6.30 – Danimarca, al via referendum per entrare nella politica di Difesa dell’UE.
7.45 – Ucraina, da USA invio di nuovi sistemi missilistici ad alta precisione.
9.00 – Shanghai, fine del lockdown scattato oltre due mesi fa per aumento casi Covid.
9.30 – Russia, secondo l’agenzia di stampa Interfax sarebbero in corso esercitazioni nucleari a nord-est di Mosca.
11.30 – Brasile, almeno 100 morti e migliaia di sfollati per piogge torrenziali e inondazioni.
12.50 – Elon Musk si schiera contro lo smart working: «Il lavoro da remoto in Tesla non è più accettato».
13.30 – Erdogan: «La Turchia non terrà più colloqui ad alto livello con la vicina Grecia».
16.00 – L’Iran taglia le forniture di gas all’Iraq a causa di mancati pagamenti.
17.00 – La Commissione UE si è espressa positivamente sull’ingresso della Croazia nell’Eurozona. La decisione finale dell’ECOFIN è attesa per il 12 luglio.
Animali che manifestano comportamenti stereotipati, feriti o anche morti nelle gabbie: è questo ciò che è emerso da un’indagine realizzata dal team investigativo dell’associazione Essere Animali tra settembre 2021 ed aprile 2022 all’interno di 7 allevamenti di conigli per la produzione di carne situati in Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Grazie al lavoro del team, condotto con l’obiettivo di fornire un quadro completo della modalità di allevamento di questi animali in Italia, sono state dunque riscontrate diverse problematiche relative ai conigli che, sottolinea Essere Animali, sono “riconducibili alle condizioni di allevamento in gabbia e alla conseguente mancanza di spazio vitale e di stimoli ambientali positivi per gli animali, come dimostra la letteratura scientifica”.
Venendo a quest’ultimo punto, bisogna dire innanzitutto che tramite l’indagine sono state documentate importanti restrizioni di movimento, con gli animali costretti a vivere ammassati in gabbie di piccole dimensioni e ad avere a disposizione una “superficie grande come un foglio A4”. Una situazione, quella appena citata, in realtà quasi scontata dato che – come sottolineato dalla stessa associazione – “non esiste una legge che normi le dimensioni delle gabbie”. Anche non volendo considerare le condizioni più estreme, però, bisogna ricordare che comunque una gabbia standard fornisce “solo l’1% dello spazio necessario a un gruppo di conigli che, in condizioni naturali, coprirebbe una superficie di almeno 50 m²” e che “anche nelle gabbie arricchite lo spazio a disposizione è comunque molto limitato”.
Non solo, perché le gabbie costituiscono anche la causa di diverse ferite riportate dai conigli, essendo esse ricoperte da reti metalliche anche sulla parte inferiore: il contatto continuo con le stesse, infatti, rappresenta il motivo principale delle ferite alle zampe degli animali. Oltre a ciò, sono state poi documentate lesioni sulla testa e alle orecchie dei conigli causate principalmente dall’aggressività provocata proprio dal sovraffollamento all’interno delle gabbie e dalla mancanza di arricchimenti adeguati. Inoltre, sono stati documentati comportamenti ripetitivi senza funzione apparente da parte dei conigli – come mordere compulsivamente la rete metallica – anch’essi causati dalle gabbie spoglie che non offrono stimoli oltre che dall’alta densità di animali al loro interno ed infine, come anticipato precedentemente, sono stati anche trovati conigli morti nelle gabbie, spesso lasciati al loro interno insieme agli animali vivi.
Si tratta dunque di condizioni che preoccupano essendo il nostro Paese tra i maggiori produttori europei di carne di coniglio, con circa 20 milioni di animali allevati in gabbia. A precisarlo è la stessa associazione, la quale ricorda che l’investigazione è stata diffusa assieme alla coalizione italiana End the Cage Age per sollecitare il governo a muoversi contro le gabbie. Negli scorsi mesi infatti oltre 20 organizzazioni italiane, tra cui appunto Essere Animali, hanno formato tale coalizione proprio per assicurarsi che il governo assuma una posizione netta in tal senso. Tramite un appello firmato da più di 12mila persone e tuttora sottoscrivibile, la coalizione chiede all’esecutivo di sostenere l’impegno della Commissione europea di eliminare gradualmente l’uso delle gabbie negli allevamenti europei e di promuovere anche a livello nazionale l’adozione urgente di una normativa che ne vieti l’utilizzo. Richieste che, alla luce di tale indagine, appaiono oltremodo motivate.
