giovedì 1 Dicembre 2022

Onu, accordo storico per fermare l’inquinamento da plastica

Una risoluzione storica ed attesa così a lungo che molti delegati dopo l’approvazione si sono abbandonati a scene di esultanza e pianti liberatori come raramente se ne vedono nei palazzi istituzionali. All’assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEA-5), riunitasi a Nairobi dal 28 febbraio al 2 marzo 2022, sono state poste le basi per combattere realmente, a livello globale, l’inquinamento da plastica, giungendo a un accordo che sia giuridicamente vincolante per tutti entro il prossimo anno. L’incontro avvenuto in Kenya ha visto l’approvazione da parte dei diversi Capi di Stato, ministri e rappresentati di 175 Stati membri delle Nazioni Unite. Approvata la risoluzione intitolata End Plastic Pollution: Towards an International legally binding instrument. È stato istituito un Comitato Intergovernativo di Negoziazione (INC) che a breve si impegnerà per presentare una tabella di marcia efficacie per contrastare realmente il problema della plastica. Non solo, ma la risoluzione approvata a Nairobi pone l’attenzione sull’intero ciclo di vita della plastica (produzione, progettazione, smaltimento).

Dalle tre bozze iniziali di risoluzione delle varie nazioni coinvolte, lo storico accordo ha fatto dell’INC un mezzo efficace e centrale per ottenere un piano in cui esista una cooperazione internazionale sempre maggiore. Un accordo ambientale multilaterale tanto importante non si vedeva dall’Accordo di Parigi e il recente incontro non è che il primo step. Per la prima sessione dell’INC infatti, l’UNEP (ovvero il Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente) ha dichiarato di volere convocare un forum entro la fine del 2022. In questo modo, qualsiasi parte interessata potrà dare il proprio contributo col fine di condividere quante conoscenze possibili, migliorando le pratiche per passare a un’economia circolare in ogni parte del mondo, grazie a un genuino interscambio. L’UNEP sarà in prima linea per appoggiare e finanziare qualsiasi governo o impresa che mostrerà vere intenzioni per liberarsi dalla plastica monouso.

Una dichiarazione importante ma necessaria, visto l’esponenziale aumento della produzione di plastica. Basti pensare che se nel 1950 ne venivano prodotte circa 2 milioni di tonnellate, nel 2017 si è arrivati a ben 348 milioni di tonnellate. Di pari passo, il valore dell’industria ha raggiunto i 522,6 miliardi di dollari e le previsioni attestano un ulteriore pericoloso aumento entro il 2040. Non solo, nella stessa data ci sarà una triplicazione dei rifiuti di plastica negli oceani, che già arrivano a circa 11 milioni di tonnellate ogni anno. Ma con un provvedimento che abbia a cuore l’ambiente, dati tanto spaventosi potrebbero diminuire fino all’80% entro il 2040. Senza parlare di quanto un’economia circolare ridurrebbe la produzione di plastica vergine (55%), facendo risparmiare ai governi fino a 70 miliardi di dollari, mentre si verrebbero a creare 700.000 nuovi posti di lavoro. Continuando a vivere la situazione odierna, le emissioni di gas serra associate alla produzione, all’uso e allo smaltimento della plastica rappresenterebbero il 15% delle emissioni consentite entro il 2050 (il famoso limite di 1,5 gradi centigradi). Le emissioni potranno invece ridursi del 25%, se le scelte prese all’UNEA-5 saranno davvero rispettate e applicate.

[di Francesca Naima]

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