venerdì 12 Aprile 2024

La Spagna arresta due sospette spie e accusa gli USA di “atti ostili”

Due agenti del Centro nazionale di intelligence spagnolo CNI sono stati arrestati con l’accusa di aver trasmesso, di propria iniziativa e, in varie occasioni, in cambio di denaro, informazioni altamente riservate agli Stati Uniti d’America. Stando a quanto riferito dalle autorità, i due 007 sarebbero stati arrestati a settembre. Ciò ha scatenato forti tensioni diplomatiche tra Madrid e Washington. Il Ministro degli Affari Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha espresso il disagio del governo, mentre quello della Difesa, Margarita Robles, ha convocato l’ambasciatrice americana a Madrid, Julissa Reynoso, al fine di chiedere spiegazioni su quella che viene considerata un’azione ostile tra due paesi alleati. Le figure implicate apparterrebbero ai quadri intermedi dei servizi segreti. Il furto della documentazione è stato scoperto in occasione di uno dei controlli di sicurezza che, periodicamente, vengono effettuati sul personale dei servizi, in cui è stato appurato che i due avevano avuto accesso a informazioni riservate senza esserne autorizzati.

A confermare alla stampa la notizia degli arresti è stato il ministro della Giustizia ispanico Félix Bolaños. Parallelamente, la ministra della Difesa spagnola Robles ha reso noto che, sui fatti, è stato aperto un procedimento innanzi al Tribunale di Madrid. L’indagine interna ha attestato che le spie americane avrebbero reclutato i due membri del CNI e, almeno in alcune occasioni, li avrebbero pagati per ottenere in cambio informazioni riservate. Il ruolo più rilevante nell’operazione lo avrebbe avuto un capozona con 30 anni di esperienza, che durante gli anni della pandemia ha avuto un periodo di aspettativa in cui ha lavorato per un’azienda americana. L’altro agente arrestato, assistente del primo, era invece di rango più basso. In seguito a una fitta serie di colloqui avuti dai ministri spagnoli con le autorità statunitensi, sono state inoltre espulse dalla Spagna tre spie americane e una quarta potrebbe presto lasciare il Paese. Gli agenti Usa che hanno reclutato i due erano considerati “registrati”, cioè accreditati come tali presso i servizi segreti spagnoli, e per questo avevano maggiore libertà di movimento sul territorio, anche nel trattare con i colleghi ispanici.

L’ex capozona si trova detenuto in una prigione provvisoria dal momento dell’arresto, mentre l’altro 007 è stato rilasciato con accuse. In prima battuta, gli agenti arrestati sono stati accusati di divulgazione non autorizzata di segreti, ma nel corso delle indagini il capo di imputazione potrebbe cambiare. I due, come riportato in settimana da vari media spagnoli, potrebbero infatti essere accusati anche di tradimento e spionaggio in favore di una potenza straniera. L’articolo 584 del codice penale spagnolo punisce con pene da 6 a 12 anni di carcere chiunque “allo scopo di favorire una potenza straniera, un’associazione o un’organizzazione internazionale, si procuri, falsifichi, disattivi o divulghi informazioni classificate come riservate o segrete, suscettibili di nuocere alla sicurezza o alla difesa nazionale”.

[di Stefano Baudino]

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