domenica 2 Ottobre 2022

Covid: annullata dal Tar la circolare del Ministero sulla vigile attesa

Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Comitato cura domiciliare Covid-19 ed ha annullato la circolare del Ministero della Salute aggiornata al 26 aprile 2021 nella parte in cui, riguardo al trattamento domiciliare dei pazienti Covid, prevedeva la cosiddetta «vigilante attesa» e la somministrazione di fans e paracetamolo durante i primi giorni di malattia, indicando di non utilizzare determinati medicinali. Come riportato dall’agenzia di stampa Ansa, infatti, il Tar ha stabilito tramite apposita sentenza che tali parti della circolare si pongano «in contrasto con l’attività professionale così come demandata al medico nei termini indicati dalla scienza e dalla deontologia professionale», imponendo ai medici «puntuali e vincolanti scelte terapeutiche». In tal senso, i farmaci che nello specifico la circolare indicava di non utilizzare per le persone ammalatesi di Covid erano quelli generalmente utilizzati dai medici di medicina generale.

Il Tar ha stabilito che sia «onere imprescindibile di ogni sanitario quello di agire secondo scienza e coscienza, assumendosi la responsabilità circa l’esito della terapia prescritta quale conseguenza della professionalità e del titolo specialistico acquisito». Alla luce di ciò la circolare in questione, con cui il Ministero della Salute aveva fatto proprie le linee guida dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco), contrasta come detto con «la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professionale, imponendo, anzi impedendo l’utilizzo di terapie da questi ultimi eventualmente ritenute idonee ed efficaci al contrasto della malattia Covid-19 come avviene per ogni attività terapeutica».

Esultano dunque il presidente ed avvocato Erich Grimaldi e l’avvocato Valentina Piraino, ovverosia coloro che hanno sottoscritto il ricorso. Secondo quest’ultima si tratta di una decisione che «cristallizza una volta per tutte quale sia il ruolo del medico di medicina generale, ovvero agire e non lasciare i malati Covid ad attendere l’evolversi della malattia». Grimaldi, invece, ricorda che quanto stabilito dal Tar mette «finalmente un punto fermo a una battaglia che portiamo avanti da due anni per dimostrare che le linee guida ministeriali fossero di fatto uno strumento per vincolare i medici di medicina generale alle eventuali responsabilità che derivano dalla scelta terapeutica». Facendo ciò, ha aggiunto l’avvocato, il governo «ha di fatto privato i cittadini delle cure domiciliari precoci, paralizzando la sanità territoriale e portando al collasso il sistema ospedaliero, con le drammatiche conseguenze che migliaia di famiglie conoscono purtroppo molto bene».

[di Raffaele De Luca]

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12 Commenti

  1. Sull’argomento vorrei segnalare l’intervento di ieri sera del prof. Remuzzi, direttore dell’Istituto Negri, nel corso della trasmissione “in onda” su La7, nel quale spiegava che sono in corso sperimentazioni per validare terapie alternative per il trattamento del covid. Validare ora!!! Ma se già nel 2020 molti medici hanno applicato le cosiddette terapie domiciliari alternative e per questo erano stati trattati dalla “medicina ufficiale” da ciarlatani irresponsabili e addirittura minacciati di radiazione dall’ordine. Non mi sento di dire: meglio tardi che mai, perché troppe sono state le vittime di “tachipirina e vigile attesa” e quindi non è accettabile che sulla vicenda si tenti di correre ora ai ripari in questo modo.

  2. “Stia a casa tranquillo e non si agiti, resti calmo” mi disse il mio medico di base al telefono dopo il molecolare positivo a settembre 2021.
    “se sale la temperatura prenda la tachipirina, poi verrà contattato dal susca. arrivederci.”
    Circolare applicata in modo esemplare.
    Dopo? Mai più sentito.
    Ringrazio la dottoressa ‘abusiva’ che poi mi ha consigliato le cure domiciliari e si è perfino preoccupata di contattarmi nei giorni successivi per sapere come andava, altro che resti calmo!

    • Dio santo…cambiare il medico di famiglia sarebbe il minimo… A causa di quel protocollo hanno ammazzato tante persone e lei poteva esser in quell’elenco…
      Per fortuna ci sono sempre stati medici che hanno saputo andar oltre ed hanno saputo operare per scienza e coscienza

  3. In un paese normale questa notizia campeggierebbe su tutte le prime pagine dei giornali come atto d’accusad un governo di incapaci che non ha fatto altro in due anni che scaricare le proprie responsabilità sui cittadini, punendoli e obbligandoli a trattamenti sanitari che per gran parte della popolazione sono inutili come i vaccini. Ma qui siamo in Italia e la popolazione è anestetizzata dalla propaganda ed è vigliacca e meschina per natura, poveri noi!

    • Hai ragione… ma diffondiamola noi l’informazione corretta.. sono orgoglioso io di questo risultato, continuiamo a denunciare, e processi ce ne saranno tanti altri contro questo governo “dei migliori” . non diffondiamo odio, e stiamo uniti, pian piano in tanti capiranno.

  4. non dovremmo essere noi cittadini a richiedere un giusto processo al ministro della sanità, ma dovrebbe oggi stesso scattare automaticamente un’inchiesta, che deve far luce sulla vicenda alquanto oscura, le cure ci sono e vanno applicate, qualsiasi tipo di cura valido va applicato ad ogni singolo soggetto, purchè GUARISCA.

  5. La sentenza potrebbe finalmente cambiare la narrazione che vede il “va cc in o” come unica soluzione per evitare di sovraffollare le terapie intensive e mettere fine a questo incubo. Spero davvero che l’Italia possa diventare un esempio per gli altri paesi, ma stavolta per i motivi giusti.

  6. Ora mi chiedo: interverrà la corte costituzionale? Ci sarà una interrogazione parlamentare? Draghi chiederà le dimissioni del suo ministro? L’opposizione chiederà le dimissioni del ministro? Sarà aperta una inchiesta?
    La risposta a tutto ciò è sì
    (in un Paese normale)

  7. Adesso Speranza deve spiegare due anni di indicazioi dannose date ai medici.
    Indicare ai medici una cura sbagliata non può on essere correlato con 140.000 morti.
    Questa sentenza accende un faro, finalmente, sulle enormi responsabilità del ministro e deli suo staff nella catasftrofe Covid italiana

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