nazionale per la salute (Has) che nella giornata di martedì ha raccomandato “l’attuazione di una strategia di vaccinazione reattiva, ovvero intorno a un caso confermato”.
La raccomandazione dell’Autorità nazionale per la salute, che pur non essendo un ente governativo si occupa di “svolgere compiti specifici su cui riferisce al governo e al parlamento”, potrebbe determinare l’adozione in Francia di tale politica sanitaria. Il suo parere, infatti, è stato emesso dopo la richiesta fattale dalla Direction générale de la santé (una delle Direzioni generali del Ministero della Salute francese) di “specificare la strategia di vaccinazione da attuare per ridurre la trasmissione umana del virus”. Ebbene, alla luce di tale richiesta l’Has ha fatto sapere di ritenere di dover procedere con una “strategia di vaccinazione reattiva” visti i “tempi di incubazione della malattia, spesso compresi tra 6 e 16 giorni”. Il vaccino – esclusivamente di “terza generazione” (quale è l’Imvanex) – dovrebbe essere somministrato negli adulti il cui contatto con una persona infetta è considerato a rischio di esporli al virus, compresi gli operatori sanitari. Nello specifico, la raccomandazione è quella di iniettare il vaccino nei 4 giorni successivi al “contatto rischioso” o comunque al massimo nei 14 giorni successivi. Lo schema vaccinale prevedrebbe inoltre due dosi (tre per i pazienti immunocompromessi) somministrate a distanza di 28 giorni l’una dall’altra. Oltre a ciò, l’Has sottolinea l’importanza di avere presto dati sull’efficacia e la sicurezza di una dose di richiamo nelle persone vaccinatesi contro il vaiolo umano durante l’infanzia: il vaccino contro il vaiolo, infatti, in passato era obbligatorio in Francia, motivo per cui ci sono persone sottopostesi ad esso.
Tuttavia, nonostante i vecchi vaccini contro il vaiolo secondo le autorità sanitarie potrebbero essere protettivi anche nei confronti della variante delle scimmie, la società danese Bavarian Nordic, produttrice dell’unico vaccino specifico contro il vaiolo delle scimmie, sembra essere pronta ad accrescere il proprio fatturato grazie alla vendita del prodotto in questione. Dopo che negli scorsi giorni la società aveva annunciato di essersi già “assicurata un contratto con un paese europeo non divulgato per la fornitura del suo vaccino contro il vaiolo IMVANEX®”, nella giornata di ieri ha fatto sapere di aver stipulato un “contratto di fornitura con un paese sconosciuto per il vaccino contro il vaiolo dell’azienda con l’obiettivo di garantire una fornitura sufficiente per soddisfare i requisiti del paese relativi alla vaccinazione di individui a rischio di vaiolo delle scimmie nel breve e medio termine”. “Sebbene i termini dell’accordo rimangano riservati, l’ordine avrà un impatto positivo sulle linee guida finanziarie della Società per il 2022”, aggiunge a tal proposito la Bavarian Nordic, specificando inoltre di essere “attualmente in dialogo con molti altri governi in merito alla fornitura del vaccino per mitigare l’attuale epidemia di vaiolo delle scimmie e per esplorare opportunità di collaborazione a lungo termine così da costruire scorte per la preparazione futura”. Dialogo che probabilmente sempre più paesi europei saranno interessati ad avere, dato che il Centro Europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha già comunicato che “la vaccinazione dei contatti stretti ad alto rischio dovrebbe essere presa in considerazione dopo una valutazione del rapporto rischio-beneficio”.
[di Raffaele De Luca]
Usa, in Oklahoma disposta la legge più restrittiva sull’aborto
Il governatore repubblicano dell’Oklahoma, Kevin Stitt, ha firmato la legge sull’aborto più restrittiva degli Stati Uniti d’America, che vieta l’interruzione di gravidanza sin dalla fecondazione e consente ai privati cittadini di fare causa a chi la pratica o la induce “consapevolmente”. La misura arriva a qualche settimana dalla diffusione all’interno della Corte Suprema statunitense della bozza riguardante il possibile abbattimento della storica sentenza Roe v. Wade, uno dei principali precedenti riguardo la legislazione sull’aborto. In base al provvedimento approvato in Oklahoma, l’aborto sarà proibito in ogni fase della gravidanza, tranne che per emergenze mediche o in caso di stupro, incesto e aggressione sessuale.
Mercoledì 25 maggio
6.00 – Tirana, nella notte tifosi di Roma e Feyenoord si sono scontrati fra loro e con gli agenti di polizia della capitale albanese: 60 arresti e 80 rimpatri.
7.00 – Texas, 18enne apre il fuoco in una scuola elementare e uccide 19 bambini e 2 adulti: è la peggiore strage in una scuola dal 2012.
8.30 – La Corte suprema federale del Brasile conferma l’autorizzazione all’estradizione in Italia del narcotrafficante della ‘ndrangheta Rocco Morabito.
10.00 – Scandalo in Spagna: la magistratura indaga su oltre duemila personaggi famosi che avrebbero acquistato falsi certificati di vaccinazione anti-Covid.