La Commissione europea si è espressa positivamente sull’ingresso della Croazia nell’Eurozona a partire dal primo gennaio 2023. Il paese “soddisfa i quattro criteri di convergenza nominale e la sua legislazione è pienamente compatibile con i requisiti del Trattato e dello Statuto del Sistema europeo delle banche centrali/Bce”, ha scritto l’organo presieduto da Ursula von der Leyen nella valutazione della richiesta. La decisione finale del Consiglio “Economia e Finanza” (ECOFIN) è attesa per il 12 luglio. In caso di esito positivo, la Croazia diventerà il ventesimo paese ad adottare l’euro.
Dopo settimane di discussioni e rinvii, l’Unione europea ha trovato l’intesa tra i 27 paesi membri e ha varato il sesto pacchetto di sanzioni rivolto alla Russia in risposta all’invasione dell’Ucraina dello scorso 24 febbraio. I leader dell’UE hanno optato per un embargo parziale alle forniture di greggio provenienti da Mosca. Infatti, il blocco immediato riguarda il petrolio trasportato via mare e non quello importato attraverso gli oleodotti, una condizione richiesta dall’Ungheria per far cadere la propria contrarietà. Il pacchetto di sanzioni include, inoltre, l’espulsione di Sberbank, la più grande banca russa, dal sistema SWIFT e l’inserimento nella lista nera delle persone coinvolte in presunti crimini di guerra commessi in Ucraina, nonché del capo della Chiesa ortodossa russa, il patriarca Kirill.
Oleodotto Druzhba
A vincere le resistenze di Viktor Orbán, primo ministro ungherese, e dei leader dei paesi limitrofi sono state l’esenzione delle importazioni in Europa attraverso gli oleodotti dal sesto pacchetto di sanzioni e l’inserimento di una clausola con cui Bruxelles si impegna a introdurre “misure di emergenza” in caso di interruzione della fornitura di energia da parte di Mosca. Così, Ungheria, Slovacchia e Repubblica Ceca – tre paesi attraversati dall’oleodotto Druzhba (il più lungo del mondo) – hanno ottenuto una garanzia di sostegno da parte dell’UE in caso di misure ritorsive del Cremlino in campo energetico. Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, ha scritto sul suo profilo Twitter che la misura “ridurrà di circa il 90% le importazioni di petrolio dalla Russia entro la fine del 2022″. Dal momento che circa i due terzi del greggio importato proviene da collegamenti via mare, le parole di Ursula von der Leyen lasciano intendere un futuro inasprimento delle sanzioni, con il coinvolgimento delle forniture tramite oleodotti. Verso la stessa direzione anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che ha dichiarato: «Molto presto torneremo al Consiglio per uno stop totale al petrolio russo».
