Ore 19.30 – Media: gli Houthi lanciano missili sull’Arabia
Secondo diversi media, gli Houthi avrebbero lanciato almeno 6 missili contro l’aeroporto di Abha in Arabia Saudita, in risposta ai raid di questa mattina. Vengono segnalate esplosioni.
Ore 17 – Trump ripristina il blocco navale all’Iran
Dopo gli attacchi incrociati delle scorse ore e un traffico di fatto azzerato nello Stretto di Hormuz, il presidente USA Donald Trump ha annunciato il ripristino del blocco navale all’Iran.
“Lo Stretto di Hormuz è e rimarrà aperto con o senza l’Iran. Diventeremo i Guardiani dello Stretto, con un’imposta del 20% su tutte le merci che lo attraversano. La decisione ha effetto immediato”, ha dichiarato Trump su Truth.

Ore 16.40 – L’ONU invita al dialogo
“Invito le parti a impegnarsi nel dialogo e nei negoziati sotto gli auspici delle Nazioni Unite per trovare una via da seguire che preservi la relativa calma che lo Yemen ha vissuto dal 2022 e compia progressi verso una fine sostenibile del conflitto”. Così l’Inviato Speciale del Segretario Generale dell’ONU per lo Yemen Hans Grundberg.
Ore 16.00 – Il governo yemenita rivendica l’attacco
In attesa di un commento ufficiale da parte dell’Arabia Saudita, il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale e supportato proprio da Riad ha rivendicato l’attacco all’aeroporto di Sana’a, controllato dagli Houthi.
Ore 15.15 – La guerra civile yemenita

La guerra civile in Yemen va avanti ormai da oltre dieci anni. Le rivolte delle “Primavere Arabe” all’inizio del decennio scorso portarono alla rimozione del presidente Saleh e alla scalata al potere del suo vice, Hadi. Nel 2014, gli Houthi lanciarono una vasta offensiva, conquistando la capitale e costringendo Hadi alle dimissioni; nel 2015, il Paese era diviso in due: Ansar Allah aveva il controllo del nord, Hadi del sud. Fu qui che l’Arabia Saudita entrò in scena: Riyad creò quella che prese il nome di “coalizione anti-Houthi” a sostegno del presidente Hadi, a cui aderirono diversi Paesi del Golfo e del Mar Rosso, tra cui proprio gli Emirati Arabi Uniti.
Nonostante i tentativi di rovesciamento, Ansar Allah tenne; nel malcontento generale, i Movimenti del Sud, che miravano alla creazione di uno Stato indipendente nello Yemen meridionale, si unirono, e nel 2017 nacque il Consiglio di Transizione del Sud (STC), sostenuto dagli Emirati.
Dal 2026 la guerra civile yemenita è entrata in una nuova fase. Con la dissoluzione del Consiglio di Transizione del Sud (STC), sono diventati due i principali attori in gioco: il governo riconosciuto a livello internazionale, sostenuto dall’Arabia Saudita, e gli Houthi, appoggiati invece dall’Iran. Dopo mesi di relativa calma tra le parti, l’escalation bellica è tornata a bussare alle porte del Paese.
Ore 14.20 – Houthi: “la de-escalation è finita”
Gli Houthi hanno dichiarato che il periodo di de-escalation con l’Arabia Saudita, relativo alla guerra civile yemenita, si è ufficialmente concluso.
Il Ministero degli Esteri degli Houthi ha definito l’attacco “senza precedenti”, aprendo una “nuova fase” tra le parti.
Ore 13:50 – Il video dell’attacco
Iniziano a girare i primi video dell’attacco contro la capitale yemenita Sana’a. Il ministro della Difesa yemenita di Ansar Allah, intanto, ha suggerito ai cittadini di rimanere lontani dalle aree attorno all’aeroporto.





Trump è il nemico numero 1 mondiale.
Nel cervello ha spazzatura e quindi, ergo, è un bidone.
Forse sono stato troppo pacato?
Gli imbelli Sauditi contro i migliori combattenti del Medio Oriente Yemeniti e Iraniani, ci sarà da ridere o da piangere come quando hanno ammazzato il Giornalista USA del Washington Post che aveva smascherato i loro crimini di guerra, nella loro stessa Ambasciata, sempre per ingraziarsi Trump.
Campioni del mondo, a sbagliare obbiettivi.