mercoledì 7 Dicembre 2022

Le nuove regole sul green pass condannano al confino chi vive nelle isole

Le nuove regole in vigore in materia di green pass ha causato disagi non indifferenti per la popolazione che vive nelle isole minori italiane. Per accedere ai traghetti che fanno da collegamento con la terraferma è infatti necessario essere muniti di super green pass, pena l’isolamento. Gli isolani che non vogliano o non possano fare il vaccino si trovano così a non poter raggiungere alcuni dei servizi di base a volte assenti nelle isole, in una condizione di evidente disparità di diritti rispetto ai concittadini che vivono sulla penisola.

Come specificato in maniera semplificata nella tabella riassuntiva pubblicata dal sito del Governo una settimana fa, a partire dal 10 gennaio 2022 l’utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico o privato di linea, ivi compresi i traghetti, non sarà possibile se non in possesso del super green pass, ovvero quello ottenibile con le vaccinazioni o la guarigione dal virus. L’esito di un tampone negativo non permette quindi più l’accesso al servizio. Nel caso dei residenti degli arcipelaghi questo si traduce nell’impossibilità di raggiungere servizi fondamentali che si trovano sulla terraferma. Almeno che non vogliano farlo a nuoto. Come scrive un perplesso lettore residente all’Isola d’Elba alla nostra redazione: “Questo rappresenta una grande discriminazione rispetto agli altri cittadini. Nelle piccole isole i residenti hanno spesso necessità di spostamento in continente soprattutto per cure specialistiche non disponibili in loco. Cosa faranno i pazienti oncologici non vaccinati?”.

Marco Landi, consigliere regionale della Lega Toscana, aveva già segnalato la problematica sui propri canali social. “Comprendo la necessità di norme per contrastare la diffusione del virus, ma abitare su un’isola non deve significare essere al confino, perciò ritengo che sia inaccettabile per un residente dover avere il super green pass per prendere il traghetto”.

Il 3 gennaio il presidente dell’Ancim (Associazione Nazionale Comuni Isole Minori) Francesco Del Leo ha inviato una lettera al del Presidente del Consiglio Mario Draghi, al Ministro della Salute Speranza e al Commissario Straordinario per l’emergenza Covid 19 Figliuolo per portare all’attenzione del Governo la problematica. Come sottolineato nel testo, i cittadini delle isole “non dispongono di mezzi alternativi” come le auto private per transitare da una regione all’altra. “È opinione condivisa da tutti noi Sindaci dei 35 Comuni presenti su 87 Isole e con 240 mila abitanti, che questa disposizione contenuta nell’ultimo Decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale rappresenta una netta disparità di trattamento per noi cittadini delle isole minori” ha aggiunto Del Leo.

Il problema è stato fino ad ora ampiamente sottovalutato sia dai mezzi di informazione che dal Governo, che si dimostra ancora una volta ben distante dalle necessità quotidiane dei cittadini, nè sembra interessarsi alle problematiche sfaccettate esistenti sul territorio, preferendo adottare un approccio muscolare e unidirezionale. Resta da vedere, ora, se le richieste degli abitanti delle isole minori verranno ascoltate.

[di Valeria Casolaro]

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5 Commenti

  1. Consiglio per tutti gli abitanti delle isole: andate a prendere il traghetto in gruppo, organizzatevi in un certo orario, se sarete in tanti non potranno impedirvi di salire, e nemmeno potranno multare tanta gente tutta insieme. Se siete in tanti potrete anche minacciare di buttare a mare il marinaio che vi sbarra la strada. Magari è un po’ azzardato, ma qui stanno giocando con le nostre vite, dobbiamo essere pronti a difenderci. La Costituzione dice che il potere appartiene al popolo, e il Popolo siamo NOI. Coraggio!

  2. Il sgp dovrebbe essere dato anche a chi per VERI motivi medici non può essere vaccinato. Gli altri devono vaccinarsi. È inutile girarci attorno. Gli ospedali sono bloccati da non vaccinati che occupano il posto di chi non riesce a curarsi per altre gravi patologie. Chi non si vaccina mette a repentaglio la vita di altre persone per situazioni che non hanno niente a che fare con il covid.

  3. Vergogna e disprezzo per questa misura inaccettabile e immotivata. Degna tuttavia dei nostri governanti, che sempre più apertamente mostrano la loro natura, ingiusta. Questo con la sanità non ha niente a che fare, lo abbiamo capito dopo 10 giorni dall’inizio della pandemia, ma le tonalità di regime e di violenza a cui siamo arrivati, vanno ben oltre ogni mia immaginazione.
    Mi disgusta profondamente quello che stiamo vivendo, ne prendo le distanze con forza e determinazione.
    Sono sempre più convinta che scendere a compromessi con questa gente sia un crimine, non sono ricattabile, non metterò mai in discussione la mia libertà. MAI.

  4. Mi chiedo cosa ancora dovremo sopportare e di cosa dovremo ancor esser privati, per realizzare tutti, cosa ci stanno facendo. Qui non si parla più di una guerra convenzionale, ma sembra che ancora una buona parte della massa, non lo abbia capito. Ho come la sensazione che aspettino un esercito straniero in strada, ufficiali che bussino alle porte e gli entrino in casa, carri armati per le strade ed aerei che li bombardino. Questa è ormai storia, ora ti chiudono in casa con la scusa che nn sei un soggetto sano, ti ipnotizzano con radio e TG, finanziati con i soldi che dovrebbero assegnare al SSN, ma, allo stesso, tempo chi può muoversi liberamente, sono coloro che bi o tri-vaccinati, dati alla mano, sono contagiosi e possono anche contagiare… Prego Dio ogni sera, ma per ora sembra nn ascoltarmi

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