Infine, nell’ultimo provvedimento di Bruxelles hanno trovato spazio il piano per rafforzare la difesa comune, basato sul coordinamento relativo all’acquisto congiunto di armi per evitare una competizione interna nel riarmo degli arsenali, e le opzioni possibili per sbloccare il grano ucraino, con il presidente francese Emmanuel Macron che ha proposto una risoluzione da parte delle Nazioni Unite. A poche ore dall’annuncio del sesto pacchetto di sanzioni rivolto a Mosca è lecito interrogarsi sull’efficacia delle cinque misure precedenti e quindi sull’influenza nei confronti dell’economia russa. Secondo un’analisi prodotta dal Centro di Ricerca sull’Energia e l’Aria Pulita (CREA), durante i primi due mesi del conflitto Mosca ha quasi raddoppiato le entrate dalla vendita di combustibili fossili rispetto al 2021, compensando la riduzione delle esportazioni con l’aumento dei prezzi. Non bloccando le importazioni energetiche, le sanzioni occidentali si sono rivelate inutili e soprattutto controproducenti, visto che il flusso di miliardi di euro/dollari verso Mosca è stato continuo: dall’inizio del conflitto, la Russia ha esportato combustibili fossili per 63 miliardi di euro, di cui 44 miliardi provenienti dai paesi europei. I numeri assumono maggiore rilevanza se paragonati ai dati relativi a tutto il 2021, quando l’UE ha speso circa 140 miliardi di euro in forniture. Al flusso di capitale nelle casse russe si è affiancato in Occidente il fenomeno dell’inflazione (in Italia si è attestata a maggio al 6,9%, ai massimi dal 1986), che ha ridotto il potere di acquisto di milioni di cittadini ma non quello delle multinazionali energetiche. Secondo Greenpeace, dall’inizio del conflitto in Ucraina, “le compagnie petrolifere hanno guadagnato almeno 3 miliardi di euro di extra profitti dalla vendita di diesel e benzina in Europa”.
Le sanzioni alla Russia hanno portato l’UE, almeno nelle intenzioni, a concentrarsi sulla svolta sostenibile per poter (grazie anche alla ricerca di nuovi fornitori energetici) interrompere in maniera definitiva i rapporti con Mosca. È stato così presentato il RePowerEu, una serie di misure il cui fine è quello di “ridurre rapidamente la dipendenza dai combustibili fossili russi e portare avanti velocemente la transizione verde”. Tuttavia, il piano europeo è stato accompagnato sin da subito da non poche perplessità, visto il sacrificio dell’ambiente e dell’Agenda 2030 in nome dell’indipendenza energetica dalla Russia.
Il glifosato è uno dei principi attivi più diffusi nei pesticidi, da sempre al centro di studi e dibattiti. Lo scorso 30 maggio il Rac, comitato per la valutazione dei rischi dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (Echa) ha diffuso il proprio verdetto sull’erbicida, classificandolo come non cancerogeno. Vista la prima valutazione ufficiale del Rac, parte del lungo processo di revisione del glifosato, saranno mantenute le attuali classificazioni per la sostanza. Dopo un simile verdetto, pervenuto per mancanza di prove in grado di dimostrare come il famigerato erbicida sia effettivamente cancerogeno, il rischio ora è che ne venga rinnovata l’autorizzazione per l’uso in UE.
È dal 2017 che l’Unione Europea ha concesso l’approvazione del glifosato, con limitazioni non sempre rispettate. Al tempo dopo una prima analisi da parte dell’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) e dell’Echa (Agenzia europea delle sostanze chimiche) era stato posto il limite del permesso concesso entro cinque anni, quindi fino al 15 dicembre 2022. Intanto l’elevato interesse per la sostanza reputata fin dall’inizio dannosa da molti esperti, ha mobilitato diversi studi volti a dimostrarne l’effettiva pericolosità.
Rischi ecidentemente non sufficienti per il comitato dell’Echa. Dopo la
riunione plenaria del 30 e 31 maggio dove è stata presa in considerazione la “Cancerogenicità, la genotossicità, la tossicità per lo sviluppo e la tossicità per la riproduzione nonché la classificazione ambientale”, secondo il Rac da mantenere in auge sarebbero soltanto “Le classificazioni esistenti per il glifosato come sostanza che provoca gravi lesioni oculari ed è tossica per gli organismi acquatici con effetti di lunga durata”.
Per quanto manchi il verdetto ufficiale dell’Efsa, sono state poste le basi per un effettivo rinnovo dell’attuale permesso. L’Autorità è ora intenta a considerare il parere del Rac, gli ulteriori esami del gruppo di valutazione sul glifosato (AGG) costituito da quattro Stati membri dell’UE (Francia, Ungheria, Paesi Bassi e Svezia) e gli svariati contributi raccolti durante la consultazione pubblica, sempre che questa volta vengano davvero inclusi tutti i pareri validi e non solo quelli convenienti.
