giovedì 26 Maggio 2022

Il Mali ha deciso a furor di popolo la cacciata dei francesi

Lunedì 31 gennaio, il governo del Mali ha dato 72 ore di preavviso all’ambasciatore francese Joel Meyer per lasciare il paese. La decisione di allontanare l’amabasciatore, arriva in seguito a dichiarazioni ritenute “ostili e oltraggiose” fatte da Parigi, sull’operato del governo di transizione.

Venerdì scorso, Jean-Yves Le Drian ministro degli esteri francese, aveva infatti dichiarato che la giunta militare al governo del paese fosse “fuori controllo” e responsabile di aver contribuito al deterioramento dei rapporti con la Francia e gli altri partner europei. Nelle sue dichiarazioni Le Drian, aveva inoltre denunciato la giunta militare come illegittima. Le relazioni tra Francia e Mali, sono deteriorate rapidamente nelle ultime settimane a seguito della decisione della giunta militare di rimandare le elezioni, inizialmente previste in febbraio, al 2025. Truppe francesi sono presenti in Mali dal 2013, quando Parigi scelse di intervenire militarmente nella ex colonia per contrastare le rivolte armate scoppiate nelle regioni del nord.

La giunta militare ha preso il potere in Mali con un colpo di stato nel 2020, costringendo alle dimissioni l’allora presidente Ibrahim Boubacar Keita. Da quel momento le tensioni con la Francia sono aumentate sensibilmente, Keita veninva infatti considerato molto vicino agli interessi di Parigi. Anche la decisione della giunta militare di dispiegare nel paese i mercenari russi del gruppo Wagner ha contribuito ad aumentare le tensioni. Parigi e altri paesi europei avevano infatti definito la presenza dei mercenari russi come “incompatibile” con la presenza delle loro truppe. Incompatibilità’ probabilmente dovuta più’ a interessi politici, evitare che la Russia potesse avere influenze nel paese, piuttosto che da motivi strategico-militari.

Diverse missioni militari hanno operato in Mali dal 2013 ad oggi, e praticamente tutte hanno fallito nel contenere le rivolte nelle regioni del nord del paese. Anzi negli anni quelle regioni hanno visto crescere in modo costante il numero di attacchi terroristici da parte dei numerosi gruppi fondamentalisti attivi in quelle zone. La presenza di truppe straniere, l’insicurezza e l’aumento del terrorismo sono tutti fattori che hanno portato alla crescita’ del malcontento popolare. Le recenti decisioni della giunta militare al momento infatti sembrano avere il sostegno da parte della popolazione. Anche in risposta alle sanzioni economiche contro il Mali, la popolazione non ha mancato di dimostrare sostegno alla giunta scendendo in migliaia per le strade della capitale Bamako. Le dimostrazioni che hanno attraversato il Paese in queste settimane sono state letteralmente oceaniche nelle quali i cittadini brandivano cartelli con slogan crudi e netti: “Morte alla Francia e ai suoi alleati” quello più diffuso. Storicamente le giunte militari al governo nei paesi dell’Africa, cosi come in altri continenti, hanno portato a poco di buono. In Mali però appare evidente come al momento, la volontà della giunta incontri quella della popolazione nel voler rompere i legami con la Francia, e nel riprendere in mano il proprio destino.

[di Enrico Phelipon]

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