lunedì 26 Febbraio 2024

Parlamento, via libera alla Commissione d’inchiesta sul Covid: tutti i dettagli

La Camera dei Deputati ha ufficialmente dato il via libera alla proposta di legge per istituire una commissione d’inchiesta sulla gestione della pandemia da COVID-19. La commissione, cui saranno attribuiti i medesimi poteri d’indagine dell’autorità giudiziaria, sarà composta da 15 senatori e 15 deputati e dovrà compiere accertamenti sulle misure adottate per la prevenzione e il contrasto della diffusione del virus, valutandone la prontezza e l’efficacia. Il testo è stato approvato con 172 voti a favore, nessun contrario e quattro astenuti: ora la palla passerà al Senato. I deputati del M5S e del Pd non hanno partecipato alla votazione finale, criticando aspramente gli ambiti di indagine della Commissione, in cui non sono contemplati approfondimenti sul ruolo svolto dalle Regioni.

I compiti che la commissione sarà chiamata a svolgere, elencati all’interno della proposta di legge, sono molteplici e variegati. In primis, essa dovrà indagare sulla “tempestività” e i “risultati” delle misure adottate dall’Esecutivo e dalle strutture di supporto per “contrastare, prevenire, ridurre la diffusione e l’impatto” dell’ondata pandemica, esaminando “i documenti, i verbali di organi collegiali, gli scenari di previsione e gli eventuali piani sul contagio da SARSCoV-2” elaborati dal Governo o ad esso sottoposti. L’organo dovrà inoltre accertare i motivi del mancato aggiornamento del piano pandemico nazionale del 2006, nonché della mancata attivazione del piano pandemico nazionale vigente “dopo l’emanazione da parte dell’OMS di provvedimenti finalizzati all’adozione degli strumenti nazionali di preparazione e risposta ad un’eventuale emergenza pandemica”, dopo la dichiarazione di emergenza internazionale di sanità pubblica per il Covid della stessa OMS il 30 gennaio 2020 e dopo la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale deliberata dal Cdm il giorno successivo.

Oggetto dell’accertamento da parte della Commissione sarà anche il ruolo giocato in questa cornice dalla task force istituita presso il Ministero della Salute e dal Comitato tecnicoscientifico, attraverso la valutazione dell’efficacia della loro azione. L’organo dovrà inoltre esaminare “i rapporti intercorsi tra le competenti autorità dello Stato italiano e l’OMS ai fini della gestione dell’emergenza” e verificare il “rispetto delle normative nazionali, europee e internazionali in materia di emergenze epidemiologiche”, come anche le conseguenze della loro eventuale mancata osservanza. Sarà inoltre indagata l’azione del governo nelle indicazioni e negli strumenti forniti a regioni ed enti locali e nel potenziamento del Servizio sanitario nazionale in ciascuna fase dell’emergenza pandemica. Sotto la lente di ingrandimento dell’organo finiranno poi “le vicende relative al ritiro del rapporto sulla risposta dell’Italia al virus SARS-CoV-2 dopo la sua pubblicazione nel sito internet dell’ufficio regionale dell’OMS per l’Europa”.

La Commissione d’inchiesta incentrerà il suo esame anche sugli eventuali “abusi, sprechi, irregolarità, comportamenti illeciti e fenomeni speculativi” che possano aver caratterizzato l’azione dell’Esecutivo, delle sue strutture di supporto e del Commissario straordinario per l’emergenza nelle procedure di acquisto e nella gestione delle risorse destinate al contenimento e alla cura del Covid-19. Ci si concentrerà sulle mascherine prodotte in Cina, sulla progettazione e realizzazione degli hub vaccinali e sulle unità sanitarie destinate ai pazienti affetti da Covid, ma anche sulla questione dei banchi a rotelle.