Rimane la possibilità teorica di un cambio di direzione entro dicembre, a seguito di un risultato inaspettato specialmente dopo i diversi allarmi di contaminazione, di cui si hanno eclatanti esempi anche in Italia, Paese in cui il Governo Draghi sembra difendere l’erbicida seppur da una posizione meno netta rispetto alla Francia. Non solo l’Italia, ma anche la Francia – tra l’altro Stato membro dell’AGG – preferisce non prendere in considerazione limitazioni nell’uso del glifosato, sicura che esso non sia poi tanto dannoso per gli esseri umani e per l’ambiente.
Nel frattempo i governi già affezionati alla sostanza staranno gioendo e attendendo soavemente la conclusione della lunga revisione paritaria dell’Efsa, prevista per fine anno. E dopo la prima valutazione del rischio a livello Ue nel processo di rinnovo dell’autorizzazione del glifosato, sembra che l’Efsa stia seguendo la linea di governi come quello francese, viste le basi poste per un vero e proprio via libera a una nuova autorizzazione.
«Ho deciso che forniremo agli ucraini sistemi missilistici e munizioni più avanzate che consentiranno loro di colpire con maggiore precisione obiettivi chiave sul campo di battaglia in Ucraina»: è quanto ha annunciato il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, in un lungo editoriale pubblicato sul New York Times. «L’obiettivo dell’America è semplice: vogliamo vedere un’Ucraina democratica, indipendente, sovrana e prospera», dotata dei mezzi necessari «per scoraggiare e difendersi da ulteriori aggressioni», ha inoltre precisato Biden.
La Camera, con 241 voti favorevoli e 7 contrari, ha dato il primo via libera a una legge che rende obbligatorio il ricorso di misure alternative al carcere per donne con figli conviventi inferiori a sei anni. Il disegno di legge promuove infatti il modello delle case famiglia rispetto agli istituti carcerari, che possono avere un impatto “devastante” sullo sviluppo di bambini così piccoli. Ora la proposta, denominata “Tutela del rapporto tra madri detenute e figli minori”, passerà al vaglio del Senato.
Il provvedimento, che porta la firma del deputato Paolo Siani (PD), è volto a superare il sistema degli Istituti di custodia attenuata per detenute madri (Icam), istituiti una decina di anni fa. In caso di via libera anche dal Senato (e di definitiva approvazione alla Camera) le madri con bambini inferiori ai sei anni sarebbero collocate in case famiglia protette anziché negli istituti detentivi, salvo in casi di eccezionale pericolosità della detenuta, per i quali è previsto il ricorso agli Icam. Si tratta di un provvedimento fortemente voluto anche dalla ministra Cartabia, che aveva in precedenza manifestato l’intenzione di sfruttare le risorse del Pnrr (133 milioni) per potenziare le strutture alternative alla detenzione e aumentare il numero di educatori e psicologi nelle prigioni.
All’interno delle case famiglia protette, infatti, i bambini potrebbero “crescere meglio e avere migliori rapporti con la sua mamma, che è sicuramente più serena e più pronta anche a cambiare e a redimersi” dichiara Siani. “Lo sviluppo del cervello di un bimbo è più veloce nei primi due anni di vita e molto influenzato dall’ambiente in cui vive. E sarà influenzato in maniera positiva se l’ambiente è stimolante, mentre se cresce in un carcere il suo cervello avrà solo effetti tossici”.
Il divieto assoluto di ricorso al carcere sarà valido ancheper le donne incinte e i padri. La riforma, ha dichiarato Siani, si è resa necessaria in quanto in precedenza la possibilità di ricorrere a misure alternative alla detenzione era “difficilmente applicata”: quasi sempre la donna che commetteva il reato veniva arrestata e portata in carcere, e con lei il figlio minore. La riforma preveder ora l’obbligo di segnalazione immediata dello stato di gravidanza della donna o della presenza del figlio al seguito, in seguito alla quale il giudice è obbligato a scegliere misure alternative alla detenzione in carcere – tranne nei casi di estrema pericolosità della detenuta.
