Una nuova ricerca di Our World In Data mostra come i casi di omicidio siano calati drasticamente in tutta Europa. Dal 1250 a oggi, il tasso di morti risulta infatti diminuito sempre più nel corso del tempo, tanto da arrivare a registrare un numero di casi per 100.000 abitanti inferiore di oltre 120 volte. Eppure, non è necessario scomodare Medioevo ed Età Moderna per notare il netto miglioramento della mortalità per omicidio. Anche nel corso del ‘900, infatti, nonostante qualche alto e basso, la tendenza è stata quella di una costante diminuzione dei numeri, specialmente in Paesi come l’Italia, che figurava spesso in cima alla classifiche negative raffiguranti i morti per omicidio.
La ricerca di Our World in Data incrocia i dati di cinque diverse fonti: il database della mortalità dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le Stime sulla sanità globale della stessa OMS, lo Studio globale sugli omicidi dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine, lo studio sui Carico globale delle malattie dell’Institute for Health Metrics and Evaluation, e il database sulla storia degli omicidi di Manuel Eisner. Le analisi vanno dal 1250 al 2020, e prendono in considerazione diversi Paesi europei. Secondo Our World in Data il picco di mortalità si sarebbe registrato nel 1375 proprio in Italia con un tasso pari a 71,70 morti ogni 100.000 abitanti. La stessa Italia ha dominato per secoli le classifiche riguardanti il maggior numero di morti per omicidi, finendo solo in qualche caso sotto alla Spagna; dal 1675 a risultare al primo posto erano invece Corsica e Sardegna, in qualche modo legate alla storia e alla tradizione della penisola di quegli stessi anni. A oggi, il Belpaese risulta lo Stato in cui il tasso di mortalità per omicidio è diminuito maggiormente dall’inizio della raccolta dei dati, con i suoi 0,56 casi per 100.000 abitanti del 2017, ultimo anno in cui l’Italia viene rappresentata da Our World in Data.
L’analisi rileva come in generale la tendenza storica sia stata quella di un generale andamento al ribasso dei casi di morti per omicidio. Unica eccezione pare configurarsi per il ‘900, secolo in cui certi decenni sono risultati ben più mortali dei precedenti. È per esempio il caso degli anni ’80 nella stessa Italia, in cui il tasso di morti per 100.000 abitanti sfiorava i due casi; nel secolo scorso, il picco nello Stivale è tuttavia stato toccato nel 1991, con i suoi 2,86 casi ogni 100.000 persone. Dagli inizi del nuovo millennio, invece, il numero di morti per omicidio vanno sempre più calando, e la tendenza via via rivolta a un generale miglioramento.
[di Dario Lucisano]




Al di là del singolo articolo (interessante) plaudo all’iniziativa di questa rubrica. Le news sono news, non solo bad news e con titoloni da mezza pagina. L’ansia, la preoccupazione a volte il terrore, nelle masse, si costruisce anche con l’ampiezza del titolo, lo spazio occupato, la ridondanza della notizia (ovviamente sempre la più brutta possibile). Se non puoi convincerli confondili! È il noto mantra dell’apparato politico-massmediale USA, e non solo. Creare un clima di terrore in generale e in casi specifici (vedi alla voce pandemia da Covid). Bene fa l’Indipendente a non cadere in questa logica “informativa” in generale e, in particolare, a proporre spazi come questo, ricordandoci che può esserci anche una buona notizia nel mondo ogni tanto
Bella anche la riflessione.