Salis, via al secondo processo tra le tensioni: lei in aula incatenata

A Budapest si è appena aperta la seconda udienza del processo a Ilaria Salis, scortata nell’aula in catene e al guinzaglio. Prima del processo, fuori dal tribunale, un gruppo di neonazisti pare aver minacciato le persone presenti in sostegno all’attivista monzese tra cui l’interprete della famiglia, l’avvocato e il gruppo di amici volato in Ungheria per presenziare alla seduta. In occasione dell’udienza, dopo la quale probabilmente si dovrà aspettare qualche giorno prima di conoscere il verdetto, Salis ha firmato una lettera per autorizzare l’uso delle immagini riprese in aula. Secondo alcune fonti gli avvocati chiederanno i domiciliari.

Aggiornamento delle ore 11:45: al termine dell’udienza i giudici hanno preso la decisione di negare i domiciliari a Ilaria Salis. L’attivista rimarrà dunque in prigione perché secondo i giudici “le circostanze non sono cambiate” ed “esiste sempre il pericolo di fuga”.

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