giovedì 25 Luglio 2024

La buona notizia del giorno: la nuova rubrica de L’Indipendente

Le notizie che leggiamo plasmano la nostra percezione del mondo. Trovarsi di fronte a un elenco infinito di fatti deprimenti e ansiogeni non solo abbatte il morale, ma induce a diventare cittadini arrendevoli, convinti che non ci sia niente da fare e che sia impossibile cambiare le cose. Seguendo l’agenda dei media mainstream molti si sentono travolti da una lunga sequenza di guerre e fatti di sangue. Non è un caso: una persona impaurita è facilmente controllabile e manipolabile, tende a isolarsi piuttosto che cercare attivamente di fare rete per cambiare le cose. Anche su questo tema noi de L’Indipendente vogliamo andare controcorrente, dandoci da fare per costruire una diversa percezione della realtà. Per questo da oggi nasce sul nostro giornale la rubrica “La buona notizia del giorno” che sarà aggiornata con nuovi articoli quotidianamente, dal lunedì al venerdì.

Naturalmente non smetteremo di raccontarvi le tante cose che ancora non vanno per il verso giusto. Ma nella nostra agenda quotidiana tratteremo più spesso anche fatti positivi che sui media solitamente non trovano spazio: dati che testimoniano i progressi che nonostante tutto l’umanità continua a fare, scoperte importanti in ambito medico e scientifico, vittorie da parte di popoli e movimenti che in tutto il mondo riescono a ottenere nuovi spazi di libertà e diritti sociali.

È chiaro che decidere cosa è una “buona notizia” e cosa non lo è dipende anche dalle idee che ognuno ha. Per questo al lettore potrà capitare qualche volta di trovare su L’Indipendente un articolo contrassegnato come “buona notizia” che non considera tale. È quindi utile spiegare la linea editoriale che forma il nostro metro di valutazione. Per noi è una buona notizia ogni piccola o grande vittoria ottenuta da movimenti e comitati territoriali, perché – a prescindere dal tema specifico in questione – ogni volta che i cittadini si mettono insieme riuscendo a incidere sull’esistente è un segnale positivo che smuove l’apatia generale. È una buona notizia ogni nuova scoperta scientifica che può migliorare la condizione di vita generale e contribuire a trovare nuove cure alle malattie. È una buona notizia ogni conquista di diritti sociali o civili, nella misura in cui non toglie libertà a nessun altro individuo. È una buona notizia quando nuovi Stati decidono di legalizzare e regolamentare condotte che esistono, togliendole al mercato nero, alle mafie e ai rischi della clandestinità (come nel caso della cannabis o dell’aborto). È una buona notizia quando i territori e le amministrazioni agiscono concretamente per il bene pubblico e per l’ambiente. Ed è una buona notizia quando popoli o governi del mondo lottano per riconquistare spazi di autodeterminazione contro poteri finanziari e coloniali.

Considerarle tali, sia chiaro, non significa affatto non vedere e non considerare eventuali lati oscuri di alcune misure. Ad esempio, salutare positivamente la scoperta di un nuovo vaccino non ci impedirà di continuare ad analizzare quotidianamente con spirito critico eventuali scelte politiche che impongono obblighi o restrizioni. Allo stesso modo, celebrare la scelta di un’amministrazione di agire in favore del trasporto pubblico o della qualità dell’aria, non ci ostacolerà dall’accendere i riflettori sui casi in cui, in nome dell’ambiente, si impongono scelte politiche che vanno a ripercuotersi sui ceti popolari, come l’introduzione di ZTL selettive per le vecchie auto o di ticket d’ingresso nelle città.

“La buona notizia del giorno” sarà un contenuto riservato ai nostri abbonati. È un’altra scelta che merita di essere motivata: il lavoro di selezione e verifica delle fonti riguardante le notizie positive sarà rigoroso come per ogni altro nostro articolo quotidiano. Si tratta di un processo lungo e impegnativo, al quale destineremo nuove risorse. Come chi ci legge sicuramente sa, L’Indipendente non ha mai accettato né mai accetterà un solo euro da partiti politici, sponsor e pubblicità: questa è la condizione necessaria per tenere fede al nome che ci siamo dati, permettendoci di fare un giornalismo libero e imparziale. Sottoscrivere un abbonamento, che costa quanto 1 caffè a settimana, è l’unico modo per sostenerci e in questo caso anche per contribuire a portare una sana ventata di ottimismo basato su fatti concreti e notizie verificate.

[di Andrea Legni – direttore de L’Indipendente]

L'Indipendente non riceve alcun contributo pubblico né ospita alcuna pubblicità, quindi si sostiene esclusivamente grazie agli abbonati e alle donazioni dei lettori. Non abbiamo né vogliamo avere alcun legame con grandi aziende, multinazionali e partiti politici. E sarà sempre così perché questa è l’unica possibilità, secondo noi, per fare giornalismo libero e imparziale. Un’informazione – finalmente – senza padroni.

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18 Commenti

  1. Bravissimi! Avevo già visto la rubrica e ne ho gioito, era il mio (e di un’ amica) sogno a 20 anni: il giornale della bontà, cioè facciamo diventare “famosi” quelli che fanno le cose belle, altrimenti le persone, pur di farsi notare, uccideranno altre persone…. Grazie per avere iniziato il percorso!

    • Mi permetto di suggerire alla redazione, di pubblicizzare le “banche armate”; tra tutte le persone contro le guerre, chissà quante, inconsapevolmente, mettono i propri soldi in quelle banche che fanno transazioni bancarie legate al commercio di armi. Forse servirebbe per incentivare le buone notizie..

  2. Bellissima rubrica ! Non so se avete visto il bellissimo concerto del Maestro Muti a Lucca, anche lui ha parlato dell’importanza di parlare anche delle cose belle che accadono. Ha parlato di un gruppo di giovani musicisti di Scampia che suonano per il loro quartiere anche lui è andato a Scampia a suonare con loro, sarebbe bello farci un articolo!

  3. Se capite la realtà umana c’è una sola buona notizia possibile, quella che qualcun altro ha abbandonato la costruzione delle Piramidi sociali e invece inizia a pensare liberamente interfacciandosi con le altre menti libere, come neuroni a sinapsi si collegano nel cervello umano.

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