Oggi in tutta Italia ci sono mobilitazioni contro l’assedio americano a Cuba

A Cuba è in corso l’allerta rossa. Gli Stati Uniti strangolano lo Stato insulare e preparano il terreno per un’invasione. Cosa si può fare qui in Italia per opporsi a questa odiosa e gratuita aggressione? Risponde l’Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba: far vedere al Presidente Trump e allo stesso popolo cubano, con manifestazioni e raccolte di firme, che Cuba non è sola.

Mentre la macchina della propaganda statunitense sta dipingendo Cuba – Paese assolutamente pacifico da lungo tempo – come una minaccia, una task force USA con portaerei nucleare si è posizionata a distanza di tiro. O di raid (e rapimento) come in Veneznela. Inoltre, alle sanzioni debilitanti già in vigore, gli USA hanno aggiunto, lo scorso gennaio, un blocco energetico per portare la popolazione cubana allo stremo – e, quindi, alla resa. Il blocco causa blackout nazionali e, con ciò, il fermo delle attività produttive e la conseguente penuria di beni, il collasso delle strutture sanitarie e, di riflesso, l’aumento della mortalità infantile. Tutto ciò viene poi presentato come prova del fallimento del governo socialista e della necessità di un regime change neoliberale, manu militari se necessario.

Così, l’associazione ha promosso per la giornata di oggi, 28 maggio, una serie di presidi in tutta l’Italia, organizzati dai suoi circoli locali con l’appoggio del CSIC (Centro Studi Italia Cuba) e di formazioni come Cambiare Rotta, OSA, la Rete dei Comunisti, ANPPIA, il sindacato USB ed altre realtà. Tutti i presidi avranno la stessa parola d’ordine: ¡CUBA NO ESTÁ SOLA!

A Roma il punto di aggregazione sarà piazza dei Cinquecento (ribattezzata piazza Gaza) alle ore 18; i manifestanti raggiungeranno poi via Vittorio Veneto 121 per indire un presidio davanti all’ambasciata statunitense.
Il presidio milanese si terrà invece alle ore 17.30 davanti al Consolato USA in Largo Donegani – M3. A Bergamo alla stessa ora, si terrà un presidio davanti alla Prefettura in via T. Tasso 8. A Torino l’appuntamento è per le ore 18.30 in Piazza Castello.

A Genova il presidio si terrà in largo Eros Lanfranco alle ore 18 mentre a Pisa, alla stessa ora, i manifestanti si riuniranno in piazza XX settembre, ribattezzata anch’essa piazza Gaza. A Empoli, invece, il presidio si terrà alle 18.30 in Piazza della Vittoria. Infine a Catanzaro, il presidio si terrà in piazza Galluppi, adiacente alla Prefettura, alle ore 18.

In quanto alla raccolta di firme, il CTC (Central de Trabajadores de Cuba), la federazione sindacale cubana, lancia un appello alle persone di buona volontà in tutto il mondo affinché si uniscano alla campagna Cuba non è sola e firmino una petizione globale per la pace e per la solidarietà con il popolo cubano. Ma soprattutto, il CTC chiede di raccogliere firme sui loro moduli (da stampare). Questa iniziativa è particolarmente importante perché il gesto di firmare un foglio crea un coinvolgimento maggiore rispetto al semplice clic su una pagina web. Inoltre, il contatto diretto con una persona che difende la sovranità di Cuba raccogliendo firme, risulta molto più efficace delle calunnie anticubane che si leggono sui mass media. Le firme raccolte, anche se sono poche, vanno inviate in una busta all’Ambasciata di Cuba, Via Licinia 7, 00153 Roma.

La campagna Cuba non è sola ha due obiettivi: in primo luogo, come si è detto, quello di mostrare al popolo cubano che, di fatto, non è solo e ciò lo aiuterà a sopportare le difficoltà causate dalle sanzioni e dal blocco statunitensi. In secondo luogo, la campagna vuole far prendere coscienza al maggior numero possibile di persone che gli Stati Uniti stanno strozzando Cuba e potrebbero invaderla. Ciò faciliterà poi l’organizzazione futura di grandi manifestazioni a favore di Cuba come quelle pro-Palestina che hanno avuto tanto impatto.

Manifestazioni imponenti pro-Cuba, infatti, invierebbero un chiaro messaggio a Trump: continuare ad aggredire lo Stato caraibico ti costerà. E ti costerà caro. Perché con ogni aggressione a stelle-e-strisce contro uno Stato sovrano come Cuba, il mondo si allontana sempre di più dagli USA. E nel nuovo ordine mondiale che via via viene costruito di conseguenza, gli Stati Uniti, isolati, rischiano di avere in mano soltanto le briciole.

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Patrick Boylan

Californiano di nascita e italiano di adozione, cofondatore delle associazioni Rete NoWar, U.S. Citizens for Peace & Justice e Free Assange Italia. Formato come giornalista all'allora International Herald Tribune (Parigi), è autore dei libri Free Assange e Progressisti con l’elmetto: la Sinistra pacifista viene arruolata. Già professore di Inglese per la Facoltà di Comunicazione Interculturale all'Università Roma Tre, svolge training interculturali per enti ed aziende.

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