Secondo le statistiche ufficiali aggiornate al 31 dicembre 2021 sono 16 le madri presenti nelle carceri italiane, con un totale di 18 bambini al seguito. La maggior parte di queste si trova collocata nell’Icam di Lauro, in Campania.
È stato sviluppato un vaccino contro i tumori in grado di spingere il sistema immunitario ad attaccare le cellule malate. Già testato su topi e scimmie, i risultati secondo i ricercatori fanno sperare nella possibilità di creare una terapia preventiva detta “universale”, in quanto capace di scatenare le difese dell’organismo indipendentemente dal tipo di neoplasia o dal profilo del paziente che ne soffre. Tuttavia la definizione di vaccino, adottata dagli stessi ricercatori, può risultare fuorviante. Di fatti questa terapia anti-cancro non è un farmaco preventivo come i vaccini tradizionali, ma è pensata per essere somministrata solo a persone cui il tumore sia già diagnosticato al fine di stimolare il sistema immunitario a combattere le cellule malate e impedire la propagazione della malattia.
Le cellule cancerose, infatti, contengono sostanze chiamate antigeni, le quali non sono presenti nelle cellule normali o, se presenti, lo sono a livelli nettamente inferiori. Per questo motivo attivare la risposta del sistema immunitario contro i tumori si rivela spesso molto più complicato del previsto: gli antigeni tumorali variano notevolmente da tumore a tumore e da paziente a paziente. Inoltre, quando le cellule “impazziscono” e diventano cancerose, attivano una serie di meccanismi molecolari volti a bloccare il sistema immunitario, in particolare i linfociti T e NK (Natural Killer) che, di norma, agiscono per eliminare le cellule che sviluppano mutazioni pericolose nel propio DNA.
Il nuovo vaccino è pensato per superare queste difficoltà e, infatti, ha come obiettivo la stimolazione di due proteine, MICA e MICB. Queste vengono prodotte dalle cellule quando il loro materiale genetico risulta danneggiato, al fine di segnalare al sistema immunitario di eliminarle per non aggravare la situazione (formazione di un tumore). Solitamente le cellule cancerose riescono a neutralizzare le due proteine, disperdendole, ma il nuovo vaccino riuscirebbe a impedire loro di liberarsene, rendendo molto più facile l’attivazione delle cellule T e NK del sistema immunitario.
In conclusione, il vaccino è stato sperimentato su modelli animali e si è dimostrato sicuro ed efficace: la terapia è in grado di promuovere un’immunità protettiva anche contro tumori con mutazioni che normalmente sfuggono alle difese naturali dell’organismo. I ricercatori assicurano che sia già in fase di programmazione una sperimentazione su pazienti oncologici. Anche se i tempi potrebbero rivelarsi lunghi in quanto, generalmente, lo sviluppo di un vaccino necessita dai sette ai dieci anni di ricerche con test di qualità e diverse sperimentazioni, e naturalmente non si può dare per scontato che tutti i trial diano risultati soddisfacenti. Secondo i ricercatori si tratta comunque di una strategia estremamente promettente, che potrebbe spianare la strada allo sviluppo di un vaccino anticancro universale realmente efficace.
È volto al termine il lockdown istituito a fine marzo dalle autorità cinesi nella metropoli di Shanghai a causa di un rialzo dei contagi. Il blocco, che rientra nella politica “zero Covid” cinese, è durato oltre due mesi e ha colpito duramente molti settori dell’economia, tra cui quello manifatturiero e delle esportazioni. Nel periodo del lockdown sono state infatti interrotte le catene di approvvigionamento in Cina ed è stato rallentato il commercio internazionale. Le autorità cinesi, riporta Reuters, hanno minacciato azioni contro i critici della politica anti-Covid, che avrebbe a loro detta risparmiato milioni di morti.
Stati Uniti, Unione Europea e Regno Unito hanno annunciato la creazione dell’Atrocity Crimes Advisory Group (ACA), organo pensato per prestare sostegno all’Ufficio del Procuratore generale dell’Ucraina (OPG) nelle indagini sui crimini di guerra messi in campo dalla Russia. Si tratta di un pool di esperti internazionali che fornirà supporto all’ufficio di Iryna Venediktova, procuratore generale dell’Ucraina, nel raccogliere materiale e giudicare l’esistenza di crimini di guerra messi in atto dalla Russia.
