Gli aerei di linea non sono mai stati così sicuri, secondo i ricercatori del Massachusetts Institute of Technology (MIT), una delle università di ricerca più prestigiose al mondo. I dati, raccolti da fonti autorevoli come la Flight Safety Foundation e l’International Air Transport Association, mostrano un significativo miglioramento nella sicurezza dei voli di linea: il rischio di decesso a bordo di un aereo (o prima di salirci, visto che i numeri hanno tenuto conto anche di eventuali incidenti che potrebbero verificarsi nei terminal degli aeroporti) è infatti sceso da 1 ogni 7,9 milioni di passeggeri nel periodo 2008-2017 a 1 ogni 13,7 milioni tra il 2018 e il 2022. Questo rappresenta un netto miglioramento rispetto agli anni ’60 e ’70, quando il rischio era di 1 ogni 350.000 passeggeri.
Arnold Barnett, esperto di statistica e coautore dello studio, ha evidenziato come questa riduzione del rischio, che prosegue a un tasso del 7% annuo, sia principalmente frutto della combinazione di fattori diversi, tra cui l’adozione di tecnologie avanzate, una formazione rigorosa del personale e l’efficace lavoro delle agenzie di regolamentazione.
Tuttavia, lo studio mette anche in luce significative disparità regionali. Suddividendo i Paesi del mondo in tre gruppi diversi, in base al grado di sicurezza aerea, gli esperti sono arrivati alla conclusione che: nel primo gruppo, che include Stati Uniti, Unione Europea, Cina e Giappone, il rischio di decesso per imbarco nel periodo 2018-2022 è stato di circa 1 ogni 80 milioni di passeggeri. Un livello di sicurezza simile è stato registrato in paesi come Brasile, India e Sudafrica, che formano il secondo gruppo. Al contrario, il terzo gruppo, che comprende il resto del mondo, ha registrato un tasso di decessi 36,5 volte superiore rispetto al primo livello.
Nonostante dunque ci siano stati degli effettivi progressi anche in questa parte del mondo, le differenze restano significative, evidenziando la necessità di adottare pratiche di sicurezza più avanzate e di intensificare la collaborazione internazionale per colmare il divario. Solo così, dicono gli autori dello studio, sarà possibile garantire a tutti i passeggeri, ovunque si trovino, di muoversi nei cieli in totale tranquillità.
[di Gloria Ferrari]



