lunedì 26 Febbraio 2024

Mattarella all’attacco della Commissione Covid: il governo batte in ritirata

Durante la tradizionale cerimonia del Ventaglio, ovvero lo scambio di convenevoli a cadenza annuale tra il presidente della Repubblica e l’Associazione della stampa parlamentare, Sergio Mattarella ha mostrato preoccupazione per le «iniziative di inchieste con cui si intende sovrapporre attività del Parlamento ai giudizi della Magistratura». Il riferimento, implicito ma chiaro, è alle ultime due Commissioni d’inchiesta parlamentare approvate: quella sul caso di Emanuela Orlandi e, soprattutto, quella sulla gestione della pandemia da Covid-19. Un intervento non ortodosso che entra a gamba tesa nelle funzioni parlamentari per quello che è un istituto regolamentato dalla Costituzione e a cui si è fatto ricorso per più di 90 volte nella storia repubblicana. Il tempismo delle parole di Mattarella ha già prodotto i suoi frutti: in vista della discussione al Senato – che dovrebbe dare via libera definitivo alla Commissione – la maggioranza di governo ha promesso modifiche, e dunque limitazioni, alla legge che dà mandato alla commissione d’inchiesta sul Covid-19 «per venire incontro alle preoccupazioni del capo dello Stato».

Secondo le parole di Galeazzo Bignami, deputato di Fratelli d’Italia considerato molto vicino alla premier Giorgia Meloni, le parole del Capo dello Stato sono state «apprezzate da tutta la maggioranza» e consentiranno di «procedere a precisare il punto al Senato» per «approvare il progetto di legge in maniera adeguata».

A inizio luglio la Camera dei Deputati aveva approvato il disegno di legge, passando la palla a Palazzo Madama, dove la maggioranza procederà con il recepimento delle parole di Mattarella. Sarà interessante capire le modifiche che verranno avanzate nei confronti del testo licenziato da Montecitorio, dove sono elencati i compiti (per il momento) affidati alla commissione d’inchiesta, tra cui “la valutazione dell’efficacia, della tempestività e dei risultati delle misure adottate dal governo e dalle sue strutture di supporto al fine di prevenzione, contrasto e riduzione della diffusione e l’impatto del Sars-CoV-2″. L’organo, formato da 15 deputati e 15 senatori, dovrà inoltre accertare i motivi del mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale del 2006, nonché della mancata attivazione dell’allora piano vigente “dopo la dichiarazione dello stato di emergenza il 3 gennaio 2020 e dopo l’emanazione da parte dell’OMS di provvedimenti finalizzati all’adozione degli strumenti nazionali di preparazione e risposta ad un’eventuale emergenza pandemica”. Si svolgeranno accertamenti sugli acquisti delle dosi di vaccino destinate all’Italia, sull’efficacia del piano vaccinale predisposto e sull’impatto che “i fatti e le condotte emerse durante l’inchiesta possono aver avuto sulla diffusione del contagio e sui tassi di ricovero e mortalità per Covid, nonché su eventi avversi e sindromi post-vaccinali denunciati”.

Importante sottolineare che, nonostante le parole di Mattarella, lo scopo della commissione parlamentare non è produrre effetti giuridici diretti (prerogativa della Magistratura) ma svolgere indagini e ricerche su argomenti di interesse pubblico, realizzando una relazione valutativa dei fatti.

Il lavoro parallelo, o immediatamente successivo, delle commissioni parlamentari nei confronti delle inchieste giudiziarie non è un’anomalia nell’impianto costituzionale italiano bensì un’ipotesi che non ha mai suscitato particolari forme di protesta istituzionale. Si pensi alla commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2, istituita con la legge n. 527 del 1981, o a quella relativa alla morte di Emanuele Scieri, il parà ucciso in caserma nel 1999. In quest’ultimo caso il lavoro dei parlamentari ha contribuito alla conclusione dei procedimenti giudiziari culminati con le sentenze di condanna per gli ex caporali della Folgore Alessandro Panella e Luigi Zabara. Istituita nel 2015, la commissione Scieri rigettò l’ipotesi del suicidio lavorando all’identificazione dei responsabili. Due anni dopo, grazie ai nuovi indizi raccolti dai parlamentari, la Procura di Pisa riaprì il caso, con l’allora procuratore capo Alessandro Crini che dichiarò: «Quello della commissione sul caso è un lavoro serio e approfondito che certamente è meritevole di essere ripreso». Successivamente, a distanza di vent’anni dalla morte di Emanuele Scieri, si è arrivati al processo, con la Corte d’assise di Pisa che ha condannato Alessandro Panella e Luigi Zabara a 26 e 18 anni di detenzione per omicidio volontario in concorso.

Il caso Scieri è l’esempio della collaborazione fruttuosa tra Camere e Magistratura, lontana dalla visione di “contropotere giudiziario del Parlamento” avanzata da Mattarella durante il suo discorso al Quirinale. Dichiarazioni su cui ha forse inciso l’entità dell’oggetto in discussione – la gestione pandemica operata dal governo – che potrebbe interessare in modo diretto anche il Capo dello Stato, responsabile tra le altre cose della creazione degli esecutivi e della promulgazione delle leggi. Diverse scelte, come il mancato scioglimento delle Camere dopo la fine del Conte II per il pericolo contagi e il conseguente mandato a Mario Draghi per la formazione di un esecutivo, sono state giustificate alla luce di valutazioni tecniche. Se durante i lavori della commissione dovesse emerge la natura viziata di tali analisi ne deriverebbe un danno d’immagine non da poco per il Quirinale, uno dei massimi organi di garanzia della Repubblica italiana.

[di Salvatore Toscano]

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5 Commenti

  1. Ha messo in piedi un governo, quello del banchiere, che ha creato una profonda divisione nel tessuto sociale del Paese, polarizzando lo scontro fra amici, parenti e, addirittura, dentro le mura domestiche. Un governo che ha mortificato la dignità di una vasta parte della popolazione, denigrandola e togliendole quella dignità che spetta a ogni cittadino. In mezzo a tutto questo mondo distopico, il presidente della repubblica, simbolo della pacificazione sociale, non solo non ha fatto nulla per moderare gli atteggiamenti mafiosi e coercitivi del governo ma, addirittura, li ha condivisi e spronati. Cos’altro dire: il Peggiore della Repubblica!

    • Il garante dell ‘unità nazionale, c’ è scritto così nel sito ufficiale del Quirinale! Sarà per questo che “complottisti, novax e negazionisti ” sono stati separati dai diritti costituzionali. Un orrore vero, solo per questo sarà ricordato.

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