sabato 1 Ottobre 2022

Un’azienda è stata condannata per aver discriminato i dipendenti non vaccinati

Una sentenza del Tribunale di Busto Arsizio si è pronunciata a favore di due lavoratori i quali, in quanto non vaccinati, sono stati sottoposti a trattamento discriminatorio e vessatorio da parte dell’azienda. I due erano infatti costretti all’isolamento dai colleghi vaccinati nonostante in possesso del regolare Green Pass da tampone e nonostante all’epoca dei fatti non fosse ancora stato disposto l’obbligo di esibizione di certificazione sanitaria per accedere al luogo di lavoro. La sentenza delinea così un nuovo orientamento giuridico a favore dei lavoratori che abbiano subito vessazioni sul luogo di lavoro nel contesto della pandemia da Covid-19.

I fatti denunciati risalgono a settembre 2021, molto prima dell’introduzione dell’obbligo di Green Pass vaccinale sul luogo di lavoro. Due dipendenti di un’azienda della provincia di Milano hanno denunciato il comportamento vessatorio e discriminatorio dei datori di lavoro, che riservavano un trattamento differente a coloro che fossero in possesso o meno della certificazione vaccinale. L’azienda aveva infatti affisso nella bacheca della propria sede principale un avviso che autorizzava l’accesso ai soli dipendenti vaccinati, mentre gli altri avrebbero dovuto recarsi in una sede differente, “sporca, non riscaldata e non idonea allo svolgimento dell’attività lavorativa”, come si legge nella sentenza. “Si rammenta inoltre che non dovranno esserci contatti tra i dipendenti” delle due sedi, recitava inoltre l’avviso.

I lavoratori venivano anche sottoposti a continui atteggiamenti vessatori, tra i quali l’attribuzione di mansioni non idonee al proprio inquadramento, l’imposizione di ferie non richieste né concordate con il solo fine di tenerli lontani dalla sede lavorativa, videosorveglianza al di fuori della normativa e acquisizione di dati sensibili senza previo consenso. Il nome dell’azienda è stato bianchettato in tutto il documento, ma dalle iniziali (RC s.r.l.) con le quali vi si fa riferimento e da un indirizzo lasciato in chiaro (via IV Novembre 165) è piuttosto semplice risalire alla Rodolfo Comerio s.r.l., azienda del settore metalmeccanico.

Secondo quanto dichiarato dal Tribunale, “le misure adottate dall’azienda all’interno dei luoghi di lavoro sono eccessive e lesive della libertà di autodeterminazione dei dipendenti”, in quanto all’epoca dei fatti non era ancora entrato in vigore l’obbligo di esibire il Green Pass, di base o rafforzato, per accedere al luogo di lavoro. La misura è stata infatti resa effettiva per decreto legge solamente a partire dal 15 ottobre successivo. La decisione di isolare i colleghi vaccinati da quelli non vaccinati risulta “illogica ed eccessiva” e dal momento che i lavoratori erano in possesso del regolare Green pass di base, anche “illegittima e ritorsiva”.

La sentenza definisce un ruolo percorso giuridico a tutela dei dipendenti oggetto di vessazioni o trattamenti iniqui da parte di datori di lavoro che abbiano istituito di propria iniziativa misure discriminatorie nell’ambito dell’emergenza per la pandemia da Covid-19.

[di Valeria Casolaro]

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