Barletta, il Jova Beach Party accusato di aver distrutto le dune protette: tre indagati

Il Jova Beach Party è finito sotto la lente della Procura di Trani con l’accusa di inquinamento ambientale colposo e abuso edilizio in area protetta. A distanza di quasi 4 anni dal concerto di Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, sulla litoranea di ponente di Barletta, tre persone risultano indagate dai magistrati pugliesi. Si tratta di due funzionari comunali e del progettista dell’evento. Il filone giudiziario segue le proteste delle associazioni ambientaliste, contestando le ipotesi di reato durante l’allestimento del palco e lo svolgimento del concerto. Il Jova Beach Party avrebbe infatti alterato un ecosistema compreso nell’area protetta della foce del fiume Ofanto, distruggendo dune e vegetazione spontanea. Non è la prima accusa che Jovanotti raccoglie per il suo tour estivo, da Marina di Ravenna a Fermo, ma è la prima inchiesta giudiziaria che si abbatte sull’evento.

Il 21 luglio 2022 circa 30mila persone affollarono la litoranea di ponente di Barletta per partecipare al Jova Beach Party. Tra lavori di allestimento e concerto venne coinvolta un’area di circa 16mila metri quadrati sottoposta a vincolo paesaggistico. Le associazioni ambientaliste si scagliarono contro l’evento, denunciando l’impatto sul territorio. Un esposto presentato da Legambiente alla Procura di Trani si è trasformato in inchiesta giudiziaria. Al momento risultano 3 persone indagate, cui vengono contestati i reati di inquinamento ambientale colposo e abusivismo edilizio in zona protetta. Come riportato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, tra gli indagati figurano due funzionari comunali: il dirigente ai lavori pubblici Francesco Lomoro e l’amministratore unico di BARSA, la società multiservizi di Barletta, Michele Cianci. A loro si aggiunge Mario Luigi Dicandia, progettista dell’evento.

Quello condotto dalla Procura di Trani è il primo filone giudiziario contro il Jova Beach Party. L’evento di Jovanotti ha attirato critiche in giro per l’Italia. A Fermo, nel 2022, i controlli condotti dall’Ispettorato del lavoro hanno fatto emergere la presenza di diversi lavoratori impiegati in nero. A ciò si è aggiunta la stessa accusa mossa a Barletta, relativa alla distruzione della vegetazione dunale. Già nel 2019 le ruspe avevano appianato la spiaggia di Casabianca, sul Lido di Fermo, in vista del concerto.

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Salvatore Toscano

Laureato in Scienze della Politica con una tesi sui beni comuni, per L’Indipendente si occupa di politica, diritti e movimenti. Si dedica al giornalismo dopo aver compreso l’importanza della penna come strumento di denuncia sociale.

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