L’autorità responsabile del perseguimento dei crimini di guerra perpetrati dai russi nel corso del conflitto è infatti l’OPG. Come sostenuto dal Segretario di Stato americano Antony Blinken, “Questa iniziativa sosterrà direttamente gli sforzi dell’OPG per documentare, conservare e analizzare le prove dei crimini di guerra e di altre atrocità commesse dai membri delle forze russe in Ucraina, in vista di un’azione penale”. Il Ministro degli Esteri britannico Liz Truss ha poi aggiunto: “Siamo determinati a garantire che i responsabili delle vili atrocità commesse in Ucraina siano chiamati a risponderne. Il Regno Unito si è già impegnato chiaramente a sostenere l’Ucraina nelle sue indagini, anche attraverso il dispiegamento di esperti di crimini di guerra nella regione e lo stanziamento di fondi aggiuntivi per aiutare la Corte Penale Internazionale (CPI) nelle sue indagini. Ora stiamo intensificando i nostri sforzi attraverso questa iniziativa storica con i nostri partner negli Stati Uniti e nell’Unione europea. Giustizia sarà fatta”.
Secondo quanto riportato nella comunicazione ufficiale, la presenza dell’ACA si è resa necessaria poiché, pur avendo gli operatori ucraini svolto “un lavoro eccellente, tuttavia la portata di ciò che sta accadendo ora è senza precedenti e sta ponendo enormi richieste all’OPG”. Il pool di esperti è composto di un gruppo consultivo che affianca l’OPG e da squadre mobili di giustizia (MJT) atte a condurre le indagini sul campo. Al momento, scrive il comunicato, per via della situazione in cui verte l’Ucraina il team risiede nel sud-est della Polonia, ma è già impegnato operativamente in missioni di breve durata sul territorio.
In Ucraina i processi per i crimini di guerra hanno preso il via verso la metà del mese scorso: il 13 maggio è infatti finito sotto accusa il sergente russo ventunenne Vadim Shishimarin, accusato di aver deliberatamente ucciso un civile nel villaggio di Chupakhivka, nell’Ucraina nord-orientale, alla fine di febbraio. Il processo, durato neanche una settimana, si è concluso con la condanna di Shishimarin all’ergastolo.
Pur non collocandosi in contrasto con la giurisdizione di altri organi penali sovranazionali, come la Corte penale internazionale, il fatto che sia un tribunale interno ucraino a giudicare i crimini russi e la mancata esistenza di un organo di giudizio super partes non può non suscitare perplessità riguardo la conduzione imparziale di tali processi. Tanto più che, nel dichiarare il proprio esplicito appoggio alla parte ucraina, organismi come l’ACA esprimono implicitamente una chiara presa di posizione nel contesto del conflitto. Quello che si configura non sembra così essere un tentativo di valutare l’esistenza di effettivi crimini di guerra, ma quanto più di individuare colpevoli da portare alla sbarra.
Ti ricordiamo che il nostro giornale non ospita alcuna pubblicità e non riceve alcun contributo pubblico. È un progetto che esiste solo grazie a Voi lettori.
Per continuare a leggere senza limiti e accedere a tutti i contenuti esclusivi, abbonati adesso al costo di un caffè a settimana. Oltre a sostenere un progetto editoriale unico nel suo genere, potrai beneficiare di un’informazione verificata, di qualità, coraggiosa e senza filtri.
Noi e terze parti selezionate utilizziamo cookie o tecnologie simili per finalità tecniche e, con il tuo consenso, anche per altre finalità come specificato nell'informativa sulla privacy.
Questo sito web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza durante la navigazione nel sito. Di questi, i cookie che sono classificati come necessari sono memorizzati sul tuo browser in quanto sono essenziali per il funzionamento delle funzionalità di base del sito web. Utilizziamo anche cookie di terze parti che ci aiutano ad analizzare e capire come utilizzi questo sito web. Questi cookie vengono memorizzati nel tuo browser solo con il tuo consenso. Hai anche la possibilità di rinunciare a questi cookie, Ma l'opt-out di alcuni di questi cookie può influenzare la tua esperienza di navigazione.