11.00 – La Cina organizza manovre militari nel mare e nello spazio aereo attorno a Taiwan in risposta alle “recenti attività di collusione tra Stati Uniti e Taiwan”.
11.30 – Brasile, violenta irruzione della polizia in una favela di Rio contro il Comando Vermelho: 21 morti.
13.00 – Zelensky ammette che la Russia sta avanzando in Donbass e si dice pronto a un tavolo di pace, ma senza rinunciare all’integrità territoriale.
13.30 – NATO, delegazioni di Finlandia e Svezia arrivano in Turchia per colloqui riguardanti la richiesta di adesione all’Alleanza.
13.45 – Il Parlamento della Russia approva un progetto di legge che prevede di abolire il limite di 40 anni per chi desidera arruolarsi nelle forze armate.
16.00 – Processo Ruby Ter: chiesti sei anni di carcere per Silvio Berlusconi.
18.20 – Al via il processo d’appello a Mimmo Lucano, ex “sindaco dell’accoglienza” di Riace condannato a 13 anni in primo grado.
YouTube ha chiuso oltre 9.000 canali accusandoli di essere filo-russi
La testata britannica The Guardian ha fatto un po’ di conti in tasca al più noto portale di video-social, YouTube. Ne è emerso che dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, il sito di streaming operante sotto Google ha compiuto un’intensa azione di censura nei confronti dei video filo-russi. A scomparire dalla Rete sono stati infatti 70.000 clip e 9.000 canali che avevano commentato la situazione bellica attualmente in atto, accusate di aver violato le policy del sito.
In passato abbiamo già scritto della rimozione di RT, canale d’informazione controllato dal Cremlino, tuttavia l’intervento di YouTube si è esteso in maniera capillare toccando anche giornalisti specifici quali Vladimir Solovyov e i canali collegati al Ministero della Difesa e a quello degli Affari Esteri di Mosca. Il sito non ha fornito dati specifici sulla questione e, interpellato dal quotidiano inglese, il responsabile del prodotto Neal Mohan si è limitato a rilasciare un commento molto vago e ambiguo.
«Non ho i numeri specifici», ha sostenuto il dirigente, «ma potete immaginare che molti di questi video rappresentino narrative che provengono dal Governo russo o da attori russi che operano in vece del Governo russo». Se YouTube ha tenuto traccia della sua scelta editoriale, insomma, non ha in questo momento alcun progetto di condividerne i dettagli con il pubblico internazionale.
Quello che tuttavia è chiaro è che l’intervento sia stato elevato oltre alla dinamica della lotta alla disinformazione, alla guerra alle “fake news”. Molti dei canali e dei video colpiti non sarebbero stati infatti intercettati per l’incorrettezza delle informazioni trattate, quanto per il tono adottato nei video stessi. Alcuni profili sono stati dunque bloccati temporaneamente semplicemente per aver identificato l’assalto russo a Kiev come una «missione di liberazione», una lettura che, per quanto difficilmente condivisibile, è propria di dinamiche geopolitiche che sono generalmente tollerate.
Content creator, giornalisti e istituzioni vicine al Cremlino avrebbero violato le linee guida del portale, le quali «proibiscono contenuti che negano, minimizzano o trivializzano eventi violenti ben documentati». O almeno così sostiene YouTube su Twitter. Che i social vogliano sgravarsi da qualsivoglia contenuto politico e dipingersi come posti felici dove svagarsi è cosa nota, tuttavia la portata di questo approccio censorio apre inevitabilmente una discussione su quali siano le narrazioni da considerare valide e quali invece meritino di essere punite con l’oscurantismo.
Non è raro che Governi e Amministrazioni descrivano le manovre belliche al pari di “missioni di pace” o di “esportazioni di democrazia”, che decorino i propri interessi strategici come un bene per l’umanità che fatalmente si traduce nella morte di innocenti, in crimini di guerra e nel foraggiamento di cleptocrazie che violano apertamente i diritti umani. Allo stesso tempo, è difficile credere che Google, azienda statunitense, sia pronta a bloccare i canali della Casa Bianca qualora questa dovesse imporre le proprie narrazioni al pubblico della Rete, quindi si torna sempre al solito dilemma: sta davvero alle Big Tech decidere quali siano gli argomenti degni di censura e, nel caso, i portali non dovrebbero essere considerati legalmente come omologhi delle case editrici?
[di Walter Ferri]
Processo Ruby ter: procura chiede condanna a 6 anni per Berlusconi
Nell’ambito del processo Ruby Ter, il procuratore aggiunto di Milano Tiziana Siciliano e il pm Luca Gaglio hanno chiesto una condanna a 6 anni di reclusione per Silvio Berlusconi, imputato per corruzione in atti giudiziari. L’accusa ha anche chiesto 5 anni di reclusione per Karima El Mahroug, meglio nota come “Ruby”, per falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari. Non solo, perché in totale sono state chieste 28 condanne, tra cui quella relativa alla senatrice ed ex fedelissima di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi, per la quale è stata richiesta una condanna a 1 anno e 4 mesi per falsa testimonianza.









