Partiamo dalla fine: il 7 Agosto 2022 entrerà in vigore in tutta Europa il divieto totale di impiego del colorante alimentare E171 (biossido di titanio) negli alimenti e negli integratori, ma rimarrà consentito l’uso in prodotti di cosmesi e nel rivestimento delle compresse dei farmaci. La Commissione europea ha messo definitivamente fuori legge questa sostanza tossica (dopo oltre 14 anni di impiego in ambito alimentare) con il Regolamento UE 2022/63 del Gennaio 2022, concedendo però all’industria un termine di adeguamento di sei mesi dalla data del Regolamento, al fine di poter smaltire le scorte già prodotte e i prodotti alimentari già immessi sul mercato. Il colorante è stato definito tossico e “considerato non più sicuro per l’uso alimentare”, ma possiamo possiamo continuare a ingerirlo fino a esaurimento scorte dell’industria alimentare che altrimenti rischierebbe perdite economiche.
Ecco le parole esatte di Stella Kyriakides, commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare della Commissione europea a Bruxelles, nel documento ufficiale UE che presenta questo divieto: «La sicurezza del cibo che mangiano i nostri cittadini e la loro salute non sono negoziabili. Questo è il motivo per cui garantiamo un controllo rigoroso e continuo dei più elevati standard di sicurezza per i consumatori. Una pietra angolare di questo lavoro è garantire che solo sostanze sicure, supportate da solide prove scientifiche, raggiungano le nostre tavole. Con il divieto di oggi, stiamo rimuovendo un additivo alimentare che non è più considerato sicuro. Conto sulle autorità degli Stati membri per la loro cooperazione nell’assicurare che gli operatori alimentari mettano fine all’uso dell’E171 negli alimenti».
Perché è tossico e perché è stato vietato?
Comprendere i motivi tecnici della tossicità di questa sostanza è importante per tutti noi consumatori, in quanto ci può insegnare a destreggiarci meglio negli acquisti di alimenti in generale, e specialmente di quelli contenenti coloranti. Il divieto di utilizzo della Commissione europea si basa su un parere scientifico del Maggio 2021 dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) che concludeva che l’E171 non può più essere considerato sicuro se utilizzato come additivo alimentare. Gli esperti non hanno escluso problemi di genotossicità, “la capacità di una sostanza chimica di danneggiare il DNA e può avere effetti cancerogeni”.
Come colorante alimentare, il biossido di titanio compare in etichetta sotto la sigla E171. Si tratta di nanoparticelle di titanio, eterogenee per grandezza di diametro. Le particelle di titanio ad uso alimentare sono comprese tra 40 e 220 nanometri (nm). Quando le dimensioni di queste ultime sono comprese nell’intervallo 1-100 nm, il biossido di titanio costituisce un nanomateriale, e come tutti i nanomateriali diventa tossico in quanto le particelle vengono assorbite dall’organismo ma non più smaltite. Queste nanoparticelle si depositano su tessuti e li danneggiano fino a poter determinare anche tumori. Il 36% delle particelle di E171 negli alimenti ha dimensioni nanometriche e gli alimenti più ricchi di questa sostanza sono le gomme da masticare, le caramelle e alcuni dolciumi, alimenti consumati soprattutto dai bambini. Sono dunque i nostri figli ad essere tra i più esposti a questa sostanza tossica. E non troviamo solo l’E171 sui dolci e alimenti per bambini, spesso sono presenti anche altri coloranti tossici (ma ancora ammessi), come ad esempio l’E172 (ossido di ferro), che dona una colorazione rosso/arancio e che non è altro che ruggine. Ecco perché capire i motivi della messa al bando dell’E171 può aiutarci ad essere consumatori più attenti e consapevoli, altri coloranti tossici sono ancora autorizzati e chissà se e quando verranno vietati.
Viene aggiunto al cibo da 14 anni
Ricordiamo che tale sostanza è usata in diversi alimenti e cibi industriali sin dal 2008 ed era stata autorizzata per l’uso alimentare in Europa dall’allegato II del Regolamento UE 1333/2008. Si usa come colorante bianco in prodotti come brioche e merendine col ripieno alla crema, in dolci e creme, caramelle, confetti da cerimonia, chewing gum, zuppe, salse, condimenti per insalate e integratori alimentari. Si utilizza anche per dentifrici e prodotti cosmetici, oltre che per le compresse di farmaci e per le creme solari. Nei prodotti cosmetici viene utilizzato sia perché è in grado di conferire al prodotto una colorazione bianca sia per le sue proprietà assorbenti (è il caso delle creme per il cambio del pannolino, ciprie e trucchi, deodoranti, dentifrici…).
