Nel Golfo di Napoli è stata scoperta una grande scogliera di coralli bianchi

Nel Canyon Dohrn, a 500 metri sotto il Golfo di Napoli, la spedizione scientifica Demetra del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) ha individuato una vasta scogliera di coralli bianchi. Le immagini sottomarine mostrano habitat di rara biodiversità, come colonie di Desmophyllum pertusum e Madrepora oculata e molluschi di profondità quali Acesta excavata e Neopycnodonte zibrowii. La scoperta, secondo i ricercatori, sostiene la proposta di inserire il Canyon Dohrn nella rete protetta comunitaria Natura2000.

Grazie ad esplorazioni effettuate con un veicolo sottomarino è stato osservato che le strutture coralline sono larghe oltre due metri e sono distribuite lungo una parete verticale di più di 80 metri. Insieme alla ricchezza di biodiversità, la scogliera presenta anche tracce fossili di ostriche e coralli antichi. Il capo della missione, Giorgio Castellan, ha definito la scoperta «un tassello fondamentale per comprendere il ruolo ecologico degli habitat a coralli profondi e la loro distribuzione, soprattutto nell’ottica di azioni di tutela e restauro». L’esplorazione di questa porzione sconosciuta di Canyon Dohrn, ha dichiarato Frine Cardone, ricercatore della Stazione Zoologica Anton Dohrn, «ci restituisce l’immagine di un ecosistema marino profondo di straordinario interesse scientifico e valore naturalistico», dove «accanto alle comunità viventi, abbiamo osservato estese aggregazioni fossili di N. zibrowii, che rappresentano una testimonianza della biodiversità antica del Canyon Dohrn e forniscono preziose informazioni paleoecologiche sulla sua evoluzione nel tempo».

La spedizione Demetra è partita lo scorso 22 settembre per una missione di esplorazione nel golfo di Napoli, per poi spostarsi verso il Canyon di Bari. Tra i suoi obiettivi principali vi è il ripristino degli habitat: i bracci dei suoi robot servono infatti a rimuovere rifiuti e oggetti vari incastrati tra i coralli, oltre a controllare lo stato degli ecoreef, strutture artificiali collocate lo scorso anno per aiutare i coralli a insediarsi nelle zone più danneggiate. La spedizione ha il compito di portare a termine gli obiettivi stabiliti nell’ambito della Legge europea sul ripristino della natura, approvata nel 2024. Tra questi, vi è l’obbligo di provvedere al ripristino degli ecosistemi naturali su almeno il 20% delle aree dell’Unione entro il 2030 e ristabilire almeno il 90% degli habitat in condizioni degradate entro il 2050, piantare tre miliardi di alberi entro la fine del decennio e liberare 25 mila chilometri di fiumi.

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1 commento

  1. Ottimo. Esiste una Legge europea su ripristino della natura. Questa Legge dovrebbe non solo ripristinare ma anche impedire che la natura venga danneggiata. In Sardegna e’ da tempo che stanno espropriando le terre dei contadini per impostare i pannelli solari. Tutte le rimostranze della popolazione sarda non sono riuscite a fermare lo scempio, perché la Regione, dice, sta operando nella legalità.

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