I deputati e i senatori che comporranno l’organo dovranno inoltre verificare se le misure di contenimento adottate dal Governo nelle fasi iniziali e successive della pandemia si siano eventualmente poste al di fuori del perimetro tracciato dai princìpi costituzionali e se siano state “fornite di adeguato fondamento scientifico“, valutando anche “la legittimità della dichiarazione dello stato di emergenza e delle relative proroghe” e “dell’utilizzo dello strumento della decretazione d’urgenza”, con un occhio di riguardo alla “adeguatezza” e “proporzionalità” delle misure adottate per la prevenzione e gestione dei contagi in ambito scolastico. Si indagherà anche sulla congruità della “comunicazione istituzionale” e sulle “informazioni diffuse alla popolazione” durante la pandemia, nonché sull’eventuale sussistenza di “conflitti di interessi riguardanti i componenti degli organi tecnici governativi, le associazioni di categoria e le case farmaceutiche”.

Si svolgeranno al contempo accertamenti sugli “acquisti delle dosi di vaccino destinate all’Italia”, sulla “efficacia del piano vaccinale predisposto” e sul processo di revisione continua sui vaccini anti-Covid”, approfondendo i contenuti delle decisioni della Commissione europea e dell’Agenzia europea per i medicinali “precedentemente all’autorizzazione all’uso del vaccino anti SARS-CoV-2”. In ultimo, la Commissione sarà chiamata a valutare, anche “attraverso la collaborazione con soggetti esterni”, l’impatto che i fatti e le condotte emerse durante l’inchiesta possono aver avuto sulla diffusione del contagio e sui tassi di ricovero e mortalità per Covid, nonché su eventi avversi e sindromi post-vaccinali denunciati.

Le commissioni d’inchiesta, normate dall’art.82 della Carta, possono essere istituite dal Parlamento con l’obiettivo di effettuare indagini in merito a materie e argomenti di pubblico interesse, detenendo gli stessi poteri (ma anche le stesse limitazioni) dell’autorità giudiziaria: possono, dunque, procedere all’acquisizione di documenti e interrogare testimoni, anche in forma coattiva. I componenti delle commissioni sono chiamati ad operare attraverso un meticoloso lavoro di studio e documentazione, predisponendo e partecipando a missioni, sopralluoghi, audizioni e relazioni. La commissione potrà dunque ottenere copie di documenti relativi a procedimenti e inchieste in corso presso organi giudiziari e inquirenti, così come atti concernenti indagini e inchieste parlamentari (anche ove coperti da segreto). Solitamente, al termine dei lavori, le commissioni di inchiesta producono una serie di relazioni conclusive potenzialmente funzionali alla successiva presentazione ed approvazione da parte del Parlamento di atti – da ordini del giorno a veri e propri disegni di legge – in linea con il contenuto del documento.

«Questa commissione è una farsa, uno schiaffo agli italiani. Per come l’avete confezionata questa commissione di inchiesta sul Covid è un plotone di esecuzione politico che ha due nomi: Conte e Speranza. Di cosa avete paura? Noi nei tribunali ci entriamo a testa alta a differenza dei vostri esponenti politici», ha dichiarato in Aula l’ex premier Giuseppe Conte, reduce – come il suo ex ministro della Salute – dall’archiviazione da parte del tribunale dei ministri di Brescia dopo l’apertura dell’inchiesta della Procura di Bergamo sulla gestione della prima fase della pandemia in Val Seriana. Movimento 5 Stelle e Partito Democratico hanno scelto di non partecipare alla votazione finale: entrambi i partiti di opposizione hanno tuonato contro gli ambiti dell’inchiesta di cui la commissione si farà carico, che escludono l’operato delle Regioni, il cui ruolo nella gestione dell’ondata pandemica è stato nodale. «Volete un tribunale politico per colpire i principali esponenti dei governi che vi hanno preceduto, per come l’avete impostata questa commissione è indegna di un grande Paese come l’Italia», ha detto invece Roberto Speranza, che ha definito «strabiliante» l’esclusione delle Regioni dal terreno dell’inchiesta.

[di Stefano Baudino]

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