Già prima di questa presa di posizione dell’EFSA, alcune aziende avevano iniziato a non usare più l’additivo sostituendolo con l’amido di riso oppure con il bicarbonato di calcio, come fatto ad esempio dalla multinazionale Cameo. C’è da chiedersi come mai non siano stati usati sin da subito al posto di una sostanza tossica come le nanoparticelle di titanio. Ma la risposta è piuttosto ovvia: l’industria spende meno nell’approvvigionarsi di materie prime industriali e di largo utilizzo come il biossido di titanio, rispetto a materie prime naturali più costose. Bisogna sapere infatti che il biossido di titanio ha tanti utilizzi industriali, dalle protesi ortopediche per ginocchio e anca ai telai di biciclette e moto, alle vernici e nella colorazione della plastica. Inoltre si utilizza per la costruzione di materiali dell’industria aerospaziale e aeronautica in quanto il titanio ha la capacità di non ossidarsi, come invece succede al ferro. Si usa anche per la costruzione di mazze da golf. Per tutti questi utilizzi esiste da decenni un’industria estrattiva di una pietra minerale nei Monti Urali al confine tra Russia e Asia. Questa pietra minerale si chiama ilmenite e da essa si estrae poi la polvere di titanio. In sostanza appare evidente come le autorità preposte alla tutela della sicurezza alimentare abbiano consentito alle multinazionali del cibo, l’impiego per tanti anni di un materiale di largo impiego industriale che però è tossico e nocivo per la salute. Come è stato possibile tutto ciò? La tossicità delle nanoparticelle di titanio è nota da molti anni, e il fatto che l’EFSA abbia deciso di stoppare questa sostanza solo dopo 14 anni di uso alimentare lascia delle perplessità.
Invito i lettori a riflettere sul fatto che molto spesso l’industria bandisce sostanze tossiche solo dopo averle usate, fatte ingerire o inalare alle persone per molti anni. Per essere precisi sono le autorità politiche di controllo che ne consentono l’utilizzo e che alla fine bandiscono tali sostanze nocive. Tutto ciò è segno a mio avviso di come la tutela rigorosa della salute dei consumatori da parte delle autorità preposte sia più che altro un qualcosa che avviene sulla carta, di fatto però le dinamiche che osserviamo ci mostrano la chiara prevalenza degli interessi e dei profitti commerciali delle multinazionali sulla sicurezza dei consumatori. Gli esempi passati che si possono fare a dimostrazione di ciò sono numerosi, pensiamo solo per quanti anni si è ritenuto sicuro l’uso di sostanze pericolose come DDT, amianto, cromo esavalente, cloruro di vinile, mercurio, ecc. A tale proposito il lettore sappia che anche l’alluminio (E173) e il talco (E553b) vengono attualmente impiegati ad uso alimentare come coloranti in vari alimenti, nonostante sia nota la loro tossicità. Ma come al solito, verranno abolite tra qualche decennio di utilizzo.
[di Gianpaolo Usai]




REACTINE, un comune antistaminico che tengo nello zaino per emergenza in caso di allergia insopportabile, lo prendo e leggo la composizione: la penultima voce è diossido di titanio (E171).
Apro l’armadietto dei medicinali e controllo gli altri, tutti hanno E171: OKITASK compresse, EXPOSE (per contratture muscolari), ALGIX (miorilassante), KLACID, CLAVULIN e AUGMENTIN (antibiotici), NUROFEN (ibuprofene)… mi sono fermato. Ed è vero, molti hanno anche talco.
Lo stesso succede per i farmaci che vengono utilizzati per anni e poi si scopre che erano pericolosi
L’alimentazione dovrebbe essere tutelata in primis da chi fa impresa e profitto. Ma come al solito siamo circondati dalla sete di guadagno a discapito della nostra salute.
Da non crederci, e questi sarebbero coloro che tutelano la salute dei cittadini europei… un mucchio di fannulloni che vanno a Bruxelles e Strasburgo a passare il tempo a spese dei cittadini ignari che devono lavorare duramente per guadagnarsi da vivere e spesso non hanno né il tempo né le conoscenze per sospettare che il cibo può essere cancerogeno.
Grazie delle info
Sempre utile avere queste informazioni. Grazie.