domenica 23 Giugno 2024

Corsica, l’indipendentismo prende di mira i “coloni francesi”: 20 esplosioni in un giorno

Il movimento indipendentista della Corsica è tornato all’attacco. Il Fronte di Liberazione Nazionale della Corsica (FLNC) ha infatti rivendicato oggi una ventina di esplosioni che, nelle ultime due notti, hanno colpito residenze secondarie, un centro in disuso delle tasse e ville in fase di costruzione in diversi punti dell’isola. Gli attacchi – gesti dimostrativi che non hanno prodotto feriti ma solo danni alle strutture – sono avvenuti in maniera simultanea, secondo lo schema tipico della “nuit bleue“. Secondo la prefettura, le bombe sarebbero artigianali. L’organizzazione si è assunta la paternità delle azioni, volte a colpire le strutture di quelli che chiamano «coloni francesi», trasmettendo una scarna nota di poche righe al quotidiano locale Corse-Matin, in cui si legge: “Noi non abbiamo nessun destino comune con la Francia”. Lo slogan che lo accompagna è “A Francia Fora” (La Francia fuori).

Gli attacchi sono arrivati solo dieci giorni dopo la visita del presidente francese Emmanuel Macron, il quale, in un discorso solenne ad Ajaccio, ha proposto «l’autonomia della Corsica», pur avvertendo che ciò non sarebbe successo «né contro», né «senza» lo Stato francese. In tale occasione, Macron ha invitato le forze politiche corse a sei mesi di negoziati al fine di pervenire alla stesura di un testo costituzionale che modifichi lo statuto della Corsica (progetto molto complesso, poiché Macron gode solo di una maggioranza relativa e le forze di destra sono contrarie all’autonomia della Corsica). Il discorso del presidente francese ha ottenuto gli applausi dai consiglieri regionali corsi, mentre gli indipendentisti, secondo i quali l’autonomia non è sufficiente, continuano a promettere battaglia.

La situazione era definitivamente esplosa nel marzo 2022, quando, nella struttura carceraria di Arles, l’indipendentista Yvan Colonna era stato aggredito da un altro prigioniero, finendo in coma dopo 8 minuti di strangolamento. Per settimane erano andate in scena violenti proteste. In particolare, la piazza si era infiammata a Calvi, dove centinaia di attivisti si erano riuniti e avevano lanciato molotov contro la sottoprefettura. Ad Ajaccio, invece, i dimostranti avevano cercato di fare ingresso nel Palazzo di Giustizia, provocando al suo interno un incendio. A Bastia, poi, la protesta si era tramutata in vera e propria “guerriglia urbana”, provocando 67 feriti (tra cui 44 agenti di polizia).

La spinta indipendentista non si è arrestata neanche quest’anno, anzi ha trovato nuovo vigore. A raccontarlo sono i numeri: dall’inizio del 2023 la Procura nazionale antiterrorismo ha aperto 50 indagini “legate a incendi dolosi o ad atti di distruzione di vario tipo” in Corsica. Erano 22 nel 2022, tre nel 2021 e quattro nel 2020. “Nessun accordo tra la Corsica e la Francia potrà dirsi storico finché non ratificherà il riconoscimento dei diritti del popolo corso sul suo territorio”, è stato messo nero su bianco in un comunicato dei separatisti diramato lo scorso agosto, in cui i vari gruppi venivano invitati alla creazione di una “piattaforma di resistenza patriottica”.

[di Stefano Baudino]

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