I cookie necessari sono assolutamente indispensabili per il corretto funzionamento del sito web. Questi cookie assicurano le funzionalità di base e le caratteristiche di sicurezza del sito web, in modo anonimo.
Cookie
Durata
Descrizione
__cf_bm
1 hour
This cookie, set by Cloudflare, is used to support Cloudflare Bot Management.
cookielawinfo-checkbox-advertisement
1 year
Set by the GDPR Cookie Consent plugin, this cookie is used to record the user consent for the cookies in the "Advertisement" category .
cookielawinfo-checkbox-analytics
11 mesi
Questo cookie è impostato dal plugin GDPR Cookie Consent.Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie della categoria "Analytics".
cookielawinfo-checkbox-functional
11 mesi
Il cookie è impostato dal consenso dei cookie GDPR per registrare il consenso dell'utente per i cookie della categoria "Funzionale".
cookielawinfo-checkbox-necessary
11 mesi
Questo cookie è impostato dal plugin GDPR Cookie Consent. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie della categoria "Necessario".
cookielawinfo-checkbox-others
11 mesi
Questo cookie è impostato dal plugin GDPR Cookie Consent.Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie della categoria "Altro".
cookielawinfo-checkbox-performance
11 mesi
Questo cookie è impostato dal plugin GDPR Cookie Consent. Il cookie viene utilizzato per memorizzare il consenso dell'utente per i cookie della categoria "Performance".
CookieLawInfoConsent
1 year
CookieYes sets this cookie to record the default button state of the corresponding category and the status of CCPA. It works only in coordination with the primary cookie.
csrftoken
1 year
This cookie is associated with Django web development platform for python. Used to help protect the website against Cross-Site Request Forgery attacks
JSESSIONID
session
New Relic uses this cookie to store a session identifier so that New Relic can monitor session counts for an application.
viewed_cookie_policy
11 mesi
Il cookie è impostato dal plugin GDPR Cookie Consent e viene utilizzato per memorizzare se l'utente ha acconsentito o meno all'uso dei cookie. Non memorizza alcun dato personale.
wpEmojiSettingsSupports
session
WordPress sets this cookie when a user interacts with emojis on a WordPress site. It helps determine if the user's browser can display emojis properly.
I cookie funzionali aiutano ad eseguire alcune funzionalità come la condivisione del contenuto del sito web su piattaforme di social media, la raccolta di feedback e altre caratteristiche di terze parti.
Cookie
Durata
Descrizione
yt-player-headers-readable
never
The yt-player-headers-readable cookie is used by YouTube to store user preferences related to video playback and interface, enhancing the user's viewing experience.
yt-remote-cast-available
session
The yt-remote-cast-available cookie is used to store the user's preferences regarding whether casting is available on their YouTube video player.
yt-remote-cast-installed
session
The yt-remote-cast-installed cookie is used to store the user's video player preferences using embedded YouTube video.
yt-remote-connected-devices
never
YouTube sets this cookie to store the user's video preferences using embedded YouTube videos.
yt-remote-device-id
never
YouTube sets this cookie to store the user's video preferences using embedded YouTube videos.
yt-remote-fast-check-period
session
The yt-remote-fast-check-period cookie is used by YouTube to store the user's video player preferences for embedded YouTube videos.
yt-remote-session-app
session
The yt-remote-session-app cookie is used by YouTube to store user preferences and information about the interface of the embedded YouTube video player.
yt-remote-session-name
session
The yt-remote-session-name cookie is used by YouTube to store the user's video player preferences using embedded YouTube video.
ytidb::LAST_RESULT_ENTRY_KEY
never
The cookie ytidb::LAST_RESULT_ENTRY_KEY is used by YouTube to store the last search result entry that was clicked by the user. This information is used to improve the user experience by providing more relevant search results in the future.
