lunedì 24 Giugno 2024

Firenze: la procura indaga i manifestanti pro-Palestina, mentre non si fermano le proteste

A partire da ieri mattina, le forze dell’ordine di Firenze hanno effettuato perquisizioni negli appartamenti di un gruppo di persone che, lo scorso 23 febbraio, avevano preso parte a una manifestazione pro Palestina nel capoluogo toscano, in cui si verificarono scontri tra polizia e dimostranti. Quel giorno, le cariche della polizia provocarono diversi feriti sia a Firenze che a Pisa, dove parallelamente si svolgeva un’altra manifestazione in favore della Palestina e contro i massacri di Israele a Gaza. Tra i perquisiti – e a detta loro indagati – vi sarebbero anche coordinatori del SUDD Cobas fiorentino, che ha dichiarato che «di fronte al massacro di Gaza, Rafah e tutti i Territori palestinesi, di fronte a governi criminali accusati dalle corti penali internazionali, siamo orgogliosi di stare dalla parte giusta della storia». Nel frattempo non si arrestano le proteste in tutta Italia: ieri la stazione di Bologna è stata occupata da centinaia di manifestanti, con la conseguente sospensione della circolazione dei treni, mentre all’università La Sapienza di Roma gli studenti hanno improvvisato un corteo guidato dallo striscione «Rafah brucia – Israele terrorista – Sapienza complice».

A riportare la «grave azione intimidatoria» delle forze dell’ordine fiorentine è lo stesso SUDD Cobas del capoluogo toscano. Stando a quando comunica il sindacato, le operazioni di perquisizione sarebbero iniziate alle 06.00 del mattino, e avrebbero avuto luogo «nelle case della nostra coordinatrice e coordinatore sindacali e di alcuni membri della comunità di lotta». Non è ancora ben chiaro che cosa le forze dell’ordine cercassero a casa dei sindacalisti di SUDD Cobas. Nello specifico, le persone oggetto di perquisizione avevano partecipato, al fianco degli studenti, alla manifestazione del 23 febbraio sotto il consolato statunitense per «denunciare la complicità morale e materiale del governo Biden nel genocidio in corso in Palestina». Durante quella stessa manifestazione, così come in quella svoltasi in parallelo a Pisa, la polizia aveva caricato i manifestanti, sfoderando gli sfollagente, ed è stata inoltre redatta una prima informativa che scaricava la responsabilità di quanto accaduto sugli studenti.

Nel frattempo continuano le proteste a favore della Palestina, per chiedere che il Paese faccia qualcosa per fermare il genocidio in corso a Gaza. Ieri pomeriggio a Bologna centinaia di persone coordinate dai Giovani Palestinesi hanno bloccato la stazione dei treni, causando ritardi fino a oltre 90 minuti, e anche causando qualche cancellazione. La stessa associazione ha inoltre ricordato la manifestazione regionale che si terrà il 2 giugno a Modena in occasione della Festa della Repubblica, parallelamente al presidio nazionale che avrà sede a Roma nello stesso giorno. Nella stessa capitale continuano le proteste, tanto che gli studenti della Sapienza si sono mossi in corteo chiedendo il boicottaggio accademico e istituzionale, e rilanciando una ulteriore mobilitazione nazionale che inizierà il 1 giugno.

In Italia e in generale in tutto il mondo, le proteste a favore del popolo palestinese sono sempre più forti e non sembrano arrestarsi; a trainare, anche se non sono da soli, sono nella maggior parte dei casi gli studenti. Nel nostro Paese risultano ancora in doppia cifra le sedi universitarie occupate dagli universitari, e in generale la ribattezzata “intifada studentesca” ha assunto i connotati di un movimento globale.

[di Dario Lucisano]

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