Il Settimo aveva i caschi scuri e opachi, e non portava le cinture bianche. Erano diversi da tutti gli altri agenti del Reparto Mobile, un corpo speciale con equipaggiamenti speciali. Li avevano selezionati per requisiti fisici e psicologici. Scelti uno per uno, i più duri e i più portati, diciamo così. Erano la prima linea: gli uomini giusti al posto giusto. Gli ottanta uomini del VII Nucleo sperimentale antisommossa, addestrati per mesi, quelli che hanno preceduto il G8 di Genova, allevati e allenati come pitbull in una caserma nel mezzo del nulla che accompagna l’autostrada Roma-Fiumicino, ...
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Se Il G8 di Genova del 2001 è stato un capitolo nero della repressione dello stato sulla libertà di espressione e di opposizione, posso però testimoniare che non è stato un evento isolato.
L’eco e i numeri non sono paragonabili, ma la stessa ferocia e violenza è avvenuta dopo la manifestazione del primo maggio del 1998 a Torino, il centro sociale Askatasuna è stato assediato e devastato ed i suoi avventori pestati ed arrestati.
Le famiglie e la gente pacifica del quartiere si era riunita per l’annuale festa organizzata dal centro sociale, nessuno prevedeva che, dopo i “rituali” scontri in piazza del mattino, le forze dell’ordine in tenuta antisommossa sarebbero, dopo ore, piombate a martello nel bel mezzo di una festa di quartiere.
Io ero lì e durante la manifestazione avevo solo camminato pacificamente e volevo andarmi a mangiare una braciola come ogni sana grigliata del primo Maggio.
I pestaggi sono stati indiscriminati, tutta la casa è stata completamente devastata e per devastazione intendiamo la rottura sistematica di qualsiasi forma di arredo, disegni di croci celtiche sui muri, urina sui materassi.
Solo gli specchi sono rimasti intatti, forse per un ignorante senso di superstizione.
Durante l’assedio i bambini si nascondevano negli armadi a muro ed il terrore generale era sconvolgente.
Ci sarebbe ancora tanto altro da raccontare anche se di questo evento nulla è mai stato realmente detto.
Chiudo dicendo che in tutta questa follia in caserma sono stati portati anche un cane e un gatto!
Mi piacerebbe che anche questa storia avesse la sua visibilità per completare il puzzle dei comportamenti impuniti di cui lo stato si macchia.
Concordo su ogni punto dell’articolo, ma mi indigna la santificazione di Carlo Giuliani, come l’elezione di sua madre in parlamento: la sinistra deve ancora fare i conti con se stessa su certe cose… salvo invece instaurare la dittatura sanitaria quando si tratto’ di affrontare il covid: ipocriti. ipocriti, ipocriti!
Trovo allucinante, offensivo, incredibile quello che è successo a Genova. Ma mi fa ancor più paura l’esito delle indagini successive: le coperture, le connivenze, le poche condanne, gli esigui indennizzi. Lo Stato ha capitolato due volte.