Israele ribalta la storia: approvato un tribunale speciale per processare i palestinesi per genocidio

Quasi trecento palestinesi rischiano la condanna alla pena di morte con l’accusa di genocidio. Un rovesciamento delle carte che arriva mentre il tribunale dell’Aia continua la propria inchiesta nei confronti di Israele, accusata proprio del medesimo crimine. A disporlo è una nuova legge con cui i parlamentari della Knesset, il parlamento monocamerale israeliano, hanno istituito un tribunale speciale in cui processare i palestinesi accusati di avere partecipato al 7 ottobre. Il nuovo istituto costerà centinaia di milioni di dollari e seguirà la legge militare, con relative deroghe alle norme procedurali e probatorie ordinarie; i processi saranno aperti al pubblico e trasmessi in diretta. La legge è stata contestata da diverse organizzazioni per i diritti umani, che contestano la possibilità di applicare la pena di morte e temono violazioni dei diritti delle persone accusate, a partire proprio dai poteri di deroga del tribunale e dalla potenziale esposizione dei processi alle pressioni dell’opinione pubblica.

La legge che istituisce il tribunale speciale per i presunti crimini commessi il 7 ottobre 2023 è stata approvata lunedì sera dalla Knesset. La norma è stata approvata all’unanimità e ha ottenuto i voti favorevoli di gran parte dei deputati, con solo 27 dei 130 parlamentari che si sono astenuti dal voto o assentati dalle discussioni. Essa segue un lungo percorso di dibattito relativo alle modalità con cui processare gli oltre 250 palestinesi detenuti dopo il 7 ottobre. Essi sono accusati di reati di lesione della sovranità o dell’integrità territoriale dello Stato, istigazione alla guerra, favoreggiamento del nemico in tempo di guerra, e – appunto – genocidio. Sulla base di quest’ultimo, i palestinesi potrebbero venire condannati a morte. Proprio a proposito di pena capitale, Israele ha recentemente approvato un’altra legge per condannare a morte i palestinesi condannati per terrorismo. Le discussioni sull’istituzione del nuovo tribunale hanno toccato anche quest’ultimo punto, poiché l’ultima legge sulla pena di morte non si applica a coloro che sono accusati di crimini commessi prima della sua entrata in vigore.

Il tribunale verrà istituito a Gerusalemme e funzionerà come una corte militare. Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, su raccomandazione del Procuratore Generale Militare, sarà incaricato di nominare i pubblici ministeri. Il nuovo istituto opererà attraverso collegi di tre giudici, di cui almeno uno dovrà aver ricoperto la carica di presidente di un tribunale militare; in totale vi aderiranno 15 giudici, tutti qualificati per far parte della Corte Suprema o giuristi internazionali che il ministro della Giustizia, in consultazione con il ministro degli Esteri, ritiene idonei a ricoprire tale carica. Ogni singolo caso sarà esaminato da tre giudici – uno dei quali sarà un giudice in pensione di un tribunale distrettuale – mentre un collegio di cinque giudici si occuperà dei procedimenti che coinvolgono più imputati. Gli appelli saranno esaminati da tutti e 15 i giudici. In quanto tribunale militare, l’organo potrà derogare alle norme procedurali e probatorie standard qualora ritenga che ciò sia necessario; questo implica una maggiore flessibilità in materia di accesso al materiale investigativo, ai requisiti di catena di custodia delle prove, al ricorso a memorie scritte e ad adattamenti nelle modalità di acquisizione delle testimonianze. I processi saranno aperti al pubblico e trasmessi su un sito web creato appositamente.

Prima della creazione del tribunale si dovrà sciogliere il nodo dei costi: il quotidiano israeliano Times of Israel spiega che sarebbe ancora in corso un braccio di ferro tra il ministero della Difesa di Israel Katz e quello delle Finanze di Bezalel Smotrich – quest’ultimo leader di uno dei partiti promotori della legge – sulle risorse economiche da attribuire all’istituzione del nuovo organo: Katz ritiene che l’iniziativa arriverebbe a costare circa 5 miliardi di NIS (circa 1,47 milioni di euro), da indirizzare alla costruzione del complesso giudiziario e alla costituzione dello staff per mantenerlo – che dovrebbe contare circa 400 persone tra guardia del tribunale e dipendenti civili; secondo Smotrich, invece, dovrebbero bastare 2 miliardi di NIS (il corrispettivo di poco meno di 600 milioni di euro). La costituzione del tribunale speciale, in ogni caso, si prospetta particolarmente onerosa.

Sono invece di natura giuridica e umanitaria le preoccupazioni delle ONG: secondo Adalah, ONG israeliana che offre assistenza e supporto legale alla popolazione araba di Israele e Palestina, il funzionamento del tribunale rischia di violare le garanzie democratiche del giusto processo. Muna Haddad, avvocata di Adalah, ha affermato che il disegno di legge con cui è stato istituito il tribunale «consente esplicitamente processi di massa che si discostano dalle norme standard in materia di prove, inclusa un’ampia discrezionalità giudiziaria nell’ammettere prove ottenute in condizioni coercitive che possono configurarsi come tortura o maltrattamenti». Il quadro normativo in cui si muove, sostiene l’avvocata, «di fatto equipara l’incriminazione a una sentenza di colpevolezza, prima ancora che abbia inizio l’esame giudiziario». A sollevare preoccupazioni anche la disposizione che permette di trasmettere i processi in diretta, che, secondo Haddad, «trasforma i procedimenti in processi farsa a scapito dei diritti dell’imputato». Le ONG temono, insomma, che gli imputati – detenuti per quasi due anni e mezzo senza un’accusa formale, non siano processati equamente; hanno inoltre affermato che le dure condizioni di detenzione, comprese le accuse di abusi, torture e severe restrizioni alimentari nelle carceri israeliane dall’inizio della guerra, potrebbero mettere in discussione l’attendibilità delle confessioni o delle testimonianze ottenute in custodia.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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