I cookie di performance sono utilizzati per capire e analizzare gli indici di performance chiave del sito web che aiuta a fornire una migliore esperienza utente per i visitatori.
Cookie
Durata
Descrizione
SRM_B
1 year 24 days
Used by Microsoft Advertising as a unique ID for visitors.
I cookie analitici sono utilizzati per capire come i visitatori interagiscono con il sito web. Questi cookie aiutano a fornire informazioni sulle metriche del numero di visitatori, la frequenza di rimbalzo, la fonte del traffico, ecc.
Cookie
Durata
Descrizione
_clck
1 year
Microsoft Clarity sets this cookie to retain the browser's Clarity User ID and settings exclusive to that website. This guarantees that actions taken during subsequent visits to the same website will be linked to the same user ID.
_clsk
1 day
Microsoft Clarity sets this cookie to store and consolidate a user's pageviews into a single session recording.
_ga
2 years
The _ga cookie, installed by Google Analytics, calculates visitor, session and campaign data and also keeps track of site usage for the site's analytics report. The cookie stores information anonymously and assigns a randomly generated number to recognize unique visitors.
_ga_*
1 year 1 month 4 days
Google Analytics sets this cookie to store and count page views.
_gat_gtag_UA_178106852_1
1 minute
Set by Google to distinguish users.
_gid
1 day
Installed by Google Analytics, _gid cookie stores information on how visitors use a website, while also creating an analytics report of the website's performance. Some of the data that are collected include the number of visitors, their source, and the pages they visit anonymously.
bugsnag-anonymous-id
never
BugSnag/Juicer sets this cookie for bug reporting and other analytical purposes.
CLID
1 year
Microsoft Clarity set this cookie to store information about how visitors interact with the website. The cookie helps to provide an analysis report. The data collection includes the number of visitors, where they visit the website, and the pages visited.
MR
7 days
This cookie, set by Bing, is used to collect user information for analytics purposes.
SM
session
Microsoft Clarity cookie set this cookie for synchronizing the MUID across Microsoft domains.
vuid
1 year 1 month 4 days
Vimeo installs this cookie to collect tracking information by setting a unique ID to embed videos on the website.
I cookie pubblicitari sono utilizzati per fornire ai visitatori annunci pertinenti e campagne di marketing. Questi cookie tracciano i visitatori attraverso i siti web e raccolgono informazioni per fornire annunci personalizzati.
Cookie
Durata
Descrizione
_fbp
3 months
This cookie is set by Facebook to display advertisements when either on Facebook or on a digital platform powered by Facebook advertising, after visiting the website.
_tt_enable_cookie
1 year 24 days
Tiktok set this cookie to collect data about behaviour and activities on the website and to measure the effectiveness of the advertising.
_ttp
1 year 24 days
TikTok set this cookie to track and improve the performance of advertising campaigns, as well as to personalise the user experience.
ANONCHK
10 minutes
The ANONCHK cookie, set by Bing, is used to store a user's session ID and verify ads' clicks on the Bing search engine. The cookie helps in reporting and personalization as well.
fr
3 months
Facebook sets this cookie to show relevant advertisements by tracking user behaviour across the web, on sites with Facebook pixel or Facebook social plugin.
MUID
1 year 24 days
Bing sets this cookie to recognise unique web browsers visiting Microsoft sites. This cookie is used for advertising, site analytics, and other operations.
test_cookie
16 minutes
doubleclick.net sets this cookie to determine if the user's browser supports cookies.
VISITOR_INFO1_LIVE
6 months
YouTube sets this cookie to measure bandwidth, determining whether the user gets the new or old player interface.
VISITOR_PRIVACY_METADATA
6 months
YouTube sets this cookie to store the user's cookie consent state for the current domain.
YSC
session
Youtube sets this cookie to track the views of embedded videos on Youtube pages.
yt.innertube::nextId
never
YouTube sets this cookie to register a unique ID to store data on what videos from YouTube the user has seen.
yt.innertube::requests
never
YouTube sets this cookie to register a unique ID to store data on what videos from YouTube the user has seen.