Gli USA attaccano l’Iran – Teheran colpisce obiettivi USA in Kuwait e Bahrein

Nella mattina di lunedì 13 luglio è stato bombardato l’aeroporto internazionale di Sana’a, infrastruttura utilizzata da Ansar Allah, il gruppo alleato di Teheran meglio noto come Houthi. Questi ultimi hanno accusato l’Arabia Saudita, dichiarando che l’azione «non rimarrà impunita». Poche ore dopo, gli Houthi hanno dichiarato di aver lanciato sei missili contro l’aeroporto di Abha, in Arabia Saudita. L’attacco saudita riaccenderebbe la guerra civile yemenita, inserendosi nel contesto di graduale ripresa dei combattimenti tra Iran e Stati Uniti. L’operazione segnerebbe infatti il primo attacco dell’Arabia Saudita contro lo Yemen e in generale nella regione mediorientale dall’inizio della guerra israelo-statunitense all’Iran.

Nel frattempo il governo yemenita riconosciuto a livello internazionale — l’altra parte in conflitto con gli Houthi — ha rivendicato l’attacco, giunto due settimane dopo la ripresa dei voli diretti tra Teheran e Sana’a, sfidando il blocco imposto dall’Arabia Saudita sui collegamenti aerei con gli aeroporti controllati dagli Houthi. Secondo questi ultimi, l’attacco sarebbe avvenuto proprio per impedire l’atterraggio a un volo proveniente dall’Iran, con a bordo una delegazione di ritorno dal funerale di Ali Khamenei. L’aereo è poi atterrato all’aeroporto di Al-Hodeidah, nello Yemen occidentale.

Secondo quanto riferito da Axios, che cita due funzionari statunitensi, il presidente Trump avrebbe espresso il proprio sostegno nei confronti del principe ereditario Mohammed Bin Salman per un’azione militare contro gli Houthi. Il principe avrebbe infatti avvisato Trump in anticipo di un possibile attacco e gli avrebbe chiesto supporto: il che, scrive il quotidiano, potrebbe indicare che l’Arabia Saudita prevede un conflitto di ampia scala contro il gruppo, che richiederebbe sostegno militare.

La scorsa settimana si sono inoltre svolti diversi incontri istituzionali tra le due parti, con il segretario di Stato Marco Rubio che prima ha incontrato l’ambasciatore saudita a Washington e poi ha parlato con il ministro degli Esteri saudita, il principe Faisal bin Farhan.


Il CENTCOM ha pubblicato il video di un attacco effettuato all’impianto di manutenzione per sottomarini e navi in Iran, con l’obiettivo di impedire a Teheran di condurre nuovi attacchi contro petroliere internazionali. Si tratta, spiega il Comando, della prima volta in cui le forze americani hanno impiegato droni marini in operazioni di combattimento.


  • Gli USA hanno continuato ad attaccare l’Iran, colpendo obiettivi sulle isole di Kish, Jam e Qeshm, oltre che a Bushehr, Bandar Abbas, Chah Bahar, Jask, Konarak e Abu Musa. Durante l’attacco sarebbero state impiegate munizioni di precisione contro i sistemi di difesa iraniani situati in particolare lungo la costa. Gli attacchi, riferisce il Comando centrale delle forze armate USA (CENTCOM), si sono conclusi intorno alle 22.15 (orario USA). «Attualmente sono schierati in tutto il Medio Oriente oltre 50.000 militari statunitensi. Le forze americane rimangono vigili, letali e pronte all’azione», riporta il Comando. Gli attacchi avrebbero causato almeno quattro feriti, secondo i media iraniani.
  • L’Iran ha risposto attaccando una «nave ostile» statunitense in Kuwait, oltre a «diversi depositi di armi, un centro di comunicazioni satellitari e un edificio che ospita le forze statunitensi» in Bahrein, presso la base di Al-Juffair, secondo quanto riferito dai pasdaran. La Giordania avrebbe intercettato quattro missili provenienti dall’Iran.
  • Gli Emirati Arabi hanno riferito che missili iraniani hanno colpito anche due delle loro petroliere, uccidendo un membro dell’equipaggio e ferendo diverse altre persone.
  • Il prezzo del petrolio ha raggiunto il picco delle ultime settimane, con un rialzo dei futures sul greggio Brent di 1,68 dollari (ovvero il 2%), attestandosi a circa 85 dollari al barile.

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2 Commenti

  1. Gli imbelli Sauditi contro i migliori combattenti del Medio Oriente Yemeniti e Iraniani, ci sarà da ridere o da piangere come quando hanno ammazzato il Giornalista USA del Washington Post che aveva smascherato i loro crimini di guerra, nella loro stessa Ambasciata, sempre per ingraziarsi Trump.
    Campioni del mondo, a sbagliare obbiettivi.

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