Flotilla: due attivisti detenuti in Israele con le catene ai piedi e i lividi in faccia

Mentre a Tel Aviv il ministro Ben Gvir festeggiava il suo 50esimo compleanno con una sfarzosa torta a tre piani raffigurante pistole, un cappio e una mappa della Grande Israele, Thiago Avila e Abu Keshek Abdelrahim si presentavano nelle aule del tribunale di Ashkelon visibilmente affaticati: occhi arrossati, ferite sulla testa, manette alle mani e catene ai piedi. I due erano stati arrestati in seguito all’abbordaggio delle navi della Global Sumud Flotilla portato avanti dall’esercito israeliano in acque internazionali; quando sono stati prelevati, si trovavano a bordo di una nave battente bandiera italiana. I legali di Adalah, gruppo per i diritti umani che fornisce assistenza agli attivisti, spiegano che Avila e Abu Keshek sono stati sottoposti ad «abusi fisici equivalenti a tortura»; in seguito all’udienza, i pm hanno elencato una serie di presunti reati senza tuttavia muovere alcuna accusa formale, e il giudice ha disposto il prolungamento della detenzione per altri due giorni.

L’aggiornamento delle condizioni di Avila e Abu Keshek arriva dopo giorni di viaggio in mare in cui i due sono stati tenuti bendati. I legali di Adalah sono riusciti a contattare i propri assistiti solo il 2 maggio, il giorno prima dell’udienza. Gli avvocati riportano testimonianze di «gravi abusi fisici equivalenti a tortura, tra cui essere stati picchiati e tenuti in isolamento per giorni»: Avila ha raccontato di essere stato sottoposto a «estrema brutalità» da parte delle forze israeliane, «trascinato a faccia in giù sul pavimento e picchiato così duramente che è svenuto due volte»; Abu Keshek, invece, è stato «legato con le mani e bendato e costretto a giacere a faccia in giù sul pavimento dal momento del suo sequestro» finché non ha raggiunto Israele.

Con il provvedimento del giudice, i due resteranno nel carcere di Shikma per almeno altri due giorni. L’accusa ne chiedeva quattro; al momento dell’udienza, i pm hanno presentato una lista di possibili reati tra cui assistenza al nemico in tempo di guerra, contatti con un agente straniero, appartenenza e fornitura di servizi a un’organizzazione terroristica e trasferimento di beni per conto di un’organizzazione terroristica. Nonostante ciò, non è stata presentata alcuna accusa formale. Adalah rigetta le ipotesi di reato e chiede la liberazione immediata dei propri assistiti; anche il governo spagnolo chiede la liberazione di Abu Keshek, cittadino ispano-palestinese. Gli avvocati degli attivisti contestano la decisione del tribunale, presa senza che fosse presentata accusa formale contro gli imputati in un territorio su cui non avrebbe giurisdizione. Al momento dell’arresto, i due si trovavano infatti a bordo di una nave battente bandiera italiana, Paese che, in quanto Stato di bandiera, esercitava giurisdizione sull’equipaggio; a tal proposito, la squadra legale della Global Sumud Flotilla ha presentato due esposti contro il governo Meloni presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e la Procura della Repubblica per chiedere la liberazione degli attivisti: gli avvocati sostengono che l’Italia in quanto Stato di bandiera, avrebbe dovuto adottare tutte le misure necessarie per prevenire che i diritti degli attivisti venissero violati, e chiede la loro immediata liberazione.

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Dario Lucisano

Laureato con lode in Scienze Filosofiche presso l’Università di Milano, collabora come redattore per L’Indipendente dal 2024.

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3 Commenti

  1. Scriviamo da un paese dove un anarchico è seppellito vivo con il 41 bis per aver fatto saltare un cestino dei rifiuti? Il bombarolo di de Andrè, quello non del tutto giusto ma quasi niente di sbagliato, lo avrebbero fucilato!
    La repressione di tutti i poteri è sempre schifosa perché, sempre de Andrè, non ci sono poteri buoni.
    Per chiudere con de Andrè mi sa che gli unici cittadini liberi saranno quelli con un cannone nel cortile!

  2. L’unica via di uscita è lottare per la NEUTRALITÀ DELL’ITALIA con conseguente annullamento di tutti gli accordi e i contratti civili e militari con Israele, l’uscita da Nato e UE e lo sfratto a tutte le basi straniere. Avremmo un mondo da guadagnare.

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